Tracklist di Animals
L‘album
- Data di uscita: 21 gennaio 1977 (Regno Unito) — 10 febbraio 1977 (Stati Uniti)
- Etichetta: Harvest Records
- Numero di catalogo: SHVL 815
- Ingegnere del suono: Brian Humphries (assistito, verso la fine delle sessioni, da Nick Griffiths)
- Studio di registrazione: Britannia Row, 35 Britannia Row, Islington, Londra
- Periodo di registrazione: aprile–dicembre 1976
- Artwork / Copertina: fotografia di Aubrey Powell e Storm Thorgerson (Hipgnosis), scattata alla Battersea Power Station con un pallone gonfiabile a forma di maiale, in sovrapposizione tra le immagini del primo giorno di ripresa (cielo nuvoloso) e quelle del terzo (il pallone in volo)
- Classifiche: Regno Unito: #2 — Stati Uniti: #3 — Francia, Germania Ovest, Paesi Bassi, Svizzera, Spagna, Portogallo: #1
Il contesto
Animals nasce nella Gran Bretagna del 1976, un paese segnato da inflazione, disoccupazione record e conflitti sindacali. Ai governi laburisti di Harold Wilson e James Callaghan, incapaci di arginare la crisi, si contrappone l’ascesa di Margaret Thatcher alla guida dei conservatori, mentre una nuova generazione musicale — Sex Pistols, Clash, Damned — grida il proprio “no future” contro l’establishment e contro i dinosauri del rock progressivo, Pink Floyd inclusi. È in questo clima che Roger Waters decide di abbandonare l’astrazione tematica dei due album precedenti per un attacco diretto alla società capitalista britannica.
Genesi e paternità
Waters firma tutti i testi dell’album e compone quattro dei cinque brani — entrambe le parti di “Pigs On the Wing”, “Pigs” e “Sheep” — co-scrivendo “Dogs” con David Gilmour, che riprende musicalmente un pezzo del 1974 intitolato “You’ve Gotta Be Crazy”. Anche “Sheep” discende da una composizione precedente, “Raving and Drooling”. Il concept si ispira liberamente alla Fattoria degli animali di George Orwell, ma Waters ne capovolge il bersaglio: non più la satira del regime sovietico, bensì una tripartizione della società liberale in maiali (la classe dirigente capitalista), cani (la piccola e media borghesia che aspira a diventare maiale) e pecore (la massa proletaria subordinata). Rick Wright, senza materiale proprio da proporre, viene progressivamente escluso dal processo creativo, segno di uno squilibrio interno alla band che si accentuerà negli anni successivi.
Registrazione e produzione
Per la prima volta i Pink Floyd registrano nel proprio studio, ricavato in un’ex cappella a tre piani a Islington acquistata nel 1975. La console scelta è una MCI JH-440 personalizzata con equalizzazione richiesta da Waters, affiancata da un registratore a nastro MCI a ventiquattro piste con Dolby DBX, un quattro piste e un due piste sempre MCI, tre Revox (presumibilmente A77), un registratore a cassette Nakamichi, compressori UREI 1176, delay digitali Lexicon 102 accoppiati, harmonizer Eventide H910 e quattro diffusori JBL 4350. La scelta della console MCI, anziché una Neve, è dettata da ristrettezze economiche: la band attende ancora le royalty di The Dark Side of the Moon. Brian Humphries cura il missaggio, ma il rapporto con il gruppo si incrina per motivi tanto pratici quanto ideologici, e Animals resta il suo ultimo album con i Floyd.
Gli strumenti
Waters continua a suonare il basso Fender Precision nero, dotato di battipenna sostituito in tinta come sul “Black Strat” di Gilmour, e introduce per la prima volta una chitarra acustica Ovation Legend, usata anche da Gilmour. Quest’ultimo affianca al “Black Strat” con pickup DiMarzio una Fender Telecaster Custom del 1959, amplificata con un Hiwatt DR-103 e un diffusore rotante Yamaha RA-200, oltre a un talk box Heil Sound distribuito da Dunlop e, probabilmente, la pedaliera Pete Cornish con il fuzz Big Muff V2 “Ram’s Head”. Wright amplia la propria dotazione con un organo Hammond B-3 e un pianoforte a coda Yamaha C7, e introduce il vocoder — forse un Korg VC-10 o un EMS Synthi Vocoder 5000 — per l’effetto robotico che caratterizza alcuni passaggi di “Pigs” e “Sheep”.
La copertina
L’idea della Battersea Power Station, con le sue quattro ciminiere che Waters associa a potere e dominio (e, per associazione più ironica, a una tartaruga rovesciata sul dorso), scavalca due proposte più esplicite di Hipgnosis, giudicate troppo provocatorie dalla band. Il pallone a forma di maiale, alto sei metri e lungo nove, costruito dall’azienda tedesca Ballon Fabrik — specializzata storicamente negli Zeppelin — si stacca durante le riprese a causa del vento e vola fino a novemila metri di quota, costringendo Heathrow a sospendere i voli per alcune ore, prima di essere recuperato in un campo nel Kent. L’immagine definitiva nasce dal montaggio tra le riprese del terzo giorno, con il pallone in volo, e quelle del primo, con il cielo nuvoloso ritenuto più adatto all’atmosfera dell’album.
Ricezione e peso storico
Animals raggiunge la seconda posizione nel Regno Unito e la terza negli Stati Uniti, arrivando al primo posto in Francia — dove vende ottocentomila copie, quattro volte il dato britannico — oltre che in Germania Ovest, Paesi Bassi, Svizzera, Spagna e Portogallo. La critica coglie lo scarto rispetto al passato: NME lo definisce uno dei lavori più estremi e iconoclasti del periodo, Melody Maker ironizza ribattezzando la band “Punk Floyd”, mentre Rolling Stone ne rileva l’amarezza rispetto agli anni Sessanta. L’album segna anche uno spartiacque interno: è il disco in cui Waters assume il controllo quasi totale della scrittura, anticipando le tensioni che porteranno a The Wall e, infine, alla sua uscita dal gruppo nel 1985.
Acquista Animals