di Syd Barrett
Bike Lyrics
I’ve got a bike, you can ride it if you like
It’s got a basket, a bell that rings
And things to make it look good
I’d give it to you if I could, but I borrowed it
You’re the kind of girl that fits in with my world
I’ll give you anything, everything if you want things
I’ve got a cloak it’s a bit of a joke
There’s a tear up the front
It’s red and black, I’ve had it for months
If you think it could look good, then I guess it should
You’re the kind of girl that fits in with my world
I’ll give you anything, everything if you want things
I know a mouse, and he hasn’t got a house
I don’t know why I call him Gerald
He’s getting rather old, but he’s a good mouse
You’re the kind of girl that fits in with my world
I’ll give you anything, everything if you want things
I’ve got a clan of gingerbread men
Here a man, there a man, lots of gingerbread men
Take a couple if you wish
They’re on the dish
You’re the kind of girl that fits in with my world
I’ll give you anything, everything if you want things
I know a room of musical tunes
Some rhyme, some ching, most of them are clockwork
Let’s go into the other room and make them work
Ho una bici
Puoi usarla, se ti piace
Ha un cestello
Una campana che suona
E cose che la fanno apparire bella
Te la darei se potessi
Ma l’ho prestata
Sei il tipo di ragazza che rientra nel mio mondo
Ti darò qualunque cosa
Qualsiasi cosa, se vuoi cose
Ho un mantello
E’ un piccolo scherzo
C’è uno strappo davanti
E’ rosso e nero
L’ho avuto per mesi
Se pensi che possa essere bello
Penso lo debba essere
Sei il tipo di ragazza che rientra nel mio mondo
Ti darò qualunque cosa
Qualsiasi cosa, se vuoi cose
Conosco un topo
Non ha una casa
Non so perchè
Lo chiamo Gerald
Sta divenendo abbastanza vecchio
Ma è un buon topo
Sei il tipo di ragazza che rientra nel mio mondo
Ti darò qualunque cosa
Qualsiasi cosa, se vuoi cose
Ho un clan di uomini di pan di zenzero
Qui un uomo
Là un uomo
Tanti uomini di pan di zenzero
Prendine un po’ se vuoi
Sono sul piatto
Sei il tipo di ragazza che rientra nel mio mondo
Ti darò qualunque cosa
Qualsiasi cosa, se vuoi cose
Conosco una stanza piena di brani musicali
Un po’ di vino
Un po’ di gin
Molti di essi sono ad orologeria
Andiamo nell’altra stanza e facciamoli funzionare
- Non è presente nelle prime edizioni americane di The Piper At The Gates Of Dawn
Bike è l’ultimo brano di The Piper at the Gates of Dawn (1967) ed è una composizione di Syd Barrett tra le più antiche del suo repertorio. Secondo Andrew Rawlinson, amico di Cambridge, Barrett la suonava già a casa di Roger Waters in Rock Road, prima ancora che i Floyd entrassero in studio. Il titolo di lavorazione era The Bike Song.
Il testo racconta di un ragazzo — probabilmente Barrett stesso, con la canzone forse dedicata alla sua fidanzata Jenny Spires — che mostra alla ragazza che ama una bicicletta presa in prestito, con un cestino e un campanello, sperando di conquistarla. Intorno a questo nucleo narrativo si accumulano dettagli surreali: un topo di nome Gerald che non ha casa, un clan di omini di pan di zenzero, orologi che suonano in una stanza. Le influenze dichiarate sono il music hall britannico nello stile di Charles Penrose, le filastrocche di A. A. Milne da Now We Are Six e la fiaba dello Gingerbread Man. L’ambiguità è deliberata: nel terzo verso Barrett canta di non sapere perché chiami il topo Gerald, ma non è chiaro se l’ignoranza riguardi il nome o la mancanza di casa. Jenny Fabian, veterana dei club londinesi dell’epoca, descrisse Bike e la maggior parte delle canzoni di Barrett come segnali da un paese delle fate impazzito.
La registrazione si svolse principalmente il 21 maggio e il 1° e 5 giugno 1967 nello Studio Tre dell’Abbey Road. L’undicesimo take fu quello scelto. Le sessioni del 29 e 30 giugno e del 18 luglio furono dedicate ai mix. Il brano non ha introduzione: Barrett entra immediatamente con la voce, catturata da Peter Bown con un microfono Neumann U48 e raddoppiata con ADT. La melodia è semplice e immediata. L’ingegnere Jeff Jarratt la ricordava come una di quelle melodie che restano in testa al primo ascolto, sottolineando quanto fosse diversa da tutto il resto del disco. Barrett si accompagna con la chitarra ritmica sulla Fender Esquire, Wright è all’harmonium come in Chapter 24 e aggiunge parti di pianoforte acustico, Mason mantiene un ruolo ritmico più lineare del solito. Waters riprende il fischietto a coulisse già usato in Flaming, con un effetto da cartone animato, nei ritornelli. Alla fine di ciascun ritornello si sentono due colpi molto compressi su rullante o timpani, annegati in un riverbero lungo e molto presente: è lo stesso effetto copiato e incollato ogni volta, con la coda del riverbero sistematicamente tagliata per adattarsi al tempo del brano. Nel terzo verso Wright aggiunge una parte di pianoforte acustico probabilmente registrata a velocità ridotta e riprodotta a velocità normale, la stessa tecnica già usata in See Emily Play. Il basso di Waters sembra entrare solo nell’ultimo verso, a 1:30, dove il tempo rallenta percettibilmente e Barrett viene raggiunto dalle voci di Wright e Waters.
Da 1:52 inizia la sezione conclusiva, introdotta da quello che sembra il Binson Echorec preso a calci da uno dei musicisti. Peter Bown ricordava una sessione — probabilmente questa — in cui il piede di Waters colpì qualcosa con un gran botto. Seguono diversi minuti di collage sonoro difficile da catalogare con precisione: i raggi di una ruota di bicicletta in rotazione contro cui vengono premuti vari oggetti, note sulla celesta, le corde di un pianoforte acustico raschiate, campane tubolari o piccoli gong asiatici, un fischietto, giocattoli meccanici, e probabilmente il Rickenbacker di Waters suonato con l’archetto nel registro alto. A 2:57 il brano si chiude con un loop di anatre di gomma che stridono, richiamo esplicito al loop che i Beatles avevano aggiunto alla fine del secondo lato di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.
Bike fu esclusa dalla versione americana dell’album ma comparve in seguito nelle compilation Relics (1971), A Nice Pair (1974) e Echoes: The Best of Pink Floyd (2001). Il gruppo giapponese new wave P-Model la reincise durante le sessioni di Another Game (1984). I Phish la eseguirono dal vivo con il batterista Jon Fishman che suonava un aspirapolvere.
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