Bike

di Syd Barrett

Bike Lyrics

Bike è l’ultimo brano di The Piper at the Gates of Dawn (1967) ed è una composizione di Syd Barrett tra le più antiche del suo repertorio. Secondo Andrew Rawlinson, amico di Cambridge, Barrett la suonava già a casa di Roger Waters in Rock Road, prima ancora che i Floyd entrassero in studio. Il titolo di lavorazione era The Bike Song.
Il testo racconta di un ragazzo — probabilmente Barrett stesso, con la canzone forse dedicata alla sua fidanzata Jenny Spires — che mostra alla ragazza che ama una bicicletta presa in prestito, con un cestino e un campanello, sperando di conquistarla. Intorno a questo nucleo narrativo si accumulano dettagli surreali: un topo di nome Gerald che non ha casa, un clan di omini di pan di zenzero, orologi che suonano in una stanza. Le influenze dichiarate sono il music hall britannico nello stile di Charles Penrose, le filastrocche di A. A. Milne da Now We Are Six e la fiaba dello Gingerbread Man. L’ambiguità è deliberata: nel terzo verso Barrett canta di non sapere perché chiami il topo Gerald, ma non è chiaro se l’ignoranza riguardi il nome o la mancanza di casa. Jenny Fabian, veterana dei club londinesi dell’epoca, descrisse Bike e la maggior parte delle canzoni di Barrett come segnali da un paese delle fate impazzito.
La registrazione si svolse principalmente il 21 maggio e il 1° e 5 giugno 1967 nello Studio Tre dell’Abbey Road. L’undicesimo take fu quello scelto. Le sessioni del 29 e 30 giugno e del 18 luglio furono dedicate ai mix. Il brano non ha introduzione: Barrett entra immediatamente con la voce, catturata da Peter Bown con un microfono Neumann U48 e raddoppiata con ADT. La melodia è semplice e immediata. L’ingegnere Jeff Jarratt la ricordava come una di quelle melodie che restano in testa al primo ascolto, sottolineando quanto fosse diversa da tutto il resto del disco. Barrett si accompagna con la chitarra ritmica sulla Fender Esquire, Wright è all’harmonium come in Chapter 24 e aggiunge parti di pianoforte acustico, Mason mantiene un ruolo ritmico più lineare del solito. Waters riprende il fischietto a coulisse già usato in Flaming, con un effetto da cartone animato, nei ritornelli. Alla fine di ciascun ritornello si sentono due colpi molto compressi su rullante o timpani, annegati in un riverbero lungo e molto presente: è lo stesso effetto copiato e incollato ogni volta, con la coda del riverbero sistematicamente tagliata per adattarsi al tempo del brano. Nel terzo verso Wright aggiunge una parte di pianoforte acustico probabilmente registrata a velocità ridotta e riprodotta a velocità normale, la stessa tecnica già usata in See Emily Play. Il basso di Waters sembra entrare solo nell’ultimo verso, a 1:30, dove il tempo rallenta percettibilmente e Barrett viene raggiunto dalle voci di Wright e Waters.
Da 1:52 inizia la sezione conclusiva, introdotta da quello che sembra il Binson Echorec preso a calci da uno dei musicisti. Peter Bown ricordava una sessione — probabilmente questa — in cui il piede di Waters colpì qualcosa con un gran botto. Seguono diversi minuti di collage sonoro difficile da catalogare con precisione: i raggi di una ruota di bicicletta in rotazione contro cui vengono premuti vari oggetti, note sulla celesta, le corde di un pianoforte acustico raschiate, campane tubolari o piccoli gong asiatici, un fischietto, giocattoli meccanici, e probabilmente il Rickenbacker di Waters suonato con l’archetto nel registro alto. A 2:57 il brano si chiude con un loop di anatre di gomma che stridono, richiamo esplicito al loop che i Beatles avevano aggiunto alla fine del secondo lato di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.
Bike fu esclusa dalla versione americana dell’album ma comparve in seguito nelle compilation Relics (1971), A Nice Pair (1974) e Echoes: The Best of Pink Floyd (2001). Il gruppo giapponese new wave P-Model la reincise durante le sessioni di Another Game (1984). I Phish la eseguirono dal vivo con il batterista Jon Fishman che suonava un aspirapolvere.

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