Remember That Night (Live At The Royal Albert Hall)

Remember That Night
  • Speak To Me
  • Breathe
  • Time
  • Breathe (Reprise)
  • Castellorizon
  • On An Island
  • The Blue
  • Red Sky At Night
  • This Heaven
  • Then I Close My Eyes
  • Smile
  • Take A Breath
  • A Pocketful Of Stones
  • Where We Start
  • Shine On You Crazy Diamond
  • Fat Old Sun
  • Coming Back To Life
  • High Hopes
  • Echoes
  • Wish You Were Here
  • Find The Cost Of Freedom
  • Arnold Layne
  • Comfortably Numb
  • Wot’s… Uh The Deal
  • Dominoes
  • Wearing The Inside Out
  • Arnold Layne
  • Comfortably Numb
  • Dark Globe
  • Astronomy Domine
  • This Heaven
  • Castellorizon
  • On An Island
  • The Blue
  • Take A Breath
  • High Hopes
  • On An Island
  • Smile
  • Island Jam 2007
  • Breaking Bread, Drinking Wine
  • The Making Of ‘On An Island’
  • The West Coast
  • Photo Gallery

On An Island esce il giorno del sessantesimo compleanno di Gilmour, ventidue anni dopo About Face, e la scelta della data non è casuale: segna un traguardo, non un rilancio. Le offerte per rimettere in piedi il circo dei Pink Floyd, dopo la reunion a Live 8 nel luglio 2005, sono ingenti, ma Gilmour le lascia cadere. Preferisce un disco fatto con gli amici di sempre (Richard Wright all’Hammond, Guy Pratt al basso, Rado Klose alla chitarra, David Crosby e Graham Nash ai cori, la moglie Polly Samson a scrivere quasi tutti i testi) e un tour che parta da lì, senza ambizioni stadiarie. Trentatré date, marzo-agosto 2006, il primo tour di Gilmour nel ventunesimo secolo. Wright è in formazione fin dall’inizio: non più come turnista pagato, ruolo che si era portato dietro dai tempi di A Momentary Lapse of Reason, ma da compagno a pieno titolo.
Al centro di quel tour, tre serate alla Royal Albert Hall (29, 30 e 31 maggio 2006) che nessun altro artista potrebbe mettere in scena in quel modo. Solo Gilmour può permettersi di far salire sullo stesso palco, nel giro di tre sere, David Bowie, David Crosby, Graham Nash e Robert Wyatt, e farlo sembrare naturale, quasi dimesso. La scaletta si apre con tre brani di The Dark Side of the Moon (Speak to Me, Breathe, Time, Breathe (Reprise)), quasi a certificare la continuità con il passato prima di lanciarsi nell’esecuzione integrale di On An Island, in sequenza, con Crosby e Nash che intrecciano le voci su On an Island, The Blue e più avanti su Shine On You Crazy Diamond. Robert Wyatt sale sul palco per una cosa sola, la cornetta in Then I Close My Eyes, e se ne va. Chiudono la serata Wish You Were Here, poi Find the Cost of Freedom cantata a due voci da Crosby e Nash, e infine l’ospite più atteso.
Bowie è a Londra per girare un cameo in Extras di Ricky Gervais quando chiede a Gilmour di poter salire sul palco. Vuole cantare Arnold Layne, il primo singolo dei Pink Floyd, quello che lo aveva folgorato da ragazzino (“avrò avuto sei o sette anni”, racconta in un filmato backstage con la sua ironia da south London, mentre Gilmour gli sta accanto raggiante). Canta anche la parte del “dottore” in Comfortably Numb. Gilmour lo ammette anni dopo senza troppi giri di parole: con Bowie non sono mai stati amici stretti, si sono incrociati poche volte, l’ultima dopo un concerto dei Floyd a Berlino nel 1977. “Era un tipo davvero simpatico e spiritoso, di due anni più giovane di me, mi trattava come se fossi suo nonno.” Nessuno, in quel momento, può sapere che saranno le ultime esibizioni di Bowie nel Regno Unito prima della sua scomparsa, dieci anni più tardi.
Le tre notti non sono identiche. Nell’ultima, quella del 31 maggio, a Comfortably Numb si aggiunge anche Nick Mason alla batteria (un dettaglio che rende quella terza serata leggermente diversa dalle prime due), e che il montaggio finale del film mescola insieme al resto. Dietro la macchina da presa c’è David Mallet, chiamato a dirigere le riprese di tutte e tre le serate; il montaggio richiederà più di un anno.
Il risultato, Remember That Night (il titolo è preso da un verso della canzone On an Island), arriva nei negozi il 17 settembre 2007 nel Regno Unito ed Europa, il giorno dopo negli Stati Uniti, con l’edizione Blu-ray a seguire in novembre. L’anteprima mondiale si tiene il 6 settembre all’Odeon di Leicester Square, trasmessa via satellite in diversi cinema europei; quella nordamericana il 15 settembre. La BBC manda in onda un’ora di concerto su BBC One l’8 settembre. Il cofanetto, oltre ai due dischi con il concerto integrale, include un pacchetto di contenuti extra tutt’altro che di contorno: le esibizioni bonus della Royal Albert Hall (tra cui Wot’s… Uh The Deal, Dominoes e una seconda Arnold Layne), le versioni degli stessi brani suonate al Mermaid Theatre di Londra, una Astronomy Domine registrata per la serie Live From Abbey Road, il filmato delle AOL Sessions di New York dell’aprile 2006, e alcuni cortometraggi con backstage girati sulla costa occidentale americana (alcuni dei quali, si dice, filmati dallo stesso Richard Wright).
Il disco vende bene ovunque (platino in Gran Bretagna, Canada, Francia, Nuova Zelanda; oro in Australia, Germania, Portogallo), ma il suo valore reale sta altrove. Quel tour, con quelle tre serate a farne il cuore pulsante, è ricordato da chi c’era come una seconda luna di miele fra Gilmour e Wright. “Non stavano insieme su un palco da moltissimo tempo”, racconta Andy Jackson, storico tecnico del suono dei Floyd. “Facendo un tour nei teatri, possono vedersi il bianco degli occhi. Cose come quella parte centrale di Echoes, dove si scambiano fraseggi, si guardano e ritrovano quella scintilla.” Il tour si chiuderà tre mesi dopo ai cantieri navali di Danzica, con un’orchestra sinfonica e Lech Wałęsa a versare vodka con scaglie d’oro; sarà, quello sì, l’ultimo concerto commerciale che Gilmour e Wright faranno insieme, prima che la morte del tastierista, nel settembre 2008, chiuda per sempre quel capitolo. Ma la Royal Albert Hall, con Bowie che canta Arnold Layne e Wright che ritrova il suo posto accanto a Gilmour dopo vent’anni ai margini, resta il punto più alto, e oggi, grazie a quel DVD, l’unico che si possa ancora rivivere per intero.