Atom Heart Mother

di Nick Mason, David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright, Ron Geesin

strumentale

Atom Heart Mother è una composizione firmata da Nick Mason, David Gilmour, Roger Waters, Rick Wright e Ron Geesin, pubblicata nel 1970 nell’album omonimo. Con i suoi ventitré minuti e quarantatré secondi, è una suite in sei movimenti per ensemble rock, coro e ottoni, concepita come il tentativo più ambizioso della band di costruire un’opera a lungo respiro, in più parti, con struttura classica.
L’idea germinò alla fine del 1969, quando Gilmour compose un tema che richiamava le colonne sonore western — evocava, a suo dire, cavalli controluce contro il tramonto — con un’aria che ricordava Elmer Bernstein e I magnifici sette. Waters ascoltò il materiale durante una prova e rimase colpito. Gilmour e Wright lavorarono quindi a lungo per allargarlo, trasformarlo, trovarne la forma definitiva. La prima esecuzione pubblica avvenne il 17 gennaio 1970 al Lawns Centre di Cottingham, senza ancora un titolo. Il brano fu presentato a Parigi il 23 gennaio allo stesso modo: un pezzo senza nome, scritto la settimana prima, suonato quasi per necessità.
La registrazione fu tecnicamente complicata fin dall’inizio. Il 2 marzo 1970 la band entrò ad Abbey Road con Peter Bown e Alan Parsons all’ingegneria. L’enorme durata del pezzo — oltre ventitrè minuti — imponeva di registrare il backing track in un unico passaggio: le regole tecniche di EMI sulle bobine da un pollice a otto piste non ammettevano modifiche. Waters al basso e Mason alla batteria (Premier) incisero insieme senza click né quantizzazione, orientandosi a memoria lungo i diversi blocchi del brano. Le sovraincisioni di organo, chitarra e pianoforte seguirono nelle sessioni successive.
In aprile, con la band in tour negli Stati Uniti, il compositore scozzese Ron Geesin ricevette il nastro per lavorarci sopra. Senza indicazioni precise su cosa la band volesse, si chiuse per settimane al 208 di Ladbroke Grove a Londra, in un’estate particolarmente afosa. Ascoltò il materiale centinaia di volte e ne ricavò una partitura in sedici sezioni, etichettate da A a Q (senza O), poi riorganizzate nei sei movimenti finali. Fu Geesin a dare al pezzo la sua architettura: aggiunse il coro (John Alldis Choir, venti elementi) e gli ottoni del Philip Jones Brass Ensemble (tre trombe, tre tromboni, tre corni, una tuba), propose l’aggiunta di un violoncello solista affidato all’islandese Hafliði Hallgrímsson, e lavorò con Gilmour per rinforzare il tema iniziale.
La sessione degli ottoni, il 19 giugno in Studio Two, fu apertamente conflittuale. Geesin non era un direttore d’orchestra e i musicisti — professionisti classici — lo resero subito evidente con domande ostili e ritardi. La situazione si sbloccò solo quando John Alldis, presente per caso, prese il podio in sostituzione. Geesin si ritirò in cabina regia. La crisi fu superata, ma a caro prezzo nervoso. Durante la sessione del coro, il 21 giugno, Geesin scoprì un errore di fase nella sezione J, poi diventata “Funky Dung”: aveva preso il secondo tempo per il primo, sfasando tutte le battute successive. Non avendo tempo per correggere la partitura, incassò e andò avanti.
Il 16 luglio il pezzo ricevette il titolo definitivo, preso da un articolo dell’Evening Standard su una donna con un pacemaker atomico. Waters annunciò il nome al pubblico del Hyde Park Free Concert il 18 luglio 1970. La suite è costruita su una tonalità di mi minore e si chiude su un accordo di mi maggiore, con un lungo rullio di rullante di Mason al minuto 23:07. Nel secondo movimento, “Breast Milky”, il violoncello di Hallgrímsson e il basso di Waters producono un effetto che richiama Il cigno di Saint-Saëns. In “Funky Dung” Gilmour imbraccia il Black Strat con riverbero abbondante su un riff di basso che Waters aveva già registrato per la colonna sonora di Zabriskie Point di Antonioni, scartata in fase di montaggio. Nel 2012 “Atom Heart Mother” è entrata nel programma del baccalauréat francese come testo musicale d’esame.

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