Atom Heart Mother

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Tracklist di Atom Heart Mother

L’album

  • Data di uscita: 2 ottobre 1970
  • Etichetta: Harvest Records
  • Numero di catalogo: SHVL 781
  • Produzione: Pink Floyd (Norman Smith “Executive Producer”)
  • Ingegnere del suono: Peter Bown
  • Operatore di nastro: Alan Parsons (poi John Kurlander e Nick Webb per il mixaggio)
  • Studio di registrazione: Abbey Road Studios, Studio 2, Londra — circa 30 sessioni totali
  • Periodo di registrazione: 2 marzo – 21 luglio 1970
  • Artwork / Copertina: Hipgnosis; fotografia a campo aperto, primo piano di mucca nei pressi di Potters Bar, Hertfordshire
  • Classifiche: Regno Unito: #1 — Francia: #4 — Paesi Bassi: #5 — Germania Ovest: #8 — USA: #55 (poi certificato disco d’oro)

Il contesto
Atom Heart Mother è il quinto album in studio dei Pink Floyd, pubblicato nell’ottobre del 1970. La band arriva a questo lavoro dopo un periodo di relativa stanchezza creativa: tournée internazionali prolungate, pressioni di EMI e del manager Steve O’Rourke per consegnare nuovo materiale, ispirazione in calo. Rick Wright lo ammetterà senza reticenze: la band si era arenata, incerta su quale direzione prendere. Il contesto musicale è quello del progressive rock nascente — Jethro Tull, King Crimson, Yes, Nice — dove la fusione tra rock e musica classica stava diventando una traiettoria dominante, con risultati alterni. I Floyd scelgono di percorrerla a modo loro, con un collaboratore esterno e un approccio ibrido che mescola avanguardia, orchestra, coro e pop.
Genesi e paternità
L’impulso verso una dimensione sinfonica risale al concerto del 26 giugno 1969 alla Royal Albert Hall, durante il “The Man and the Journey Tour”, quando i Floyd si esibirono con gli ottoni della Royal Philharmonic Orchestra e il coro amatoriale di Ealing. L’esperimento risultò promettente. Per tradurlo in studio fu coinvolto Ron Geesin, compositore scozzese già vicino alla band — soprattutto a Waters e Mason — con cui Waters aveva collaborato per la colonna sonora del documentario The Body (1970). Geesin ricevette da Waters un nastro grezzo con la traccia base della suite prima della tournée americana di aprile, con il compito di elaborare un arrangiamento orchestrale completo. Le quattro tracce del lato B — If (Waters), Summer ’68 (Wright), Fat Old Sun (Gilmour), Alan’s Psychedelic Breakfast (collettiva) — furono composte e registrate autonomamente dai rispettivi autori nel periodo estivo.
Registrazione e produzione
Le sessioni si concentrano in due blocchi: marzo 1970 e poi giugno-luglio, con la tournée americana nel mezzo. L’attrezzatura tecnica si basa sul registratore multitraccia 3M M23 a otto piste e sul mixer TG12345. Geesin consegnò la partitura per venti voci corali (dirette da John Alldis), dieci ottoni e una parte di violoncello affidata al virtuoso islandese Hafliði Hallgrímsson, non accreditato sull’LP. Le sessioni con i musicisti orchestrali si svolsero in un clima di tensione: parte della sezione ottoni mostrò un atteggiamento apertamente ostile nei confronti di Geesin, rendendo il lavoro difficoltoso. Atom Heart Mother fu la prima composizione rock a occupare per intero un lato di un album. Norman Smith, già produttore dei primi dischi del gruppo, compare nei crediti come “Executive Producer”: sarà la sua ultima collaborazione con la band.
Gli strumenti
Durante la tournée americana, il 16 maggio 1970 a New Orleans, un camion contenente buona parte dell’attrezzatura del gruppo fu rubato dall’esterno del Royal Orleans Hotel. Tra i beni sottratti: la Stratocaster bianca e una Stratocaster nera con manico in palissandro di Gilmour (acquistata di recente da Manny’s Music a New York), il basso Rickenbacker 4001 e il Fender Precision bianco di Waters, due batterie di Mason, un organo e un pianoforte di Wright, l’intero sistema PA da 4.000 watt e cinque Binson Echorec. La maggior parte degli strumenti fu recuperata, ma non le chitarre. Gilmour tornò da Manny’s e acquistò la celebre Stratocaster nera con manico in acero del 1969, la “Black Strat”, diventata il suo strumento principale. Per le sessioni di giugno usò anche una Stratocaster Sunburst del 1959 ricevuta da Steve Marriott. Waters passò definitivamente a due Fender Precision, abbandonando il Rickenbacker. Wright utilizzò anche il Moog IIIP di Abbey Road. L’amplificazione era affidata a testata Hiwatt Custom 100 DR-103 con diffusori WEM Super Starfinder 200 (4×12); Gilmour e Wright impiegarono inoltre un Leslie 147.
La copertina
Storm Thorgerson di Hipgnosis cercava deliberatamente una “non-copertina”: niente psichedelia, niente simbolismo rock. Dopo aver scartato un’immagine di un tuffatore in piscina e una giovane donna in abito da sera ai piedi di una scala, optò per un primo piano di una mucca in un campo aperto. L’animale — una bestia di nome Lulubelle III — fu fotografato nelle campagne vicino a Potters Bar, nell’Hertfordshire. Sul retro dell’LP, altre tre mucche fissano l’obiettivo; all’interno, ancora bovini al pascolo in bianco e nero. Il titolo dell’album deriva da un articolo dell’Evening Standard del 16 luglio 1970 in cui si narrava di Constance Ladell, prima donna britannica a ricevere un pacemaker nucleare alimentato a plutonio-238. Waters lo lesse in attesa di un’esibizione radiofonica BBC, su suggerimento di Geesin.
Ricezione e peso storico
Atom Heart Mother portò i Pink Floyd al numero uno in classifica nel Regno Unito per la prima volta. La stampa dell’epoca fu entusiasta: Beat Instrumental lo definì “utterly fantastic”, lodando l’integrazione tra band, ottoni e coro. Nel tempo, la band rivedrebbe in modo critico il lavoro: Mason parlò di un’operazione “non del tutto riuscita, ma estremamente formativa”; Waters nel 1984 si espresse in termini molto più duri. Geesin, nonostante il contributo determinante, non fu accreditato nell’LP — né nelle edizioni rimasterizzate. Stanley Kubrick nel 1971 chiese ai Floyd di usare la suite in Arancia Meccanica, ma la band declinò per via delle pretese di controllo editoriale del regista.

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