The Scarecrow

di Syd Barrett

The Scarecrow Lyrics

Scarecrow è una composizione di Syd Barrett inclusa in The Piper at the Gates of Dawn (1967) come penultimo brano dell’album. Fu pubblicata anche come lato B del singolo See Emily Play, uscito il 16 giugno 1967. Nelle ristampe successive il titolo è diventato The Scarecrow.
Il brano chiude il trittico del secondo lato dell’album insieme a The Gnome e Chapter 24, e ne condivide il carattere folk e l’ambientazione bucolica. Il protagonista è uno spaventapasseri nero e verde, con un uccello sul cappello e paglia ovunque. Nell’ultimo verso Barrett scrive che lo spaventapasseri è più triste di lui, ma che ormai ha accettato il proprio destino perché la vita non è crudele e lui non se ne cura. L’analogia è abbastanza esplicita: lo spaventapasseri come figura del distacco, dell’isolamento accettato, forse come proiezione dello stesso Barrett. David Gale, amico d’infanzia del musicista, ha definito Scarecrow una canzone da cannabis, distinguendola dai brani più estesi e sperimentali dell’album, che attribuiva invece all’LSD. Indipendentemente da qualsiasi lettura biografica, il testo funziona per la qualità delle rime — everywhere/He didn’t care, around/On the ground — che si integrano con la melodia senza forzature. Sul piano musicale si avverte l’influenza dell’album Fifth Dimension dei Byrds, in particolare del brano I Come and Stand at Every Door.
La registrazione si svolse il 20 marzo 1967 nello Studio Tre dell’Abbey Road. Dopo alcune sovraincisioni vocali su Take Up Thy Stethoscope and Walk, il gruppo registrò Scarecrow in un unico take nella stessa serata. Due giorni dopo, il 22 marzo, tornarono in studio per aggiungere parti di chitarra e organo. Peter Jenner ricordava la velocità straordinaria con cui Barrett lavorava in quel periodo: aveva un’idea e la eseguiva immediatamente, senza esitazioni. Il mix mono fu completato il 29 marzo, quello stereo il 18 luglio.
Il brano si apre con le percussioni, quasi certamente Mason che colpisce il bordo metallico del rullante, poi un wood block e infine un cowbell. È probabile che anche gli altri membri del gruppo abbiano contribuito alle percussioni, il che spiegherebbe alcune leggere irregolarità di tempo, con parti che scivolano fuori dal beat intorno a 1:21. La sovrapposizione dei tre strumenti percussivi evoca il suono goffo di un cavallo al trotto, coerente con l’ambientazione rurale del testo. Dopo otto battute in 3/4 entra l’organo di Wright con una dissolvenza in apertura, con un colore esotico che richiama atmosfere orientali. Barrett entra con la voce e la chitarra elettrica ritmica sulla Fender Esquire, producendo una sonorità vagamente medievale. Wright sostiene con le armonie vocali sull’ultimo verso di ciascuna delle tre strofe.
A 1:31 inizia una coda costruita sulla chitarra acustica Harmony Sovereign H1260 di Barrett, anch’essa in dissolvenza in apertura, a cui si aggiunge Waters con il Rickenbacker 4001 suonato con l’archetto — la stessa tecnica già usata nel ponte di Lucifer Sam. Barrett prende anche una seconda chitarra acustica a dodici corde, probabilmente una Harmony 1270 o una Levin LTS5, e suona una breve frase che si integra efficacemente con il tema dell’archetto. È uno dei passaggi più riusciti dell’intero album.
Nel luglio 1967 la British Pathé girò un breve filmato promozionale del brano in un campo di grano con uno spaventapasseri al centro. Nel video i quattro Floyd camminano nel campo, Barrett raccoglie lo spaventapasseri e alla fine lo getta in uno stagno. Mason e Waters simulano un duello con pistole immaginarie, con Waters che cade morto nel campo.

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