Battersea Power Station

La Battersea Power Station, situata nella zona di Nine Elms sulla riva sud del Tamigi a Londra, è il principale esempio di architettura industriale Art Déco a livello mondiale. La sua costruzione fu progettata negli anni ’20, in un periodo che richiedeva una completa riprogettazione del sistema di generazione di energia elettrica della capitale britannica. Prima della costruzione della Battersea Power Station, l’elettricità di Londra non era stata centralizzata in un’unica fonte primaria. Di conseguenza, esistevano decine di piccoli fornitori di energia elettrica, pubblici e privati, che producevano elettricità attraverso centrali di piccole dimensioni e inefficienti. Il Parlamento promosse la creazione della London Power Company (LPC), con il compito di concentrare la produzione di energia in poche gigantesche strutture ad alta efficienza energetica. Il progetto iniziale della centrale, sviluppato da Sir Leonard Pierce (ingegnere capo della LPC) in collaborazione con J. Theo Halliday (architetto), incontrò forti opposizioni da parte del pubblico e dei media, preoccupati che la costruzione dell’enorme centrale a carbone avrebbe deturpato lo skyline di Londra e prodotto gas nocivi. Per contrastare la diffusa resistenza pubblica, la LPC incaricò Sir Giles Gilbert Scott, probabilmente l’architetto più importante dell’epoca, già noto per il progetto della Cattedrale anglicana di Liverpool e per l’iconica cabina telefonica rossa britannica (K2). Con maestria, Scott modificò la struttura esterna della centrale, trasformandola da un edificio puramente industriale in un’imponente struttura in stile cattedrale, caratterizzata da scanalature verticali nelle pareti, grandi torri di lavaggio ispirate allo stile Art Déco e estremità slanciate per alleggerire l’aspetto complessivo. La progettazione e la costruzione della centrale elettrica avvennero in due fasi speculari, concepite per formare un’unica struttura con quattro ciminiere. La costruzione della centrale elettrica di Battersea A iniziò nel 1929 e fu completata nel 1935; la prima sala di controllo in stile Art Déco fu ultimata nel 1933 con pannelli in marmo e dettagli in bronzo, e nello stesso periodo furono costruite anche le due ciminiere occidentali. La seconda struttura, la centrale elettrica di Battersea B, si trova a est di Battersea A ed è stata progettata e costruita tra il 1937 e il 1941, ma i lavori sono stati interrotti durante la Prima Guerra Mondiale a causa della grave carenza di materiali. La costruzione è ripresa a pieno ritmo dopo la guerra, e di conseguenza la Sezione B è entrata gradualmente in funzione tra il 1953 e il 1955, con il completamento della costruzione del quarto camino nel 1955, che crea la perfetta simmetria come previsto dall’architetto Scott nella costruzione delle strutture.
L’edificio è enorme, con una base di 160×170 metri; il tetto della sala caldaie si trova a oltre 50 metri da terra e i suoi quattro camini scanalati in cemento si ergono su torri di depurazione alte 51 metri, raggiungendo un’altezza totale di 103 metri. Alla sua massima capacità di generazione, la centrale può produrre 509 megawatt, sufficienti a soddisfare un quinto del fabbisogno elettrico di Londra, e alimenta molte delle principali attrazioni turistiche ed edifici governativi (come il Parlamento e Buckingham Palace). L’impianto utilizza anche un innovativo sistema di depurazione dei gas di scarico per ridurre al minimo le emissioni di zolfo e riutilizza il calore di scarto della combustione, che viene trasportato tramite una condotta sottomarina sotto il Tamigi, fornendo riscaldamento a circa 1.600 abitazioni nella zona di Pimlico (Pimlico District Heating Undertaking). Le operazioni di guerra aerea furono inaspettatamente supportate dalla centrale elettrica. Le alte colonne di vapore prodotte dal camino fungevano da punto di riferimento per i piloti che lo utilizzavano per orientarsi quando la nebbia rendeva la visibilità impossibile, così come la complessa forma dell’edificio forniva all’aviazione tedesca un punto di riferimento visivo durante gli attacchi, e per questo motivo, fu una fortuna che l’edificio non venisse distrutto dalle bombe, mentre il 24 gennaio 1964, un grave guasto elettrico iniziato nei trasformatori di Battersea provocò un’interruzione di corrente in tutta la città e costrinse persino la BBC a posticipare la prima di BBC Two.

Con il passare dei decenni, l’inevitabile invecchiamento delle turbine, l’innalzamento dei costi di gestione legati al trasporto del carbone tramite chiatte fluviali e la progressiva adozione di normative ambientali più severe segnano il declino della centrale, e il 17 marzo 1975 la Sezione A viene definitivamente disattivata dopo quattro decenni di operatività. Nel 1980 l’intero monumento industriale riceve la tutela storico-architettonica come edificio di interesse speciale di Grado II (Grade II listed building), e la Sezione B cessa ogni attività il 31 ottobre 1983, ponendo fine alla produzione di energia elettrica sul sito. Dopo lo spegnimento dei generatori si apre un lungo capitolo di degrado strutturale e fallimenti speculativi protrattosi per quasi un trentennio: nel 1987 la proprietà del complesso viene acquisita dalla società Battersea Leisure, guidata dall’imprenditore John Broome, con l’intento di convertire l’ex centrale in un gigantesco parco tematico coperto, ma durante le prime fasi dei lavori la copertura in acciaio della sala caldaie viene smontata per facilitare l’estrazione dei macchinari e delle vecchie caldaie, e il progetto naufraga nel 1989 per mancanza di risorse finanziarie, lasciando le strutture portanti in mattoni esposte per anni alle intemperie e all’azione corrosiva degli agenti atmosferici. Nel 1993 la proprietà passa alla società Parkview, con sede a Hong Kong, la quale elabora differenti piani di riqualificazione a destinazione mista comprendenti spazi commerciali, teatri e residenze, senza però riuscire ad avviare alcun cantiere operativo, e nel 2007, a testimonianza del valore storico straordinario dell’opera a dispetto del gravissimo stato di conservazione, l’ente pubblico English Heritage eleva il grado di tutela dell’immobile a Grado II (Grade II listed), mentre nel 2008 l’edificio viene formalmente inserito nel registro dei beni a rischio (Heritage at Risk Register) con un giudizio di conservazione definito molto grave. Negli anni successivi si susseguono varie ipotesi di riutilizzo urbano, tra cui spicca la proposta avanzata nel 2012 dal Chelsea Football Club per l’edificazione di uno stadio di calcio da 60.000 posti integrato nella scocca muraria dell’edificio.
La svolta decisiva per la salvezza e il recupero funzionale della Battersea Power Station avviene nel 2012, quando un consorzio di investitori malaysiani (formato da S P Setia, Sime Darby Property, Permodalan Nasional Berhad e dal fondo pensione Employees Provident Fund) acquista l’area di 42 acri per avviare uno dei più ambiziosi progetti di rigenerazione urbana del continente europeo, incaricando lo studio d’architettura WilkinsonEyre del restauro conservativo e della rifunzionalizzazione dell’edificio storico in collaborazione con le società di ingegneria Buro Happold e ChapmanBDSP, basando la filosofia progettuale sul rispetto rigoroso delle volumetrie originali di Sir Giles Gilbert Scott e mantenendo a vista gli elementi industriali caratteristici come le travi d’acciaio chiodate, le pareti in mattoni spazzolate e le sale di controllo Art Déco. L’intervento di restauro affronta sfide ingegneristiche di eccezionale complessità, poiché a causa dell’inarrestabile deterioramento del calcestruzzo originale, corroso per decenni dai fumi solforici e dagli agenti atmosferici, le quattro ciminiere vengono interamente smantellate tra il 2014 e il 2017 e successivamente ricostruite in modo filologicamente identico impiegando oltre 25.000 carriole riempite a mano per colare il calcestruzzo nel rispetto delle tecniche e della miscela originarie. Parallelamente, la maestosa Turbine Hall A viene riportata al suo splendore Art Déco con il ripristino delle piastrelle ceramiche e dei lucernari oscurati durante la guerra, mentre la Turbine Hall B viene restaurata valorizzando l’estetica industriale degli anni cinquanta, e all’interno della ciminiera nord-ovest viene realizzato Lift 109, un ascensore panoramico in vetro che risale la colonna fino a quota 109 metri offrendo ai visitatori una vista panoramica a 360 gradi sul cielo di Londra. Il 14 ottobre 2022 la Battersea Power Station apre ufficialmente le sue porte al pubblico per la prima volta nella storia: la struttura interna ospita 254 appartamenti di lusso, oltre 100 spazi commerciali e ristorativi distribuiti lungo le sale turbine restaurate e circa 565.000 piedi quadrati di uffici disposti nel Boiler House centralizzato (destinati al quartier generale britannico della multinazionale Apple), mentre il masterplan circostante include le residenze di Circus West Village (Phase 1, completata nel 2017), il viale pedonale Electric Boulevard (Phase 3, firmato da Frank Gehry e Foster + Partners) e il complesso di edilizia sociale e servizi sanitari New Mansion Square (Phase 4A), con l’infrastruttura di trasporto assicurata dalla nuova stazione Battersea Power Station della Northern Line aperta nel 2021. Nel settembre 2026 Apple inaugura sul sito l’Apple Music Hall, una sala concerti ed eventi da 600 posti predisposta per trasmissioni in streaming globale aperta con un concerto di Sir Elton John, e dal giorno della riapertura l’area registra un afflusso record superiore ai 50 milioni di visitatori.
L’inserimento della Battersea Power Station nell’immaginario visivo e musicale collettivo si deve principalmente alla copertina di Animals e all’idea di Roger Waters, il quale, risiedendo all’epoca nei pressi di Clapham Common e passando quotidianamente davanti alla centrale per raggiungere gli studi della band, individua nell’architettura decadente dell’edificio un simbolo di oppressione industriale e decadimento sociale perfetto per illustrare i temi del disco ispirati alla satira allegorica de La fattoria degli animali di George Orwell. Sebbene l’album dei Pink Floyd rappresenti il riferimento visivo di maggior impatto nell’immaginario collettivo, la Battersea Power Station viene scelta e immortalata come elemento iconografico primario nelle copertine e nei materiali grafici di svariati altri gruppi e artisti di rilievo internazionale. Già nel giugno del 1969, ben otto anni prima della pubblicazione di Animals, il gruppo di rock psichedelico Junior’s Eyes (con Tim Renwick alla chitarra) intitola il proprio album d’esordio Battersea Power Station, un disco che segna il destino del gruppo poiché proprio nel 1969 i musicisti vengono ingaggiati da David Bowie come principale band di supporto sia nelle registrazioni in studio del celebre album Space Oddity sia nei concerti dal vivo trasmessi dalla BBC (sebbene la centrale compaia graficamente solo nella back cover interna di una ristampa in CD del 2000). La centrale gioca un ruolo centrale anche nel progetto grafico di Quadrophenia, la celebre opera rock dei The Who pubblicata nel 1973: durante la pianificazione visiva dell’album i fotografi Graham Hughes ed Ethan Russell realizzano un vasto reportage incentrato sulle atmosfere del movimento Mod, e lo scatto iconico raffigurante il protagonista Jimmy “il Mod” in sella alla Lambretta dinanzi all’imponente facciata della Battersea Power Station, originariamente concepito come copertina ufficiale dell’album, viene posizionato in enorme evidenza nel booklet allegato al doppio LP originale, trasformandosi in una delle immagini simbolo della storia del gruppo. Nel 1977, pochi mesi dopo l’uscita di Animals, lo studio Hipgnosis torna a lavorare a Battersea per curare l’artwork del settimo album in studio della space-rock band Hawkwind, intitolato Quark, Strangeness and Charm, mostrando sulla copertina e sull’inserto interno la celebre sala di controllo in stile Art Déco (Control Room A) con i quadri comandi in bachelite, gli indicatori analogici e i quadranti d’epoca rielaborati dal grafico Richard Manning e completati dalle scritte di Geoff Halpin per trasformare gli ambienti di Battersea nella plancia di comando sci-fi di una nave spaziale. Sempre nel 1977 lo studio Hipgnosis impiega nuovamente gli ambienti di Battersea per realizzare la copertina di Lights Out, sesto album della band hard rock britannica UFO, allestendo la sessione fotografica all’interno della spaziosa sala turbine e dei corridoi industriali della centrale per ritrarre i componenti del gruppo immersi nell’architettura dei generatori, giocando sull’ambiguità tra vanità estetica rock e durezza industriale attraverso chiaroscuri notturni e misteriosi.
La scia iconografica prosegue nei decenni successivi con numerose citazioni dirette e indirette. Nel 1988 la centrale campeggia sulla copertina del singolo The Runner di Jan Hammer, mentre nel 1990 una porzione della Battersea viene immortalata nella back cover della raccolta Bona Drag di Morrissey, artista che due anni dopo, nel 1992, sceglie nuovamente gli spazi della centrale per il videoclip promozionale del singolo You’re the One for Me, Fatty. Il collettivo di musica ambient ed elettronica The Orb cita in più occasioni l’iconografia di Battersea, dapprima nell’album d’esordio Adventures Beyond the Ultraworld del 1991 e poi nel doppio album dal vivo Live 93 con un’esplicita parodia della copertina di Animals in cui una pecora di peluche (stuffed sheep) sostituisce il celebre maiale sospeso tra le ciminiere. Forti tematiche distopiche e industriali accomunano l’immaginario di Animals e quello di OK Computer (1997) dei Radiohead, creato da Thom Yorke e Stanley Donwood, nella cui intricata grafica compare una piccola raffigurazione stilizzata del maiale volante dei Pink Floyd sopra la centrale in un omaggio esplicito alla band. Nel 2001 la cantante Petula Clark pubblica Meet Me in Battersea Park, un cofanetto da 6 CD in edizione limitata con la silhouette della centrale sullo sfondo dell’artwork, mentre il 24 luglio 2001 i Frog Brigade di Les Claypool pubblicano il live Live Frogs Set 2 (una performance completa di Animals), riproducendo nella retrocopertina del CD una rana al posto del maiale tra le ciminiere della centrale. Nel 2004 Tony Colman (alias London Elektricity) pubblica l’album Power Ballads dedicando la centrale all’intero concept visivo della copertina e del booklet. Nel 2009 l’edificio trova spazio nel booklet dell’album The Resistance dei Muse. Un ulteriore tributo discografico si registra nel 2023 con Battersea Power Station, un album strumentale di Romerium (alias del produttore elettronico olandese René Montfoort) che trasforma l’immaginario industriale della celebre centrale in un concept di musica elettronica in cui la Battersea è protagonista assoluta della copertina, del disco e della back cover. Il percorso visivo della centrale si completa infine attraverso le numerose apparizioni nei videoclip musicali, tra cui si ricordano Jumping Someone Else’s Train dei Cure, The Flood dei Take That e Many of Horror dei Biffy Clyro.
La maestosità architettonica della Battersea Power Station conquista anche il mondo del cinema e della televisione, rendendo la centrale una delle location urbane più utilizzate dalle produzioni cinematografiche internazionali. Il regista Alfred Hitchcock, acuto osservatore del paesaggio urbano londinese, è tra i primi a intuire il potenziale visivo del sito inserendo la centrale (all’epoca dotata delle sole prime due ciminiere) nel film Sabotaggio (Sabotage, 1936), seguito dal thriller spionistico High Treason (1951) che ambienta all’interno dei locali tecnici della centrale la sua drammatica sequenza finale. Nel 1965 i Beatles compaiono dinanzi alla centrale nel film Help!, in una scena in cui l’impianto subisce un cortocircuito drammatico, mentre nel film distopico 1984 (1984), diretto da Michael Radford, l’edificio viene utilizzato per rappresentare il minaccioso Ministero dell’Amore, e nel lungometraggio I figli degli uomini (Children of Men, 2006) di Alfonso Cuarón la centrale viene riconvertita nel fittizio Ark of Arts, un caveau di massima sicurezza destinato alla conservazione delle più grandi opere d’arte della civiltà in cui Cuarón inserisce un omaggio esplicito ai Pink Floyd mostrando il maiale gonfiabile ancorato tra le ciminiere. Tra le altre importanti produzioni si ricordano Il cavaliere oscuro (The Dark Knight, 2008) di Christopher Nolan (che utilizza le pareti sventrate dell’edificio abbandonato per girare la scena dell’esplosione in cui muore il personaggio di Rachel Dawes), il film premio Oscar Il discorso del re (The King’s Speech, 2010) e la serie televisiva Sherlock (2012) della BBC, oltre alla presenza della centrale nei videogiochi come ambientazione principale in Watch Dogs: Legion (2020) e come meraviglia edificabile nel titolo strategico Civilization VII (2025).