Tracklist di Meddle
- One Of These Days
- David Gilmour chitarra, pedal steel, basso; Nick Mason batteria, voce; Roger Waters basso; Richard Wright Hammond, pianoforte, effetti
- A Pillow Of Winds
- David Gilmour voce, chitarra, pedal steel; Nick Mason percussioni; Roger Waters basso; Richard Wright Hammond, pianoforte
- Fearless
- David Gilmour voce, chitarra; Nick Mason batteria; Roger Waters basso, chitarra; Richard Wright pianoforte
- San Tropez
- David Gilmour chitarra; Nick Mason batteria; Roger Waters basso, chitarra, voce; Richard Wright pianoforte
- Seamus
- David Gilmour chitarra, armonica; Roger Waters basso; Richard Wright pianoforte
- Echoes
- David Gilmour chitarra, basso, voce, effetti; Nick Mason batteria, effetti; Roger Waters basso; Richard Wright voce, Hammond, Farfisa, pianoforti, effetti
L’album
- Data di uscita: 30 ottobre 1971 (Stati Uniti) — 5 novembre 1971 (Regno Unito ed Europa continentale)
- Etichetta: Harvest Records
- Numero di catalogo: SHVL 795
- Produzione: Pink Floyd (autoprodotto)
- Ingegnere del suono: Peter Bown, John Leckie (Abbey Road e AIR Studios); Rob Black, Roger Quested (Morgan Studios)
- Studio di registrazione: Abbey Road Studios, Londra; AIR Studios, Londra; Morgan Studios, Londra
- Periodo di registrazione: 4 gennaio – 11 settembre 1971
- Artwork / Copertina: Hipgnosis / Storm Thorgerson; fotografia di Robert Dowling; tecnica del sandwich (sovrapposizione di due immagini: primo piano di un orecchio e increspature luminose sull’acqua)
- Classifiche: Regno Unito: #3 (85 settimane in classifica) — Paesi Bassi: #2 — Germania Ovest: #11 — Francia: doppio disco d’oro (200.000 copie) — Stati Uniti: #70, doppio disco di platino (2.000.000 di copie)
Il contesto
Meddle è il sesto album in studio dei Pink Floyd, registrato tra il gennaio e il settembre del 1971 in tre studi londinesi. Arriva mentre la band è impegnata in un ciclo di tour serrato che tocca Europa, Giappone e Australia per la prima volta. Le sessioni, distribuite su una quarantina di incontri, vengono sistematicamente interrotte da impegni dal vivo, eppure il risultato finale è l’album più coerente che il gruppo abbia prodotto fino a quel momento.
Genesi e paternità
Le sessioni iniziano il 4 gennaio 1971 ad Abbey Road senza un singolo brano scritto. Il primo mese trascorre in esperimenti sonori con oggetti domestici: elastici tesi su morsetti, bombolette spray, nastri adesivi tirati a diverse lunghezze, in una deriva verso un album di musica concreta poi abbandonato e ripreso due anni dopo come Household Objects. Da quegli esperimenti nascono ventiquattro sketch strumentali battezzati “Nothings 1–24”, alcuni dei quali vengono riassemblati e ribattezzati “Son of Nothings”, poi “Return of the Son of Nothings”: un pezzo di oltre venti minuti che debutta dal vivo al Norwich Lads Club il 22 aprile 1971 e approda su disco come “Echoes”, unica traccia del lato B. Sul lato A, “One of These Days” e “Seamus” sono firmate da tutti e quattro i componenti; “A Pillow of Winds” e “Fearless” recano le firme di Gilmour e Waters (prima volta dal singolo “Point Me at the Sky” del 1968); “San Tropez” è opera esclusiva di Waters.
Registrazione e produzione
Per la prima volta nella loro storia, i Floyd producono l’album da soli: Norman Smith, che aveva seguito il gruppo dalle origini, si fa da parte riconoscendo che la band sapeva ormai esattamente cosa voleva. A marzo, un disaccordo con la EMI sulla disponibilità dei registratori a sedici piste, l’etichetta continuava a lavorare con le macchine a otto tracce, spinge i Floyd ad abbandonare Abbey Road per gli AIR Studios di George Martin in Oxford Street, dove viene svolto il lavoro principale. I mixing finali avvengono in parte ai Morgan Studios di Willesden (19–29 luglio) e un mix quadrifonico, mai pubblicato, viene preparato ai Command Studios di Piccadilly in settembre. Solo Echoes 4.0 verrà pubblicata nel 2016 all’interno del box The Early Years 1965-1972.
Gli strumenti
David Gilmour allarga la propria dotazione durante i tour nordamericani: acquisisce a Seattle una pedal steel guitar Fender 1000 a doppio collo e a Vancouver una chitarra custom Bill Lewis a ventiquattro tasti. Per il lavoro in studio preferisce ancora la “Black Strat” e probabilmente usa una Gibson J-45 per le parti acustiche. Tra gli effetti, adotta un Dallas Arbiter Fuzz Face BC108 e un pedale volume DeArmond. Roger Waters suona i suoi Fender Precision, con preferenza per il Precision Sunburst dal manico in palissandro. Rick Wright utilizza verosimilmente per la prima volta un sintetizzatore EMS VCS3 (il modello “Putney”), impiegato almeno nella generazione del vento artificiale su “One of These Days”. Nick Mason resta fedele al kit Ludwig.
La copertina
Storm Thorgerson e Hipgnosis scelgono una fotografia di Robert Dowling che sovrappone (tecnica del “sandwich”) un primo piano di un orecchio a increspature luminose sull’acqua. Il risultato è una copertina avvolgente (il disegno si estende su fronte e retro) dominata da toni blu e verdi, visivamente coerente con la dimensione onirica e acquatica di “Echoes”. Come nel caso di Atom Heart Mother, né il nome del gruppo né il titolo dell’album compaiono in copertina. Thorgerson stesso considererà Meddle la meno riuscita delle sleeve che realizzò per i Floyd.
Ricezione e peso storico
In Gran Bretagna l’album raggiunge il terzo posto e resta in classifica per oltre un anno e mezzo. La critica è largamente positiva: Sounds elogia la varietà del lato A e definisce “Echoes” uno dei pezzi più compiuti mai registrati dal gruppo; l’NME parla di musica drammatica costruita senza ricorrere a ottoni e cori. In Francia, Alain Dister su Rock & Folk lo legge come cerniera tra due epoche del suono Floyd. David Gilmour lo identificherà a posteriori come il momento in cui la band “ha trovato il proprio fuoco”, il diretto antecedente di The Dark Side of the Moon. È il primo album interamente concepito e prodotto come lavoro collettivo dei quattro membri dopo A Saucerful of Secrets del 1968: la pietra di fondazione del suono maturo dei Pink Floyd.
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