Disco Live Ummagumma
- Astronomy Dominé
- Careful With That Axe, Eugene
- Set The Controls For The Heart Of The Sun
- A Saucerful Of Secrets
David Gilmour chitarra, voce; Nick Mason batteria; Roger Waters basso, voce, gong; Richard Wright organo, voce
Disco Studio Ummagumma
- Sysyphus
- Richard Wright tastiere, mellotron, pianoforte, basso, batteria, timpani, percussioni, effetti vocali, harpsichord
- Grantchester Meadows
- Roger Waters chitarra acustica, voce, coro, effetti su nastro
- Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving With A Pict
- Roger Waters vocalizzi, voce, percussioni, effetti su nastro
- The Narrow Way
- David Gilmour chitarre, voce, batteria, tastiere, pianoforte, mellotron, basso, coro
- The Grand Vizier’s Garden Party
- Nick Mason batteria, percussioni, xilofono, mellotron, marimba; Lindy Rutter flauto; Norman Smith percussioni
L’album
- Data di uscita: 7 novembre 1969 (Regno Unito ed Europa continentale) — 10 novembre 1969 (Stati Uniti)
- Etichetta: Harvest Records (EMI)
- Numero di catalogo: SHDW 1/2
- Produzione: Norman Smith (di nome); Pink Floyd (di fatto)
- Ingegnere del suono principale: Peter Mew
- Ingegneri aggiuntivi: Neil Richmond, Alan Parsons, Anthony Mone, Nick Webb, Phil McDonald, Chris Blair
- Studio di registrazione: Abbey Road Studios, Londra (disco in studio); Mother’s, Birmingham / Manchester College of Commerce (disco dal vivo)
- Periodo di registrazione: 27 aprile – 2 maggio 1969 (live); settembre 1968 – luglio 1969 (studio)
- Artwork / Copertina: Hipgnosis; effetto Droste su fotografia in bianco e nero scattata a Great Shelford, Cambridge; retro con strumentazione della band disposta a forma di freccia sulla pista dell’aeroporto di Biggin Hill
- Classifiche: UK: #5 — Paesi Bassi: #5 — Germania Ovest: #25 — Belgio: #89 — Francia: #117 — USA: #74
Il contesto
Ummagumma è il quarto album in studio dei Pink Floyd, concepito e registrato tra il settembre 1968 e il luglio 1969, in un momento di profonda transizione per la band. Syd Barrett era uscito dal gruppo da più di un anno; David Gilmour aveva preso il suo posto alla chitarra e la formazione cercava una direzione artistica autonoma, distante tanto dal pop psichedelico dell’esordio quanto dalle aspettative dell’industria discografica. EMI era scettica: i dirigenti non credevano nelle potenzialità commerciali del progetto, convinti che non avrebbe venduto. La realtà avrebbe smentito queste previsioni.
Genesi e paternità
La struttura dell’album nasce da una dichiarazione d’impotenza collettiva. Il giorno della prima sessione in studio, il produttore Norman Smith chiese ai Floyd se avessero dei brani. La risposta fu no. Da quella lacuna emerse l’idea: assegnare a ciascun membro un quarto del disco in studio, lasciandogli carta bianca. Il risultato è un doppio album in cui la facciata live raccoglie quattro brani tratti dai lavori precedenti, mentre il disco in studio è una sequenza di esperimenti individuali. Roger Waters firma due pezzi: la ballata acustica Grantchester Meadows e il collage sonoro Several Species…, entrambi coerenti con la sua vena più introspettiva e rumorista. Rick Wright costruisce il poema sinfonico in quattro movimenti Sysyphus, che attraversa musica da film epico, musica descrittiva classica e musique concrète. David Gilmour con The Narrow Way anticipa le atmosfere di Echoes e di The Dark Side of the Moon, soprattutto nel terzo movimento. Nick Mason, infine, esplora il mondo delle percussioni con The Grand Vizier’s Garden Party, brano dal sapore esotico costruito interamente su strutture ritmiche. Il titolo dell’album è un’espressione gergale di Cambridge, usata da Syd Barrett e Gilmour come sinonimo di sesso; Nick Mason l’ha descritta come una parola che suona sia come un canto sia come un’esclamazione. Un’ulteriore chiave di lettura rimanda al termine umma nella lingua Chakobsa di Dune di Frank Herbert, romanzo caro a Roger Waters.
Registrazione e produzione
Le sessioni del disco dal vivo si svolsero in due date: il 27 aprile al Mother’s di Birmingham, dove l’esecuzione fu buona ma le attrezzature di registrazione si rivelarono difettose, e il 2 maggio al Manchester College of Commerce, con condizioni inverse — concerto mediocre, ripresa tecnicamente riuscita. Il disco in studio fu registrato agli Abbey Road Studios, prevalentemente in Studio Due, dove EMI aveva installato nel 1968 uno dei suoi primi due registratori a otto tracce, i 3M M23. La consolle REDD.51, in uso fino al 1969, fu sostituita nel corso delle sessioni dalla TG12345. Norman Smith è accreditato come produttore, ma il suo ruolo si era già ridotto a una presenza passiva: la band aveva progressivamente assunto il controllo delle sessioni, e lo stesso Smith riconobbe il processo senza frizioni. In totale, il disco in studio richiese quarantatré sessioni di registrazione, editing e mixaggio. Tre furono dedicate a Embryo, uscito poi su una compilation Harvest nel 1970; cinque a One Night Stand (titolo di lavorazione di Summer ’68), che sarebbe confluito in Atom Heart Mother.
Gli strumenti
La fotografia sul retro della copertina documenta con precisione l’arsenale strumentale della band sul campo di aviazione di Biggin Hill. Nick Mason suonava una batteria Premier a due casse, con maracas e due timpani orchestrali. Rick Wright disponeva di vibrafono, trombone e organo Farfisa Compact Duo. David Gilmour utilizzava una Fender Stratocaster bianca e una Telecaster in legno naturale, acquistata dopo la perdita della sua prima Telecaster bianca nel tour americano del 1968; per le sessioni in studio usava probabilmente ancora il Selmer Stereomaster, con l’aggiunta di un cabinet Leslie 147 per modulare il suono della chitarra. Roger Waters suonava un basso Rickenbacker 4001 e un Fender Precision bianco di recente acquisizione, collegato al Selmer Treble-n-Bass 100 o direttamente alla consolle. L’amplificazione live comprendeva testata Sound City L100 e Hiwatt DR-103. Sul tetto del furgone, puntuale, il gong.
La copertina
La copertina è opera di Hipgnosis, lo studio grafico fondato da Storm Thorgerson e Aubrey Powell. Le fotografie furono scattate nella casa dei genitori di Libby January, amica di Thorgerson, a Great Shelford, vicino a Cambridge. La soluzione visiva adottata è un effetto Droste: i quattro membri della band sono disposti in profondità prospettica nell’immagine principale, e la stessa composizione si ripete all’infinito all’interno di un quadro appeso alla parete, con le posizioni dei musicisti ruotate a ogni iterazione. L’obiettivo dichiarato da Thorgerson era rappresentare la natura stratificata della musica dei Floyd. Il retro mostra l’intera strumentazione della band, sistemata dai roadie Alan Styles e Peter Watts sulla pista di Biggin Hill a formare la sagoma di una freccia, evocando un velivolo militare pronto al decollo. All’interno del gatefold, fotografie in bianco e nero dei quattro musicisti nella vita privata: Gilmour ripreso dal basso davanti a un ceppo, Waters con la moglie Judy (ritagliata nelle ristampe successive al divorzio del 1975), Wright barbuto accanto al pianoforte, Mason in sedici scatti ravvicinati.
Ricezione e peso storico
Nonostante lo scetticismo iniziale di EMI, Ummagumma vendette più del previsto, raggiungendo la quinta posizione nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, con risultati più contenuti in Francia e negli Stati Uniti, dove ottenne comunque la certificazione platino. La critica rock lo accolse con favore, soprattutto in Europa. Syd Barrett, interpellato dal Record Mirror, espresse un giudizio sobriamente positivo sul lavoro dei suoi ex compagni. Ummagumma è un album spartiacque nel catalogo dei Pink Floyd: non il più amato dalla band stessa — Waters lo avrebbe definito un “disastro” — ma fondamentale per aver spalancato percorsi paralleli che la band avrebbe esplorato nei cinque anni successivi, fino a The Dark Side of the Moon.
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