- Speak To Me
- Breathe
- Time
- Breathe (Reprise)
- Castellorizon
- On An Island
- The Blue
- Red Sky At Night
- This Heaven
- Then I Close My Eyes
- Smile
- Take A Breath
- A Pocketful Of Stones
- Where We Start
- Shine On You Crazy Diamond
- Astronomy Domine
- Fat Old Sun
- High Hopes
- Echoes
- Wish You Were Here
- A Great Day For Freedom
- Comfortably Numb
Il 26 agosto 2006, trentatreesima e ultima data del tour di On An Island, David Gilmour suona nel cantiere navale di Danzica. Già intitolato a Lenin, sorge sull’isola di Ostrów ed è il luogo in cui, poco più di vent’anni prima, Lech Wałęsa ha fondato Solidarność. La data coincide con una festa nazionale polacca dedicata all’anniversario del sindacato. Tra le gru del cantiere sono montati sei schermi enormi, disegnati da Mark Brickman, che riprendono i musicisti per le centomila persone presenti. Per Gilmour è il primo concerto in Polonia.
Gilmour e la band incontrano anche Wałęsa. «Ci ha riempito di vodka polacca con scaglia d’oro dentro», ricorda a Record Collector nel 2025, «e abbiamo chiacchierato». L’ex presidente è di ottimo umore e racconta storie di ogni genere: la facciata del municipio di Danzica, per esempio, smontata durante la guerra e sepolta in un bosco per sottrarla all’occupazione nazista, poi dissotterrata e rimessa al suo posto. Non sembra avere fretta di andare a dormire. Mark Blake, in Shine On, riporta un altro ricordo di Gilmour su quell’incontro: il liquore è «fortissimo, tipo Schnapps», e subito dopo c’è una conferenza stampa in cui vogliono sapere di Roger Waters.
Dal tour vengono tratti il DVD Remember That Night e questo album dal vivo, con cui Gilmour decide di testimoniare ufficialmente i concerti del 2006 partendo dall’ultima serata. Live in Gdańsk esce nel settembre 2008 per EMI/Columbia, arriva al decimo posto in Gran Bretagna e al ventiseiesimo negli Stati Uniti, ed è disco d’oro nel Regno Unito per aver superato le centomila copie. Il primo CD si apre con quattro tracce da The Dark Side of the Moon (Speak To Me, Breathe, Time e Breathe Reprise), poi presenta On An Island per intero, dieci brani da Castellorizon a Where We Start. Il secondo è interamente dei Pink Floyd: otto brani tra il 1967 e il 1994, cioè Shine On You Crazy Diamond, Astronomy Domine, Fat Old Sun, High Hopes, Echoes (eseguita integralmente), Wish You Were Here, A Great Day For Freedom e Comfortably Numb. Sulla carta è un disco solista, ma il peso sta dalla parte dei Floyd, con dodici tracce contro le dieci di On An Island. Del resto Gilmour, dopo il Live 8, lascia da parte le offerte ingenti per un tour dei Pink Floyd, preferendo il proprio disco e la propria tournée, sia pure con Wright nella band.
Sul palco ci sono quaranta elementi d’orchestra, ed è la prima volta che Gilmour pubblica un disco dal vivo con un’orchestra sinfonica. È la Baltic Philharmonic, diretta da Zbigniew Preisner, che ne ha curato anche gli arrangiamenti e che ha già diretto l’orchestra nel disco in studio. Insieme a Gilmour (chitarre, sassofono, voce) e a Wright (tastiere, voce) suonano Phil Manzanera alla chitarra, Jon Carin a tastiere, lap steel e programmazione, Guy Pratt al basso, Dick Parry a sassofono e tastiera, Leszek Możdżer al pianoforte e Steve DiStanislao alla batteria. Quest’ultimo Gilmour lo nota a un concerto di Crosby & Nash alla Royal Festival Hall, e lo vuole nella band per il tour.
La presenza di Wright è ciò che dà il tono alla serata. Il repertorio del tour, ricorda Gilmour, è stato costruito in modo «incredibilmente non pianificato»: Echoes, provata senza risultati durante il tour di A Momentary Lapse of Reason, «in un tempo e luogo diversi sembra di nuovo una buona idea». Guy Pratt spiega perché contasse: «Basta ascoltare la sezione finale di Echoes per capire perché la gente amava i Pink Floyd. Era la conversazione musicale tra David e Rick». In Europa il pubblico gridava «Reeeechard!» prima ancora che suonasse la prima nota. Andy Jackson, storico tecnico del suono dei Floyd, dice a Uncut nel 2014 che i due «si sono divertiti un mondo»: non salivano insieme su un palco da moltissimo tempo e nei teatri, dove si svolge gran parte di quel tour, «possono vedersi il bianco degli occhi». Nella parte centrale di Echoes, dove si scambiano i fraseggi, si guardano e ritrovano la scintilla. Con Rick che torna dopo non essere stato coinvolto in The Final Cut e dopo la distanza degli anni in cui la band è diventata enorme, per Jackson è quasi «una seconda luna di miele».
Le edizioni dell’album sono cinque: 2CD, 2CD+DVD, 2CD+2DVD, 3CD+2DVD e un vinile quintuplo. Quella a cinque dischi comprende anche l’edizione audio 5.1 di On An Island e una serie di registrazioni audio dal tour 2006. Per gli audiofili, sul lato B del quinto vinile ci sono due strumentali, Barn Jam 166 e Barn Jam 121, realizzate nel gennaio 2007 da Gilmour con parte della band del tour: Pratt, Wright e DiStanislao. Andy Jackson, che assisteva alle sedute, le ricorda come «jam estemporanee, uniche», con un’unica pecca: «Freddo gelido, però!». Tra le Barn Jams ce n’è una, la 192, in cui gli strumenti passano di mano: Gilmour suona la batteria, Pratt la chitarra, DiStanislao il contrabbasso, mentre Wright resta alle tastiere.