Due grandi uscite all’anno: la nuova strategia dei Pink Floyd secondo Steven Wilson
C’è un momento, nelle interviste davvero interessanti, in cui smetti di ascoltare per dovere professionale e inizi ad ascoltare per puro piacere. È quello che accade quando Steven Wilson parla dei Pink Floyd. Non perché dica cose sensazionalistiche, ma perché le dice da fan prima ancora che da tecnico, da devoto prima che da collaboratore.
Nell’intervista pubblicata il 9 febbraio sul canale YouTube Immersive Audio Album, Wilson si lascia andare come raramente accade. Racconta, analizza, sogna. E soprattutto lancia una prospettiva che, per chi segue il catalogo floydiano da decenni, suona come una promessa: almeno due grandi uscite all’anno, nei prossimi tempi, sotto la regia di Sony. Non è una frase buttata lì. È il riflesso di una strategia precisa.
Il punto di partenza: Pompeii e il lavoro “ben fatto”
Wilson parte da ciò che ha appena concluso: il nuovo mix di Pink Floyd: Live at Pompeii. Lo definisce uno dei punti più alti delle riedizioni recenti. E non è falsa modestia: quel lavoro ha mostrato cosa può diventare oggi un documento storico se trattato con rispetto, competenza e sensibilità.
Non si tratta di “modernizzare” i Floyd. Si tratta di farli respirare di nuovo. Ed è proprio questo approccio che ha convinto Sony a continuare a investire.
I primi dischi: il vero tesoro ancora da esplorare
Quando Wilson guarda al futuro, non pensa subito ai soliti titoli sacri. Sa bene che da The Dark Side of the Moon in poi il catalogo è già stato ampiamente valorizzato in surround.
Il vero terreno ancora fertile è altrove. Nei primi anni Settanta. Nelle colonne sonore. Nei dischi spesso considerati “minori”, ma in realtà fondamentali per capire l’evoluzione della band. Wilson cita in particolare More e Obscured by Clouds, album mai davvero esplorati in chiave surround moderna. Materiale che aspetta da cinquant’anni di essere riscoperto nel modo giusto.
E poi c’è Atom Heart Mother: esiste un vecchio mix quadrifonico, certo. Ma manca ancora una vera reinterpretazione immersiva contemporanea. Un’occasione enorme.
“Echoes”: il cerchio ancora da chiudere
Uno dei passaggi più curiosi riguarda Echoes. Wilson fa notare di averne già mixato due versioni, quella reincisa dai Nick Mason con i suoi Saucerful of Secrets e quella di Pompei.
Manca però l’originale, quella di Meddle. È quasi una confessione: come se sentisse di avere ancora un conto aperto con uno dei brani più importanti della storia del rock progressivo. E per un fan come lui, non è un dettaglio.
Sony, la politica interna e il pragmatismo
Il passaggio forse più delicato è quello sulla gestione del catalogo.
Wilson non gira intorno al problema: con le tensioni storiche interne alla band, affidare tutto ai membri sarebbe complicato. Meglio una struttura esterna. Meglio una visione industriale, se fatta bene. E secondo lui, Sony sta facendo esattamente questo.
Ha investito molto. Vuole rientrare. E per farlo ha bisogno di continuità. Da qui l’idea: almeno due grandi progetti all’anno. Non operazioni casuali. Ma uscite pensate, curate, costruite nel tempo.
Due uscite all’anno: cosa significa davvero?
Attenzione: non stiamo parlando di semplici ristampe. Nel linguaggio di Wilson, “grandi progetti” significa: nuovi mix immersivi, restauri audio e video approfonditi, packaging curato, contesto storico e materiali d’archivio.
In altre parole: edizioni definitive. Un lavoro lento, costoso, e per questo programmato con largo anticipo. E Wilson ha già fatto sapere di voler essere parte attiva di questo processo.
Il sogno di un dodicenne realizzato
Forse il momento più umano dell’intervista arriva alla fine.
Wilson racconta di quando ha visto il suo nome su un adesivo, su un disco dei Pink Floyd. E di come, per un attimo, sia tornato ad avere dodici anni. Un ragazzino con una cameretta, una passione smisurata, e un sogno impossibile. Quel sogno oggi è realtà. E si sente.
Perché tutto ciò che fa su questo catalogo non nasce da una commissione, ma da un legame emotivo profondo.
Una nuova fase per il mito
Se davvero la strategia “due uscite all’anno” verrà rispettata, siamo davanti a una nuova fase della storia editoriale dei Pink Floyd.
Non più eventi sporadici. Non più operazioni nostalgiche. Ma un progetto strutturato, di lungo periodo. Con una guida tecnica competente. Con un’etichetta che investe. E con un pubblico che, dopo mezzo secolo, continua a voler ascoltare — e riascoltare — questa musica nel modo migliore possibile.
Forse è questo il vero miracolo dei Pink Floyd nel 2026: non essere mai diventati un museo. Ma restare, ostinatamente, materia viva.

Acquista Live From Prague – 4xLP – 2xCD – Blu Ray – DVD

Acquista Pink Floyd At Pompeii – 2xLP – 2xCD – Blu Ray – DVD – Blu Ray 4K



