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Il 2025 passerà alla storia come un anno di svolta per i Pink Floyd. Non solo perché è stato il primo anno con il catalogo sotto la guida della Sony Music, ma anche per risultati commerciali che nessuno avrebbe potuto prevedere. Due primi posti in classifica al debutto nello stesso anno con release diverse: un evento senza precedenti nella carriera del gruppo inglese.

L’anno dei trionfi

La strategia Sony si è rivelata vincente fin dai primi mesi. La riedizione del concerto di Pompei, restaurata con cura maniacale, ha finalmente visto la luce anche come album ufficiale, conquistando immediatamente la vetta delle classifiche. Un risultato straordinario per un evento dal vivo registrato oltre cinquant’anni fa, che dimostra quanto il potere evocativo di quelle immagini iconiche rimanga intatto.

Ma il vero colpo di teatro è arrivato nell’autunno con il cinquantesimo anniversario di Wish You Were Here. L’operazione promozionale orchestrata dalla Sony è stata imponente, degna di uno dei capolavori assoluti della discografia floydiana. E anche qui, primo posto in classifica. Vedere un album del 1975 dominare le chart nel 2025 non è solo nostalgia: è la certificazione che alcune opere musicali trascendono il tempo.

Sul fronte solista, entrambi i protagonisti della mai sopita rivalità hanno consegnato ai fan i documenti dei loro ultimi tour. Live From Prague di Roger Waters cattura l’energia polemica e l’intensità teatrale di This Is Not A Drill, mentre Live at Circus Maximus di David Gilmour ci restituisce la magia delle notti romane del tour di Luck And Strange.

C’è da aggiungere che il 2025 risulta essere uno dei pochi anni degli ultimi 60 che ha visto nessuna esibizione dal vivo dei nostri beniamini.

Le aspettative per il 2026

L’anno che sta per iniziare si preannuncia altrettanto ricco, anche se inevitabilmente costellato di punti interrogativi.

La notizia più probabile riguarda Roger Waters e il suo The Bar, album in gestazione da tempo. Waters stesso ci ha già anticipato dal vivo proprio The Bar e in alcuni suoi video sui social alcune demo. L’uscita sembra finalmente vicina, e con essa potrebbe arrivare anche l’autobiografia a cui sta lavorando. Per un artista della sua statura e della sua prolificità polemica, un’autobiografia sarà certamente un evento letterario oltre che musicale.
David Gilmour, dal canto suo, ha dichiarato di avere materiale pronto da lavorare e che per il prossimo album non dovremo aspettare troppo. Dopo l’ottima accoglienza di Luck And Strange, l’idea di un nuovo capitolo della sua discografia solista in tempi brevi è decisamente allettante. Che il 2026 possa essere l’anno buono?
Nick Mason e i suoi Saucerful Of Secrets rappresentano un’incognita. Il materiale non manca – il repertorio dei primi anni dei Floyd è vastissimo – ma gli anni si fanno sentire, come è evidente dalle recenti esibizioni. Lee Harris, chitarrista del progetto, ha lasciato intendere che un tour è possibile, probabilmente limitato al Regno Unito. Vedremo se le energie di Mason saranno sufficienti per un’altra serie di concerti.
Una notizia emersa sul finire del 2024 riguarda un possibile biopic su Syd Barrett. Da allora, silenzio. Ma l’idea di un film sul genio tormentato che fondò i Pink Floyd è troppo interessante per non sperare in sviluppi concreti. Anche questo potrebbe essere uno degli argomenti per il prossimo anno.
Infine, dopo il successo del remix di Wet Dream, è molto probabile che il 2026 – anno del trentesimo anniversario – veda la pubblicazione di un’edizione rimasterizzata di Broken China, l’ultimo album solista del compianto Richard Wright. Un disco sottovalutato che meriterebbe una seconda vita, soprattutto considerando che manca tuttora in vinile e sulle piattaforme streaming.

Sul fronte delle uscite ufficiali Floyd, le possibilità sono molteplici. Per gli Early Years, dopo Pompei, potrebbe essere la volta di The Man And The Journey, quel concerto-suite del 1969 che finora ha vissuto solo all’interno del box. Una pubblicazione stand alone avrebbe senso per un documento così peculiare della fase psichedelica della band. Da escludere il live di Stoccolma del 1967, già ufficializzato anche questo nel box del 2016, che probabilmente aspetterà il 2027 e un eventuale box celebrativo per il sessantesimo anniversario di The Piper At The Gates Of Dawn.
Sul lato Middle Years è probabile l’uscita del live di Los Angeles del 75, pubblicato quest’anno solo nel Blu-ray di Wish You Were Here 50. Una performance potente che merita vita propria in formato audio. Chissà se anche il vinile trasparente di Wish You Were Here (acquistabile solo nel box deluxe) possa trovare spazio per il record store day.
Invece per i Later Years c’è già pronto il The Dark Side Of The Moon Live del 1994, remixato da Alan Parsons, che rimane uno dei misteri più affascinanti. Il lavoro, pronto da tempo, era un progetto voluto da Gilmour, ma ora che la Sony ha in mano il catalogo, vedremo se decideranno di pubblicarlo, magari sfruttando anche l’uscita nei cinema del filmato.

E per noi?

Il 2025 ha dimostrato che i Pink Floyd, anche nell’era dello streaming e della fruizione musicale frammentata, mantengono un fascino commerciale e artistico straordinario. La Sony sembra aver compreso l’importanza di questo catalogo e sta lavorando con intelligenza per valorizzarlo.
Il 2026 potrebbe regalarci altre emozioni, tra nuovi album dei protagonisti storici e pubblicazioni d’archivio attese da anni. Come sempre nel mondo Floyd, tra annunci, silenzi e sorprese, una cosa è certa: la loro musica continua a essere vitale, necessaria, inesauribile.

E per noi di Flaming Cow potrebbe essere l’anno buono per qualche novità cartacea. Ma di questo vi terremo aggiornati.

Buon anno a tutti, e che il 2026 sia ricco di buona musica.

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