Obscured By Clouds

di David Gilmour, Roger Waters

strumentale

Obscured by Clouds è un brano strumentale firmato da Roger Waters e David Gilmour, pubblicato nel 1972 come traccia d’apertura dell’album omonimo, la colonna sonora del film La Vallée di Barbet Schroeder. Il pezzo compare due volte nel film: nella sequenza iniziale, mentre le riprese aeree sorvolano le foreste montuose della Nuova Guinea, regioni non ancora cartografate, indicate sulle mappe solo come zone bianche, e nella scena finale, quando il gruppo di esploratori raggiunge la valle cercata. Questo doppio utilizzo dice molto della funzione del brano: non commentare l’azione, ma immergerla in un’atmosfera sospesa e dilatata.
La struttura musicale si fonda su un singolo accordo di La minore, tenuto senza risoluzione per tutta la durata del pezzo. Il suono è costruito principalmente dai due sintetizzatori EMS VCS3 in uso alla band, il “Portabella” e il “Putney”, che entrano in successione stratificando progressivamente la tessitura sonora. Le foto di studio indicano David Gilmour e Rick Wright come i principali operatori dei VCS3; all’impasto sintetico contribuiscono probabilmente anche la Farfisa, l’Hammond M-102 e il Mellotron. Roger Waters non è udibile come bassista: la sua parte sembra affidata anch’essa a un VCS3.
Gilmour interviene con la sua Fender Stratocaster nera (la “Black Strat”) suonando una linea melodica con distorsione Fuzz Face marcata, bottleneck in alcuni passaggi e un breve delay. La chitarra risulta sdoppiata tramite ADT (Automatic Double Tracking), tecnica che conferisce al suono uno spessore fluttuante coerente con il clima generale del brano.
La parte percussiva è affidata a Nick Mason, che su questo brano sperimenta un prototipo di batteria elettronica. Si tratta di uno strumento precursore dei Pollard Syndrums (che sarebbero usciti solo nel 1976) molto probabilmente un dispositivo progettato dal batterista dei Moody Blues Graeme Edge e dall’ingegnere elettronico Brian Groves attorno al 1971, funzionante come una sorta di bongo elettronico. Mason descrive lo strumento come primitivo rispetto agli sviluppi successivi, ma lo usa nella sequenza d’apertura, integrandolo con il suo kit Ludwig standard: secondo rullante, cassa aggiuntiva e hi-hat.
Le sessioni di registrazione si sono svolte in due fasi: dal 23 al 29 febbraio e dal 23 al 27 marzo 1972 agli Strawberry Studios del Château d’Hérouville, in Val-d’Oise (Francia), con Dominique Blanc-Francard al mixer per i missaggi mono e Andy Scott come assistente; una seconda sessione si è tenuta dal 4 al 6 aprile 1972 ai Morgan Studios di Londra. Il responsabile tecnico per le sessioni francesi è indicato con riserva in Peter Watts. La produzione è firmata dalla band stessa, senza un produttore esterno.
Il risultato è un pezzo che funziona come soglia sonora: non ha sviluppo armonico, non ha voce, non ha climax. La sua forza sta nell’accumulo timbrico, strato su strato di sintetizzatori, un accordo fisso, una chitarra che emerge e si ritira, che accompagna lo spettatore nell’ingresso in un mondo geograficamente e narrativamente inesplorato.

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