di Richard Wright
Summer ’68 Lyrics
Would you like to say something before you leave
Perhaps you’d care to state exactly how you feel
We said goodbye before we said hello
I hardly even like you, I shouldn’t care at all
We met just six hours ago, the music was too loud
From your bed I gained a day and lost a bloody year
And I would like to know
How do you feel, how do you feel?
How do you feel, how do you feel?
Not a single word was said, the night still hid our fears
Occasionally you showed a smile but what was the need
I felt the cold far too soon, in a room of 95
My friends are lying in the sun, I wish that I was there
Tomorrow brings another town and another girl like you
Have you time before you leave to greet another man
Just you let me know
How do you feel, how do you feel?
How do you feel, how do you feel?
Goodbye to you
Charlotte Pringle’s due
I’ve had enough for one day
Vorresti dire qualcosa, prima di partire?
Forse vorresti esprimere esattamente ciò che senti
Ci siamo detti addio prima di dirci ciao
Non mi piaci neanche tanto
non dovrebbe importarmi nulla
Ci siamo incontrati solo sei ore fa
la musica era troppo forte
Dal tuo letto ho guadagnato un giorno, e ho perso un maledetto anno
E vorrei sapete
Come ti senti?
Come ti senti?
Non fu detta una sola parola
la notte nascondeva ancora le nostre paure.
Qualche volta hai mostrato un sorriso
ma che bisogno c’era?
Ho sentito troppo presto freddo
nel vento del ’95
I miei amici sono sdraiati al sole
vorrei essere con loro
il domani mi porta in un’altra città
da un’altra ragazza come te
hai tempo, prima di partire, di salutare un altro uomo?
Solo, fammi sapere
Come ti senti?
Come ti senti?
Addio anche a te
Charlotte Pringle è attesa
ne ho avuto abbastanza, per un solo giorno
Summer ’68 è una composizione di Rick Wright pubblicata nel 1970 nell’album Atom Heart Mother. La sua genesi risale però alle sessioni di Ummagumma: il 4 dicembre 1968, negli studi Abbey Road di Londra, vengono registrate le prime tracce base sotto il titolo di lavorazione One Night Stand. Le sessioni proseguono il 9, 10 e 16 dicembre e poi il 16 gennaio 1969, portando il brano a uno stadio quasi definitivo. Accantonato in fase di montaggio di Ummagumma, viene ripreso il 5 luglio 1970 — lo stesso giorno in cui si lavora al Moog per If e al missaggio di Fat Old Sun — perché il suo carattere melodico e la sua struttura pop si adattano meglio al clima del nuovo disco. Il 13 e 14 luglio si procede a editing e remix, il 19 si aggiungono effetti in retromarcia, il 20 si chiude con il mix finale. Ottenere il master risulta complesso: porzioni di mix diversi devono essere combinate per arrivare al risultato definitivo.
Il testo racconta una storia breve, quasi impalpabile: due persone si incontrano durante un concerto, sei ore, musica troppo alta, e già ci si saluta prima ancora di essersi conosciuti davvero. Il narratore — verosimilmente un musicista in tournée — si interroga su ciò che l’altra prova (Perhaps you’d care to state exactly how you feel), consapevole che lei partirà presto e che per lui Tomorrow brings another town, another girl like you. Wright ha dichiarato di apprezzare quei testi proprio per il loro essere autentici, pur riconoscendone i limiti tecnici. Il nome citato nel brano, Charlotte Pringle (o Kringle), resta non identificato: probabilmente scelto per ragioni puramente fonetiche.
Sul piano musicale, la canzone si apre con Wright al pianoforte e alla voce solista, sorretto da un basso di Roger Waters che suona come un Rickenbacker 4001 più che come il Fender Precision di consueto. L’ingresso progressivo di un Hammond, le armonie vocali di Wright su se stesso, il charleston e un effetto di piatto rovesciato anticipano il primo ritornello, che vede probabilmente Gilmour affiancarsi a Wright in controcanti esplicitamente tributari della scuola vocale dei Beach Boys — un riferimento che Wright confermerà nel 1972, citando Surf’s Up come uno dei suoi dischi preferiti. Il pianoforte in questa sezione è fortemente compresso; maracas e probabilmente bongos — udibili attorno a 1:40 — infittiscono il ritmo, mentre Gilmour suona una chitarra acustica, con ogni probabilità la Levin LT 18.
La sezione strumentale centrale è affidata a trombe reali, non a sintetizzatore: dai registri di Abbey Road emerge che il 16 dicembre 1968 due musicisti session non identificati furono retribuiti con diciotto sterline per parti di ottoni. Il fraseggio e la qualità timbrica non lasciano dubbi sull’autenticità dello strumento. Le trombe ricompaiono attorno a 3:30 e 4:40, questa volta rinforzate da suoni di ottoni prodotti con il Mellotron e forse da un harmonium anch’esso registrato il 16 dicembre; Gilmour aggiunge in quei passaggi una chitarra ritmica elettrica con suono distorto, difficile da isolare nel mix ma percepibile nella tessitura complessiva.
Il bridge, poco prima della coda, richiama l’atmosfera dell’introduzione: Wright suona un pianoforte lirico e un secondo pianoforte nel registro basso, con la chitarra acustica di Gilmour che supporta. Le voci di Wright, Gilmour e Waters si intrecciano di nuovo con un impasto vocale californiano. Il brano si chiude su un accordo di La maggiore.
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