di Waters
Grantchester Meadows Lyrics
Icy wind of nights be gone this is not your domain
In the sky a bird is heard to cry
Misty morning whisperings and gentle stirring sounds
Belied the deathly silence that lay all around
Hear the lark and harken to the barking of the dog fox
Gone to ground
See the splashing of the kingfisher flashing to the water
And a river of green is sliding unseen beneath the trees
Laughing as it passes through the endless summer, making for the sea
In the lazy water meadow I lay me down
All around me golden sun flakes covering the ground
Basking in the sunshine of a bygone afternoon
Bringing sounds of yesterday into this city room
Hear the lark and harken to the barking of the dog fox
Gone to ground
See the splashing of the kingfisher flashing to the water
And a river of green is sliding unseen beneath the trees
Laughing as it passes through the endless summer, making for the sea
Vento gelido della notte vattene, questo non è il tuo dominio
Nel cielo un’uccellino è stato sentito piangere
Fumosi sussurri del mattino e gentili suoni indaffarati
Ingannano il silenzio funebre che giace tutt’intorno
Ascolta bussare e senti attentamente la volpe scura abbaiare
Caduta al suolo
Guarda i tuffi del martin pescatore baluginare nell’acqua
E un fiume verde scorre nascosto tra gli alberi
Ridendo mentre passa attraverso l’estate infinita
Verso il mare
Senti le allodole ascoltare l’abbaiare della volpe scura
Andata in terra
Guarda i tuffi del martin pescatore balenare nell’acqua
E un fiume di verde sta scorrendo nasccosto sotto gli alberi
Ascolta bussare e senti attentamente la volpe scura abbaiare
Caduta al suolo
Guarda i tuffi del martin pescatore baluginare nell’acqua
E un fiume verde scorre nascosto tra gli alberi
Grantchester Meadows è una ballata acustica di Roger Waters pubblicata nel 1969 nell’album doppio Ummagumma. Grantchester è un villaggio appena fuori Cambridge, sul fiume Cam: è qui che Waters trascorse l’infanzia, qui che Gilmour nacque, qui che Syd Barrett veniva con gli amici dopo scuola a suonare la chitarra sull’erba. Il brano è costruito su questa geografia condivisa, sui prati e sull’acqua di un luogo che è anche la preistoria dei Pink Floyd.
Il testo di Waters descrive canti di allodole, mattine brumose, la volpe che abbaia nell’oscurità, il riflesso di nuvole rosa sull’acqua scura. Le immagini sono precise e sensoriali. Nella strofa centrale il riferimento si fa esplicito: In the lazy water meadow / I lay me down […] Basking in the sunshine of a bygone afternoon / Bringing sounds of yesterday into this city room. L’adolescenza raccontata in questi versi è anche quella di una band che ancora non esisteva. Eppure sotto la superficie serena circola qualcosa di più instabile — il vento gelido della notte nella prima riga, un silenzio di fondo che non è quiete ma assenza.
Il brano si apre con quaranta secondi di paesaggio sonoro registrato: un’allodola che percorre il campo stereo su un loop di circa tre secondi, poi un’ape su un loop di dieci. Waters entra sulla chitarra classica — probabilmente una Levin Classic 3 — con un arpeggio concentrato sulle due corde più basse, mi e la. Una seconda chitarra risponde con una linea contrappuntistica costruita principalmente sulla tecnica dell’hammer-on. La voce di Waters è raddoppiata via ADT; al minuto 3:22 le due tracce si sfasano leggermente sulla parola sea, svelando la registrazione su canali separati. Nei ritornelli la frase Gone to ground è mono: una delle due tracce è silenziata per avvicinare la voce all’ascoltatore. Nel secondo ritornello, intorno al minuto 5:40, Waters armonizza con sé stesso.
Attorno al minuto 3:24 entrano altri elementi ambientali: un fiume che mormora, voci lontane, oche selvatiche che cacciano prima di alzarsi in volo. Il paesaggio naturale cresce progressivamente fino a prevalere sulla musica: l’allodola accelera il suo percorso nel campo stereo, l’ape torna in primo piano, e il brano si chiude con qualcuno — Storm Thorgerson secondo alcune fonti — che scende di corsa una scala e ammazza l’insetto con una paletta. Sipario.
Le sessioni si svolsero tra marzo e giugno 1969 agli Abbey Road Studios, con Norman Smith alla produzione, Peter Mew al mixer e Alan Parsons come assistente. Il titolo di lavorazione era prima “Roger’s Scene, Parts 1 and 2”, poi “Roger’s Quarter, Second Movement”. Il brano appartiene alla stessa vena acustica e introspettiva di “Green Is the Colour” e “Cymbaline”, scritte nello stesso periodo per la colonna sonora di More. Melodicamente anticipa “Goodbye Blue Sky”, che Waters avrebbe composto dieci anni dopo per The Wall.
Nel 1969, ribattezzata “Daybreak”, la canzone aprì la suite The Man and the Journey nei concerti del tour americano, con Gilmour alla seconda chitarra acustica e Wright all’organo.
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