Nel 2002 David Gilmour dichiara di poter indicare con precisione, all’interno del DVD David Gilmour in Concert, i momenti esatti in cui la tensione nervosa prendeva il sopravvento, individuando il primo nell’attacco iniziale di Shine On You Crazy Diamond, dove un primo piano mostra un vibrato sulla chitarra acustica molto più accentuato rispetto alle intenzioni originali, causato da un tremolio non del tutto sotto controllo. All’interno del DVD non vi è nulla dietro cui nascondersi: nessun muro di amplificatori, nessun impianto scenico monumentale, ma unicamente una chitarra acustica, i pedali d’effetto e una sala che, nel momento più fragile, lascia partire qualche gridolino di troppo a cui Gilmour risponde accennando un sorriso prima di proseguire. Il progetto nasce dall’invito di Robert Wyatt, curatore del Meltdown Festival del giugno 2001 presso la Royal Festival Hall di Londra: Gilmour trascorre circa tre mesi nel suo studio di casa a scorrere l’intero catalogo dei Pink Floyd, selezionando i brani che meglio si prestano a una veste acustica e redigendo personalmente i nuovi arrangiamenti. Dopo i giganti set da stadio del tour di P.U.L.S.E. si assiste a un cambio di scala totale, dove le tastiere e i sintetizzatori che nei dischi reggevano l’impianto armonico vengono sostituiti da strumenti acustici e orchestrali, avvalendosi di Michael Kamen al pianoforte e al corno inglese, Caroline Dale al violoncello, Chucho Merchán al contrabbasso, Dick Parry ai sassofoni, Neill MacColl alle chitarre, Nic France alla batteria, affiancati da un coro gospel di dodici elementi diretto da Sam Brown in cui compaiono Durga McBroom e Carol Kenyon, vocalist storicamente legate all’universo dei Pink Floyd.
La scaletta esclude interamente la produzione solista contenuta nell’album omonimo del 1978 e in About Face (1984), concentrandosi sul repertorio dei Pink Floyd, su alcuni omaggi e su diverse sorprese. La celebre Shine On You Crazy Diamond viene divisa in due blocchi: il primo aperto dalla sola chitarra che imita tramite i pedali le atmosfere di tastiera fino all’ingresso del sax di Parry, e il secondo, collocato più avanti nello show, caratterizzato da un ritmo decisamente più marcato. Nel mezzo trovano spazio Fat Old Sun (ripescata da Atom Heart Mother), Wish You Were Here e tre estratti dall’era The Division Bell, ovvero Coming Back to Life, A Great Day for Freedom e High Hopes, dove l’assolo di violoncello di Caroline Dale e gli impasti corali trasportano il pezzo in una dimensione del tutto nuova. Syd Barrett viene omaggiato con l’esecuzione di Terrapin e Dominoes, a cui si aggiungono scelte del tutto inaspettate come Je crois entendre encore (l’aria tratta dall’opera I pescatori di perle di Georges Bizet, cantata da Gilmour in lingua francese), Dimming of the Day di Richard Thompson, e Hushabye Mountain dal film Chitty Chitty Bang Bang. Compare inoltre per la prima volta l’inedito Smile, composto con Polly Samson ed eseguito qui con la voce solista di Aitch McRobbie, destinato ad approdare anni dopo nell’album On an Island.
Il vertice emotivo dello spettacolo è rappresentato da Breakthrough, brano tratto da Broken China, l’album solista di Richard Wright del 1996 in cui la parte vocale era originariamente affidata a Sinéad O’Connor. Sul palco londinese è lo stesso Wright a cantare, modificando la parola finale del testo in un verso dal forte impatto catartico, mentre Gilmour chiude l’esecuzione con un assolo di straordinaria misura ed eleganza. Wright figura tra i tre ospiti illustri della serata insieme a Robert Wyatt e Bob Geldof, con questi ultimi due protagonisti di due interpretazioni diametralmente opposte del medesimo brano, Comfortably Numb, che il DVD conserva entrambe. La versione con Wyatt, registrata al Meltdown Festival del 2001, appare sommessa e intima, con il cantante che interpreta le parti storicamente affidate a Roger Waters leggendo il testo da un foglio; quella del gennaio 2002 con Bob Geldof (storico protagonista del film Pink Floyd The Wall) si attesta sull’estremo opposto per carica energetica, presenza scenica e coinvolgimento del pubblico, anche se in entrambi i casi, al momento di eseguire l’assolo finale, Gilmour riconosce l’impossibilità di ottenere il necessario sustain con la chitarra acustica e impugna a metà brano la sua celebre Fender Stratocaster.
Il DVD assembla le riprese del concerto del 22 giugno 2001 e delle tre serate del gennaio 2002 tenutesi sempre alla Royal Festival Hall, motivo per cui la scaletta risulta strutturata in due blocchi distinti, con Dominoes, Breakthrough e la versione di Comfortably Numb con Geldof provenienti dalle sessioni del 2002. Pubblicato nell’ottobre 2002 nel Regno Unito ed in Europa per la EMI e nel novembre dello stesso anno negli Stati Uniti per la Capitol, il DVD vede la produzione audio curata da Gilmour e Andy Jackson, il missaggio da Jackson e Colin Norfield, e il mastering da James Guthrie insieme a Jackson, con la regia curata da David Mallet e la veste grafica ideata da Storm Thorgerson e Peter Curzon. Il video è presentato in formato 16:9 anamorfico e l’audio in LPCM stereo a 24 bit/48 kHz e Dolby Digital 5.1, per una durata del concerto di 92 minuti, estesi a 130 minuti comprendendo la ricca sezione dei contenuti extra.
Gli extra offrono un materiale d’archivio di notevole valore, comprendendo tre brani registrati fuori dal concerto: Don’t (il classico di Elvis Presley estratto dal tributo a Leiber e Stoller del 2001), I Put a Spell On You di Screamin’ Jay Hawkins (eseguita nel 1992 con Mica Paris e Jools Holland), e lo Shakespeare’s Sonnet 18, con la voce di Gilmour accompagnata dal pianoforte e dagli arrangiamenti di Michael Kamen. A questi si aggiunge la funzione Spare Digits, pensata per i chitarristi con un’inquadratura ravvicinata sulle dita di Gilmour durante gli assoli, un filmato casalingo girato da Polly Samson durante le prove trascorse in casa con il coro (in cui si notano i tentativi di perfezionare l’aria di Bizet), l’esecuzione corale a cappella di High Hopes registrata alla Royal Festival Hall, oltre ai testi originali consultabili a schermo.
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