Tracklist di Obscured By Clouds
- Obscured By Clouds
- When You’re In
- Burning Bridges
- The Gold It’s In The …
- Wot’s … Uh The Deal
- Mudmen
- Childhood’s End
- Free Four
- Stay
- Absolutely Curtains
L’album
- Data di uscita: 2 giugno 1972 (Regno Unito ed Europa continentale) — 17 giugno 1972 (Nord America)
- Etichetta: Harvest Records
- Numero di catalogo: SHSP 4020
- Studio di registrazione: Strawberry Studios, Château d’Hérouville, Auvers-sur-Oise (Francia) — mix stereo: Morgan Sound Studios, Willesden, Londra
- Periodo di registrazione: 23–29 febbraio 1972 e 23–27 marzo 1972; mix: 4–6 aprile 1972
- Ingegnere del suono: Peter Watts (registrazione); Dominique Blanc-Francard (mix mono per il film); Andy Scott (assistente)
- Artwork / Copertina: Hipgnosis (Storm Thorgerson); fotografia di scena del film volutamente sfocata, pellicola a infrarossi; copertina con angoli arrotondati (prima edizione)
- Classifiche: Francia #1 — Paesi Bassi #3 — Danimarca #3 — Regno Unito #6 (14 settimane) — Stati Uniti #46
Il contesto
Obscured by Clouds è la terza colonna sonora dei Pink Floyd, realizzata per La Vallée, lungometraggio del regista francese Barbet Schroeder. Il lavoro viene commissionato nel febbraio 1972, in piena pre-produzione di The Dark Side of the Moon: la band interrompe le sessioni londinesi e si trasferisce in Francia per circa due settimane. Per Schroeder si tratta di un ritorno a una collaborazione già collaudata con More (1969); il progetto arriva in un momento di relativa distensione creativa, dopo il lungo e impegnativo lavoro su Meddle.
Genesi e paternità
Il film racconta il viaggio di un gruppo di hippie verso una valle leggendaria nella Nuova Guinea, in una zona priva di qualsiasi ricognizione cartografica. Il tema, la fuga dalla civiltà occidentale, la ricerca di una libertà primitiva, la dissoluzione dell’identità borghese, fornisce alla band una cornice narrativa precisa. Schroeder descrive ai musicisti le atmosfere richieste scena per scena; i Floyd elaborano il materiale direttamente in studio, con un minimo di preparazione preventiva, lasciando spesso i nastri in rotazione durante le improvvisazioni. Il risultato è un disco di dieci brani, alcuni vocali, alcuni strumentali, che riflette fedelmente l’estetica del film. La componente autoriale è distribuita: David Gilmour assume un ruolo dominante come cantante e solista, mentre la collaborazione tra Waters, Wright, Mason e Gilmour è considerata da molti la più equilibrata dell’intera discografia del gruppo.
Registrazione e produzione
Le sessioni si svolgono in due blocchi (fine febbraio e fine marzo 1972) con una tournée giapponese nel mezzo. Lo studio è il celebre Strawberry Studios allestito dal compositore Michel Magne nel Château d’Hérouville, una struttura residenziale che offriva alloggio, cucina e registrazione nello stesso edificio. Il formato di lavoro è intenso e compresso: le sessioni giornaliere sono lunghe, i tempi di consegna stretti. Il mix stereo per l’album viene completato ai Morgan Sound Studios di Londra (lo stesso studio usato per il mixaggio finale di Meddle) mentre Dominique Blanc-Francard realizza un mix mono separato per l’utilizzo diretto nel film.
Gli strumenti
Roger Waters suona il Fender Precision Sunburst e una chitarra acustica Martin D-35. David Gilmour utilizza la sua “Black Strat” (la Fender Stratocaster nera) più verosimilmente un Fender double-neck pedal steel guitar, e un sintetizzatore EMS VCS3 Synthi A “Portabella”. Rick Wright impiega anch’egli un EMS VCS3, nel modello “Putney”, affiancato dal consueto arsenale tastieristico: Farfisa, Hammond M-102, pianoforte acustico, Mellotron, e un Fender Rhodes Mark I. Nick Mason suona la sua Ludwig con doppia cassa, a cui aggiunge timpani orchestrali e un paio di congas messi a disposizione dallo studio. Il registratore usato a Hérouville è uno Scully 100 a sedici piste; la console è una Difona a sedici canali costruita su misura da Gérard Delassus. Per il mix a Morgan Studios viene utilizzata la Cadac 24×16 e un registratore 3M M56 a sedici piste.
La copertina
Il progetto grafico è di Hipgnosis. La fotografia in copertina è un fermo immagine tratto dal film (un personaggio su un albero) reso deliberatamente irriconoscibile tramite messa a fuoco estrema. Storm Thorgerson giustifica la scelta con il concetto di una realtà “oltre il normale”; Schroeder, invece, attribuisce la sfocatura a una precisa volontà sabotante della band, restia a promuovere troppo un progetto percepito come secondario rispetto alla loro produzione principale. La prima edizione presenta cartone morbido con angoli arrotondati, inner sleeve in carta neutra.
Ricezione e peso storico
In Francia, paese di produzione del film, l’album raggiunge il primo posto in classifica; nel Regno Unito si ferma al sesto, accolto unanimemente dalla critica come un lavoro solido e coeso. Peter Erskine su Disc segnala la presenza di brani che confermano l’identità sonora del gruppo; Andrew Means su Melody Maker sottolinea l’aggressività degli episodi strumentali. Negli Stati Uniti, dove il film non viene distribuito fino al 1977, il disco si ferma al quarantaseiesimo posto. Obscured by Clouds rimane un caso anomalo nel catalogo Pink Floyd: lavoro di transizione tra Meddle e The Dark Side of the Moon, spesso sottovalutato, contiene tuttavia alcuni dei momenti melodici più riusciti della band, su tutti “Wot’s… Uh the Deal?” e “Free Four”.
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