Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving With A Pict

di Roger Waters

Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving With A Pict Lyrics

Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict è una composizione di Roger Waters pubblicata nel 1969 in Ummagumma. Nacque da una necessità pratica: “Grantchester Meadows” non riempiva il lato di vinile assegnato a Waters, e il bassista doveva colmare il tempo rimanente. La soluzione fu un collage sonoro di cinque minuti che non ha nulla a che fare con la canzone tradizionale e molto invece con la musica concreta — quella corrente elettroacustica che lavora su suoni naturali manipolati, accelerati, sovrapposti, deformati.
Il titolo, volutamente barocco, descrive con qualche approssimazione il contenuto: nella prima sezione si sentono versi di animali vari, tutti prodotti da Waters stesso con la voce e con le mani. La parola Pict rimanda ai Pitti, le popolazioni che abitarono la Scozia prima e durante l’invasione romana della Britannia. Il collegamento con l’animale non è mai spiegato, e probabilmente non è stato pensato per esserlo.
Waters costruisce la prima parte a partire da suoni interamente generati dal corpo: battiti di mani sulle ginocchia che, accelerati, diventano un ritmo percussivo; versi, onomatopee, richiami, urla varispedate che dal minuto 2:19 in poi raggiungono un’intensità da colonna sonora horror. Lui stesso avrebbe poi chiarito: nessuno strumento musicale, solo voce e mani. Alla domanda su chi urlasse, un membro del gruppo rispose che si trattava di una ragazza alta, magra, vestita di nero, di nome Roger Waters. Verso il minuto 2:51 e poi di nuovo intorno al 3:13, le urla sembrano citare involontariamente il riff di “Astronomy Dominé”.
La seconda sezione introduce una voce maschile con forte accento scozzese che declama un testo oscuro e caricaturale, costruito alla maniera di Robert Burns. Il narratore racconta di essersi stabilito in Scozia come pescatore di sgombri, di essersi ritrovato coinvolto in un conflitto sanguinoso legato alla guerra di religione e all’ascesa al trono di Maria Stuarda — regina cattolica in un paese diventato prevalentemente protestante. Viene anche menzionato il claymore, la spada a due mani dei guerrieri scozzesi. Un delay corto e pronunciato avvolge la declamazione, trasformandola in qualcosa che suona come un discorso tenuto in uno stadio enorme. La voce è probabilmente quella di Waters, anche se la tentazione di attribuirla a Ron Geesin — originario di Stevenston, Scozia — è comprensibile. Nick Mason ha confermato che il brano riflette la nascente amicizia tra Waters e Geesin, collaborazione che sarebbe poi sfociata nel lavoro comune su Atom Heart Mother nel 1970. La sezione si chiude con quattro secondi di silenzio, poi una frase finale frenetica e sentenziale, e infine le parole And the wind cried Mary — citazione diretta del brano di Jimi Hendrix del 1967. Le ultime parole del pezzo sono: Thank you.
Le sessioni si estesero tra il settembre 1968 e il giugno 1969, in più studi di Abbey Road. La parte scozzese fu registrata il 23 giugno 1969 nella Room Four, con Phil McDonald e Chris Blair al mixer al posto di Peter Mew, che aveva seguito tutti gli altri brani del disco. La produzione portava la firma di Norman Smith.
Nel 1983 il brano fu incluso nella compilation Works.. A chi rallenta la registrazione al minuto 4:32, una voce sussurra: That was pretty avant-garde, wasn’t it?

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