One Of These Days

di Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason, David Gilmour

strumentale

One of These Days è una composizione collettiva firmata da Waters, Wright, Mason e Gilmour pubblicata nel 1971 come brano d’apertura del lato A di Meddle. Strumentale per quasi tutta la sua durata, si articola in tre sezioni distinte e si sviluppa per quasi sei minuti senza mai cedere alla struttura canzone. L’unica voce è quella di Nick Mason, che pronuncia una singola frase minacciosa nel cuore del brano.
La genesi è in parte oscura: alcune sezioni potrebbero derivare da registrazioni risalenti al gennaio 1971, quando la band stava lavorando a ventiquattro improvvisazioni dette “Nothings”. La prima sessione documentata è del 15 marzo, nello Studio Three di Abbey Road, con Peter Bown come ingegnere del suono e John Leckie come assistente. Qui venne registrata la base dei due bassi e aggiunti overdub di chitarra, basso, pianoforte, organo e piatto riverberato al contrario. Nello stesso giorno fu registrata la voce di Mason, catalogata internamente come “Dialogue 1” e “Dialogue 2”. Il 30 marzo le otto tracce di Abbey Road furono trasferite sullo Studer sedici piste degli AIR Studios. Il 28 maggio, sempre agli AIR, fu registrato il ponte strumentale, battezzato “Alien Orchestra”, con ulteriori overdub di chitarra, pianoforte, piatti e organo. Le sessioni decisive per il basso si svolsero però ai Morgan Studios, dove Gilmour e Waters registrarono le due parti di basso dal vivo e in contemporanea.
Il cuore ritmico è costruito attorno a due bassi che si rispondono in stereo, sfalsati di una battuta: il primo è Gilmour, il secondo, un momento dopo, è Waters che entra dall’altro lato del campo stereofonico. La registrazione avvenne con le corde vecchie dello strumento di riserva di Waters, poiché il roadie incaricato di acquistare le corde nuove tardò per ore, impegnato in una visita improvvisata alla sua ragazza. Waters collegò il suo basso a un amplificatore per il segnale diretto e a un Binson Echorec per il segnale processato, sincronizzando il tempo dell’echo con la velocità del nastro per ottenere un’eco in esatto doppio tempo rispetto alla linea di basso. Il vento sintetizzato che apre e chiude il brano è attribuito all’EMS VCS3, e la sua concezione è probabilmente ispirata al tema musicale della serie televisiva britannica Doctor Who, scritto da Ron Grainer e realizzato elettronicamente da Delia Derbyshire.
Wright interviene con una serie di accordi eseguiti al pianoforte, colorato da un altoparlante Leslie, preceduti ciascuno da una combinazione di organo Hammond e piatto rovesciato: un effetto che diventa uno dei marchi sonori del pezzo. Gilmour suona la chitarra con un Dallas Arbiter Fuzz Face BC108, versione più aggressiva del modello precedente, ottenendo un suono fortemente distorto con sustain prolungato; usa anche la leva del vibrato e raddoppia la parte su una seconda traccia, con i due canali opposti nel panorama stereo. Nell’ultima sezione suona una pedal steel guitar a doppio manico accordata in mi minore aperto (E, B, E, G, B, E), strumento che Gilmour ha ammesso di non ricordare con certezza ma che descrive come parte di un interesse di lunga data per le lap steel e gli strumenti simili.
Il ponte centrale è costruito intorno a un effetto combinato: un amplificatore H&H con vibrato impostato sullo stesso tempo del delay, ma con il delay sfasato a ¾ del tempo. I raccordi tra le sezioni di nastro sono mascherati da crash di piatti, udibili attorno a 3:41–3:43. È in questo segmento che Mason pronuncia la frase “One of these days I’m going to cut you into little pieces”, rivolta al conduttore BBC Jimmy Young, notoriamente ostile alla musica del gruppo. La voce fu registrata a velocità doppia in falsetto e poi rallentata; il risultato fu ulteriormente processato con un ring modulator, producendo il tono cavernoso e quasi mostruoso dell’edizione finale.
Il brano fu suonato dal vivo per la prima volta nel giugno 1971, cinque mesi prima dell’uscita di Meddle, e rimase nel repertorio live fino al 1994. Apparve su Live at Pompeii, sulle raccolte A Collection of Great Dance Songs (1981), Works (1983), Echoes: The Best of Pink Floyd (2001) e 8-Tracks (2026), e sugli album live Delicate Sound of Thunder (1988) e Pulse (1995). Il 20 luglio 2016, David Gilmour aprì la seconda parte del suo concerto con questo brano, prima esecuzione in assoluto dopo oltre vent’anni. E’ l’unico brano eseguito da tutti i membri dei Floyd anche nelle carriere soliste e pubblicato nei rispettivi album live.

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