di Syd Barrett
Chapter 24 Lyrics
All movement is accomplished in six stages
And the seventh brings return
The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one
Change return success
Going and coming without error
Action brings good fortune
Sunset
The time is with the month of winter solstice
When the change is due to come
Thunder in the Earth, the course of heaven
Things cannot be destroyed once and for all
Change returns success
Going and coming without error
Action brings good fortune
Sunset
Sunrise
All movement is accomplished in six stages
And the seventh brings return
The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one
Change returns success
Going and coming without error
Action brings good fortune
Sunset
(Sunrise) Sunrise
Sunset
Sunrise
Un movimento è formato di sei stadi
E il settimo riporta indietro
Sette è il numero della giovane luce
Si forma quando le tenebre sono aumentate di uno
Cambiamento porta successo
Andando e venendo senza errore
L’azione porta buona fortuna
Calar del sole
Il tempo è con il mese del sostizio invernale
Quando il cambiamento deve avvenire
Tuono nell’altra rotta del paradiso
Le cose non posson esser distrutte una volta per tutte
Cambiamento porta successo
Andando e venendo senza errore
L’azione porta buona fortuna
Calar del sole, alba
Un movimento è formato di sei stadi
E il settimo riporta indietro
Sette è il numero della giovane luce
Si forma quando le tenebre sono aumentate di uno
Cambiamento porta successo
Andando e venendo senza errore
L’azione porta buona fortuna
Calar del sole, alba
Chapter 24 è una composizione di Syd Barrett inclusa in The Piper at the Gates of Dawn (1967). Il titolo rimanda direttamente al ventiquattresimo capitolo dell’I Ching, il testo fondamentale della filosofia cinese tradotto in tedesco dal sinologo Richard Wilhelm con il titolo Libro dei Mutamenti. Quel capitolo si intitola Il Ritorno e descrive il ciclo del movimento e della quiete, la luce che rinasce dall’oscurità, il sette come numero della luce giovane che emerge quando il sei — numero della grande oscurità — viene aumentato di uno. Barrett traspose questi concetti quasi letteralmente nella prima strofa del brano, come confermò lui stesso in una conversazione con Barry Miles: la maggior parte delle parole veniva direttamente da quel testo.
Barry Miles ricordava il giorno in cui Barrett entrò all’Indica Bookshop di Londra, dove Miles lavorava, per acquistare la traduzione di Wilhelm, anche se precisò che probabilmente il libro era un regalo per la ragazza che aveva con sé. L’Indica era uno dei principali punti di riferimento della controcultura londinese, aperto da John Dunbar, Peter Asher e Barry Miles con il sostegno di Paul McCartney. Nel suo seminterrato aveva sede la Indica Gallery, dove John Lennon incontrò Yoko Ono.
L’accostamento con Lennon non è casuale. Barry Miles ha sostenuto che Barrett stesse seguendo l’esempio di Tomorrow Never Knows, il brano dei Beatles ispirato dall’adattamento del Libro dei Morti Tibetano curato da Timothy Leary. Negli anni Sessanta l’I Ching era un testo centrale nella controcultura giovanile occidentale, alternativa tanto alla società dei consumi quanto al materialismo dialettico marxista, e Barrett lo utilizzò con la stessa libertà con cui altri attingevano ad altri testi orientali.
La prima sessione di registrazione si tenne il 27 febbraio 1967 nello Studio Three dell’Abbey Road, nella stessa serata in cui fu registrata Interstellar Overdrive. La prima parte della notte fu dedicata a Chapter 24, con il quinto take ritenuto provvisoriamente il migliore. Il 1° marzo Norman Smith sostituì Peter Bown per un mix preliminare. Il 15 marzo il gruppo tornò in studio per aggiungere sovraincisioni di percussioni, tastiere e campanelli, ma i risultati non furono soddisfacenti e la sessione serale, dalle 18:30 a mezzanotte e mezza, portò a registrare un sesto take che divenne la base della versione definitiva. Il 5 giugno e il 18 luglio furono dedicati ai mix.
Mason apre il brano su un piatto, non sul gong come alcuni hanno ipotizzato — ipotesi ritenuta poco probabile. Il suo ruolo rimane confinato alle percussioni per quasi tutta la durata del brano, con l’aggiunta probabile delle campane tubolari nei ritornelli. Wright abbandona la Farfisa per accompagnare il brano all’harmonium, costruendo un bordone su cui sovrappone un contrappunto dal sapore orientale. L’ingegnere del suono Peter Bown ricordava l’harmonium come uno strumento di gran moda in quel periodo ma difficile da microfonare, tant’è che veniva sempre registrato in sovraincisione. Nella seconda parte del brano Wright torna alla Farfisa, probabilmente collegata a un cabinet Leslie, con un assolo vorticoso tra 1:50 e 2:08, e suona arpeggi su quello che sembra un pianoforte elettrico Hohner Pianet nelle strofe. La chitarra di Barrett è presente quasi esclusivamente nel ponte strumentale, a 1:52, dove un accordo sulla Fender collegata al Binson Echorec genera un loop dopo un breve ritardo, udibile tra 2:02 e 2:08. Il basso di Waters interviene con parsimonia, saltando intere frasi e rendendo i suoi ingressi più efficaci proprio per la loro rarefazione. Le armonie vocali tra Barrett e Wright — e probabilmente Waters — sono tra le più riuscite del disco.
Il 15 marzo 1967, mentre i Floyd completavano Chapter 24 nello Studio Tre, nel contiguo Studio Due i Beatles registravano Within You Without You di George Harrison, altro brano costruito sull’incontro tra filosofia orientale e pop britannico. Non è documentato se i Floyd fossero a conoscenza di cosa stesse accadendo nella stanza accanto.
Chapter 24 fu anche il nome di un apprezzato fanzine britannico dedicato a Syd Barrett.
Acquista The Piper At The Gates Of Dawn