Stay

di Roger Waters, Richard Wright

Stay Lyrics

Stay and help me to end the day
And if you don’t mind
We’ll break a bottle of wine
Stick around
And maybe we’ll put one down
‘Cause I wanna find
What lies behind those eyes
Midnight blue
Burning gold
A yellow moon
Is growing cold
I rise
Looking through my morning eyes
Surprised to find you by my side
Rack my brain
And to try to remember your name
To find the words to tell you goodbye
Morning dues
Newborn day
Midnight blue
Turned to gray
Midnight blue
Burning gold
A yellow moon
Is growing cold

Rimani e aiutami a finire il giorno
E se non ti spiace
Romperemo una bottiglia di vino
Rimani in giro
E forse ne metteremo giù uno
Perchè voglio scoprire
Cosa giace dietro quegli occhi
Mezzanotte blu
Oro ardente
Una luna gialla
Si sta disamorando
Mi alzo
Guardo attraverso i miei occhi mattutini
Sorpreso di trovarti a fianco
Tormanto il cervello
E provo a ricordare il tuo nome
Per trovare le parole per dirti addio
Il mattino merita
Giorno neonato
Mezzanotte blu
Mutata in grigio
Mezzanotte blu
Oro ardente
Una luna gialla
Si sta disamorando

“Stay” è una composizione firmata da Rick Wright e Roger Waters, pubblicata nel 1972 in Obscured by Clouds, colonna sonora del film di Barbet Schroeder “La Vallée”. Nonostante il legame con il progetto cinematografico, il brano non fu utilizzato nella pellicola: comparve invece come lato B del singolo statunitense, abbinato ad “A Free Four” sul lato A.
Il testo, scritto da Waters su musica di Wright, racconta una notte trascorsa con una sconosciuta, forse una groupie: un’avventura di una sola notte che lascia il narratore con più domande che risposte. Wright canta in prima persona il desiderio di scoprire cosa si celi dietro gli occhi della compagna — because I want to find what lies behind those eyes — e la difficoltà, al risveglio, di ricordarne perfino il nome: rack my brain and try to remember your name. Il tema riprende, con toni più cupi e rassegnati, quello già esplorato in “Summer ’68” su Atom Heart Mother: la stessa dinamica di intimità occasionale e distacco emotivo, qui trattata con un’inflessione più malinconica, quasi depressiva, priva della vena ironica del brano precedente.
Musicalmente “Stay” si allontana dalle strutture progressive che la band aveva sviluppato su Meddle, uscito pochi mesi prima. È un brano di impostazione più pop, coerente con la sensibilità melodica di Wright, la stessa che lo portava ad ammirare Syd Barrett come compositore e autore di testi. Il brano si apre con un pianoforte intimo, subito sostenuto da una linea di basso di Waters particolarmente curata. Wright canta con voce morbida, raddoppiata in studio e armonizzata con se stesso in più punti; alla tastiera alterna un probabile Fender Rhodes, udibile soprattutto nei ritornelli, un secondo pianoforte acustico, anch’esso presente nei ritornelli, e un organo Hammond relegato sullo sfondo del missaggio. Mason imposta un tempo a metà tra pop e jazz-rock, mentre Gilmour accompagna con la sua Stratocaster nera dal suono pulito, colorato dal pedale wah-wah; il suo assolo al minuto 2:41 è tra i momenti strumentali più riusciti del brano.
Le registrazioni si svolsero negli Strawberry Studios allestiti al Château d’Hérouville, in Val-d’Oise, tra il 23 e il 29 febbraio e il 23 e il 27 marzo 1972, con ulteriori sessioni ai Morgan Studios di Londra dal 4 al 6 aprile dello stesso anno. La produzione fu curata direttamente dai Pink Floyd, con Peter Watts probabilmente al banco durante le sessioni francesi, Dominique Blanc-Francard responsabile del missaggio mono, e Andy Scott come assistente al suono.

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