Set The Controls For The Heart Of The Sun

di Roger Waters

Set The Controls For The Heart Of The Sun Lyrics

Set the Controls for the Heart of the Sun è una composizione di Roger Waters inclusa nell’album A Saucerful of Secrets del 1968. Peter Jenner la indica come il primo brano di Waters in grado di reggere il confronto con le canzoni di Syd Barrett, un giudizio che dice molto sul momento in cui viene scritta e sul peso che quella competizione interna possiede nel gruppo.
Il titolo non deriva, come spesso riportato, da una poesia di William S. Burroughs, ma dal romanzo The Fireclown del 1965 di Michael Moorcock. Per la stesura del testo Waters segue l’esempio di Barrett in Chapter 24 e attinge alla poesia cinese, in particolare alle liriche di Li Shangyin, poeta della tarda dinastia Tang del IX secolo, consultando la raccolta di traduzioni Poems of the Late T’ang curata da A. C. Graham. Diversi versi sono riconducibili a testi precisi: «Little by little the night turns around» proviene da un poema senza titolo di Li Shangyin, «Counting the leaves which tremble at dawn» da Willow, «One inch of love is one inch of shadow» da un altro poema senza titolo, mentre «Witness the man who raves at the wall» rimanda a un testo di Li He. Waters costruisce con questi materiali uno scenario che combina solitudine, malinconia e impulsi suicidi: un pilota di un’astronave viene sopraffatto da tendenze autodistruttive di natura solare e imposta la rotta verso il cuore del sole. La struttura del brano si articola in quattro parti (introduzione, due strofe cantate, un’improvvisazione instrumental e una strofa conclusiva) e lascia ampio margine all’improvvisazione dal vivo. La versione su Ummagumma dura oltre nove minuti, quella sul disco dal vivo di Waters In the Flesh sette minuti, e alcuni bootleg documentano esecuzioni di ben sedici minuti.
La prima sessione si tiene l’8 agosto 1967 nello Studio Tre di Abbey Road, il giorno dopo la prima seduta di lavoro per il nuovo album. La base viene registrata in due take, con il secondo ritenuto il migliore. Secondo David Parker, che ha consultato gli archivi di Abbey Road, vengono utilizzate solo due delle quattro tracce disponibili sul registratore: la prima per la batteria di Nick Mason con piatto aggiuntivo, la seconda per il basso di Waters e una chitarra. Tutto viene quindi inciso dal vivo in sala. Mason suona principalmente i tom con bacchette da timpani, ispirandosi dichiaratamente a Blue Sands del batterista jazz Chico Hamilton, ascoltato nel film Jazz on a Summer’s Day. Il gong registrato sulla stessa traccia dei piatti è quasi certamente suonato da Rick Wright, che in quella prima sessione non si trova alle tastiere, mentre Waters è impegnato al basso. La chitarra sulla traccia del basso viene eseguita da Barrett, come confermato da David Gilmour stesso nel 1993, precisando di essere probabilmente presente anch’egli su alcune parti, sebbene il suo contributo sia difficilmente identificabile. Barrett sembra essere udibile dal minuto 5:02 fino alla fine, mentre Gilmour potrebbe trovarsi tra 1:49 e 1:54.
Il 23 ottobre 1967 Waters registra la voce, accompagnata da un abbondante riverbero che segue il motivo del basso. Il timbro è raccolto, quasi sussurrato, come quello di una guida spirituale. Nella stessa sessione Wright aggiunge la parte di vibrafono, elemento fondamentale per l’atmosfera meditativa del pezzo. L’11 gennaio 1968 il gruppo torna in studio per le restanti sovraincisioni: Wright registra le parti di tastiera, suonando la Farfisa Compact Duo con il Binson Echorec e probabilmente l’ Hammond M-102 per i passaggi solistici con pedale wah-wah udibili tra 2:50 e 3:12, il tutto immerso nel riverbero. Nella stessa sessione vengono aggiunte voci supplementari, tra cui quello che sembra un Om (la sillaba sacra buddhista) percepibile in sottofondo a 2:33 e 2:47. Dal minuto 3:05 entrano i versi dei gabbiani, un effetto che richiama i nastri al contrario usati dai Beatles in Tomorrow Never Knows nel 1966.
Michael Moorcock, la cui opera fornisce il titolo al brano, collabora in seguito con gli Hawkwind e con i Blue Öyster Cult, che si ispirano proprio a The Fireclown per il pezzo The Great Sun Jester del 1979. Douglas Adams dichiara inoltre di essersi ispirato a Set the Controls for the Heart of the Sun per il gruppo Disaster Area, descritto nella saga di Guida Galattica per gli Autostoppisti come il complesso rock più rumoroso della storia dell’universo.
Il brano rimane nel repertorio dal vivo dei Pink Floyd per anni. Il 26 e 27 giugno 2002, durante due concerti alla Wembley Arena, Waters lo esegue con Mason per la prima volta dopo oltre vent’anni. Il 18 aprile 2019 Roger Waters sale infine sul palco dei Saucerful Of Secrets di Nick Mason, cantando e suonando il gong.

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