di Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright
Breathe Lyrics
Breathe , breathe in the air
Don’t be afraid to care
Leave but don’t leave me
Look around and choose your own ground
For long you live and high you fly
And smiles you’ll give and tears you cry
And all you touch and all you see
Is all your life will ever be
Run rabbit run
Dig that hole,forget the sun
And when at last the work is done
Don’t sit down it’s time to start another one
For long you live and high you fly
But only if you ride the tide
And balanced on the biggest wave
You race towards an early grave
Respira, inspira l’aria
Non aver paura di amare
Parti, ma non lasciarmi
Guardati attorno, scegli il tuo terreno
Per quanto tu possa vivere e volare in alto
E i sorrisi che donerai e le lacrime che verserai
E tutto ciò che tocchi e tutto ciò che vedi
È tutto ciò che la tua vita sarà mai
Corri, coniglio corri
Scava quella buca, dimenticati il sole
E quando alla fine il lavoro è finito
Non sederti, è il momento di scavarne un’altra.
Per quanto tu possa vivere e volare in alto
Ma solo se cavalcherai l’onda
E in equilibrio sull’onda più grande
Corri verso una tomba precoce
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Breathe è un brano di Roger Waters, David Gilmour e Richard Wright, pubblicato nel 1973 in The Dark Side of the Moon e lungo 2:50. Riprende il titolo e il primo verso di una composizione omonima scritta da Waters per Music from the Body (1970), realizzata con Ron Geesin. Parole, idee e melodia sono invece completamente diverse. Il brano era già in prova a Broadhurst Gardens alla fine del 1971, e il titolo di lavorazione era Eclipse Part 1.
Waters ha descritto il testo come un’esortazione rivolta anzitutto a se stesso, sul tentativo di restare fedeli alla propria strada. Nell’economia concettuale dell’album può leggersi come la nascita, con la scelta di costruirsi valori propri invece di adattarsi al mondo, oppure come una serie di consigli che un adulto rivolge a un giovane. Il verso sul “scegliersi il proprio terreno” suona come un invito alla responsabilità individuale. Il contrasto tra il consiglio e il bisogno di trattenere l’altro emerge in “Leave, but don’t leave me”. L’immagine di chi scava una buca e, finito il lavoro, ne scava un’altra richiama il mito di Sisifo, e il libro di riferimento accosta il “dimenticare il sole” di Waters a un passo di Camus sul rapporto tra luce e ombra. La chiusura rimanda alla corsa verso una tomba precoce.
Sul piano armonico Waters si ispirò a Down by the River di Neil Young (da Everybody Knows This Is Nowhere, 1969), da cui deriva l’alternanza tra Mi minore e La. L’attacco del ritornello è simile a quello di Young, ma si sviluppa altrove grazie a un accordo di Rick Wright, un Re settima con nona aumentata, che il tastierista dichiarò di aver ascoltato in Kind of Blue di Miles Davis. Il pezzo è legato a Speak to Me, la cui tensione crescente trova sfogo nello scatto di Breathe.
La parte vocale è di Gilmour, raddoppiata per rinforzarne la potenza e migliorare l’intonazione, con armonizzazioni nei ritornelli. Alla chitarra si sommano più strati. La pedal steel Fender 1000, uno dei tratti caratteristici dell’album, suona con il volume controllato a pedale e con riverbero e delay abbondanti. Gilmour usa un’accordatura aperta in Sol6 e armonizza se stesso su una seconda traccia. Le fonti discordano sullo strumento: secondo alcuni testimoni si trattava di una lap steel acquistata poco prima dell’ingresso in studio, mentre secondo Waters era la Stratocaster tenuta sulle ginocchia, sempre in accordatura aperta. Fin dalla prima battuta c’è inoltre una parte ritmica sulla “Black Strat”, il cui suono passa attraverso un Leslie, o forse un Uni-Vibe.
Wright risponde alla chitarra ritmica con un piano elettrico, un Wurlitzer EP-200 o un Fender Rhodes, anch’esso passato nel Leslie. Su due tracce di organo Hammond RT-3 incide i pad dei ritornelli e le salite improvvise che collegano ritornello e strofa, trattate con Leslie e Binson Echorec II. Nick Mason sostiene il ritmo con un drumming morbido, appoggiato di continuo al ride, in sintonia con il basso di Waters.
Le registrazioni si svolsero agli Abbey Road Studios di Londra, negli Studi Due e Tre, il 30 e 31 maggio, il 22 e 23 giugno e il 31 ottobre 1972, e il 18 e 27 gennaio 1973. Delle sette sessioni, quella del 27 gennaio fu riservata al missaggio. Le armonie vocali di Gilmour richiesero almeno tre sessioni, un tempo generoso per un brano non particolarmente complesso. Alla produzione ci sono i Pink Floyd, ai controlli Alan Parsons e Chris Thomas, con Peter James come assistente.
Sul vinile il titolo era semplicemente Breathe. Nell’edizione su CD fu cambiato in Breathe in the Air, poi in Breathe (In the Air) nelle ristampe successive. Tra le versioni di altri artisti si ricordano quella dei Sea of Green in Time to Fly (2001) e quella eseguita dai Flaming Lips al Glastonbury Festival del 2003.