The Dark Side Of The Moon

The Dark Side Of The Moon

Tracklist di The Dark Side Of The Moon

  • Speak To Me
  • Breathe
  • On The Run
  • Time
  • The Great Gig In The Sky
  • Money
  • Us And Them
  • Any Colour You Like
  • Brain Damage
  • Eclipse

L’album

  • Data di uscita: 1 marzo 1973 (Stati Uniti) — 23 marzo 1973 (Regno Unito)
  • Etichetta: Harvest Records
  • Numero di catalogo: SHVL 804
  • Produzione: Pink Floyd
  • Ingegnere del suono: Alan Parsons
  • Assistente ingegnere del suono: Peter James
  • Mixaggio/produzione aggiuntiva: Chris Thomas
  • Studio di registrazione: Abbey Road Studios, Londra (Studio Two e Three, con una parte in Studio One)
  • Periodo di registrazione: dal 30 maggio 1972, circa quaranta sessioni distribuite su nove mesi
  • Artwork/Copertina: Hipgnosis (Storm Thorgerson e Aubrey Powell) — prisma triangolare che scompone un fascio di luce bianca nello spettro cromatico
  • Classifiche: Stati Uniti #1 (oltre 800 settimane non consecutive), Canada #1, Austria #1, Germania Ovest #2, Norvegia #2, Regno Unito #2
  • Critica all’uscita: recensioni entusiastiche su Melody Maker, NME e Rolling Stone

Il contesto
The Dark Side of the Moon nasce sul palco prima ancora che in studio. Il 20 gennaio 1972, alla Brighton Dome, Pink Floyd presenta dal vivo sei brani inediti che confluiranno nell’ottavo album del gruppo, rodati poi lungo una tournée che tocca Regno Unito, Nord America ed Europa continentale. L’opera viene eseguita integralmente in concerto con il titolo The Dark Side of the Moon: A Piece for Assorted Lunatics, salvo un’interruzione forzata: per alcuni mesi il gruppo la ribattezza Eclipse, temendo un conflitto con l’omonimo disco dei Medicine Head, pubblicato poco prima e presto dimenticato dal mercato.
Genesi e paternità
Il concept prende forma nel novembre 1971, durante un incontro nella casa di Nick Mason a Camden. Roger Waters propone al gruppo un’opera costruita attorno a temi universali: le scadenze, i viaggi, la paura di volare, il denaro, la morte, la follia. È lui l’unico autore dei testi, concepiti come una tragedia moderna in tre atti — l’infanzia perduta, i meccanismi repressivi della società, la lotta contro la morte. Alcuni brani, come “Breathe” e “Brain Damage”, derivano da lavori precedenti di Waters, rispettivamente da Music from the Body e dalla colonna sonora di Zabriskie Point; “Us and Them” nasce invece come “The Violence Sequence” per lo stesso film. La svolta strutturale arriva nella sala prove di Broadhurst Gardens, quando Waters propone di collegare tutti i brani in un flusso unico per lato, dando al disco la sua identità di opera concettuale continua.
Registrazione e produzione
Le sessioni iniziano il 30 maggio 1972 ad Abbey Road, dove il gruppo torna dopo averlo abbandonato per Meddle e Obscured by Clouds. Alan Parsons, già assistente sulle ultime session dei Beatles, viene promosso a ingegnere del suono; Chris Thomas interviene nella fase finale con un ruolo di produzione più che di semplice mixaggio. Il lavoro procede per tracce, con sedute programmate su più giorni e un clima disteso, scandito persino dalle partite di calcio e dagli episodi dei Monty Python. Il limite tecnico dei sedici canali costringe Parsons a trasferire le tracce premixate su un secondo nastro, generando una seconda o terza generazione di registrazioni — un compromesso che, nonostante il degrado teorico del segnale, non intacca la resa sonora finale.
Gli strumenti
David Gilmour lavora principalmente con le sue due Fender Stratocaster, di cui scambia i manici a metà 1972, oltre a una Fender 1000 pedal steel a doppio manico e a una Bill Lewis a ventiquattro tasti per uno degli assoli di “Money”; amplifica con testate Hiwatt DR-103. Roger Waters resta fedele al basso Fender Precision Sunburst. Rick Wright arricchisce la sua strumentazione con un Hammond RT-3, un Minimoog e un Wurlitzer EP-200, oltre ai sintetizzatori EMS VCS3 condivisi con Gilmour e Waters. Nick Mason introduce per la prima volta i Rototom, intonati sui cambi di tonalità di “Time”.
La copertina
L’artwork, firmato da Storm Thorgerson e Aubrey Powell per Hipgnosis, nasce da un’indicazione di Rick Wright, che chiede un’immagine semplice e diretta. Il duo si ispira a una fotografia di un prisma attraversato dalla luce solare, trasformandola in un triangolo equilatero attraversato da un fascio bianco che si scompone in sei colori. Sul retro la stessa immagine si ripete invertita, con i testi dei brani stampati per la prima volta su una copertina Floyd, attraversati dalle stesse linee spettrali.
Ricezione e peso storico
Il disco raggiunge il primo posto negli Stati Uniti e resta in classifica per oltre ottocento settimane non consecutive, un record che lo consacra tra gli album più venduti di sempre. Nel Regno Unito si ferma invece al secondo posto. Diventato disco di riferimento per il collaudo degli impianti hi-fi, The Dark Side of the Moon segna anche una cesura stilistica nel catalogo Floyd, abbandonando le strutture dilatate di “Atom Heart Mother” ed “Echoes” in favore di un formato più compatto e accessibile.

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