Works: le curiosità della raccolta USA

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La raccolta Works esce negli Stati Uniti il 18 giugno 1983, voluta dalla Capitol Records e distribuita in esclusiva sul mercato americano: tra le raccolte extra-europee della discografia dei Pink Floyd resta probabilmente la più conosciuta. La copertina porta la firma di Ron Larson, realizzata sotto la direzione artistica di Bill Burks, ed è costruita come omaggio dichiarato al poster del 1948 Nederland industrialiseert, opera dell’artista Wladimir Flem.
La tracklist attraversa stagioni diverse della band, dai singoli dell’epoca di Syd Barrett, Arnold Layne e See Emily Play, fino a The Dark Side Of The Moon con Brain Damage ed Eclipse, e questa varietà cronologica impone scelte precise in fase di mastering: per i brani della stagione psichedelica viene recuperato il mix duofonico, la tecnologia che la Capitol aveva messo a punto per le prime stampe americane per simulare un effetto stereo partendo da nastri mono, mentre i pezzi tratti da The Dark Side of the Moon derivano dai mixaggi pensati per le versioni quadrifoniche dell’album.
Altra curiosità è One of These Days che compare qui interpolata con Speak to Me, in una versione che esiste solo su questa raccolta. Il brano più raro, però, è Embryo, fino a quel momento disponibile soltanto in vinile su Picnic – A Breath of Fresh Air, il sampler Harvest del 1970. La sua presenza in Works sembra frutto di una decisione tardiva: le prime bozze di copertina riportano ancora Let There Be More Light al suo posto, poi sostituita da Embryo nella versione definitiva del disco.
Fuori dal mercato americano, fu pubblicata anche in Giappone con un titolo alternativo che tradotto in italiano possiamo definirlo con: Opere: L’eredità dei Pink Floyd.

La campagna nazionale “Nederland industrialiseert”

Dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale, il governo olandese (in particolare il Ministero degli Affari Economici) comprese che l’agricoltura e il commercio tradizionale non sarebbero bastati a far rinascere il paese. Venne così lanciato un piano sistematico di forte industrializzazione.
Per convincere l’opinione pubblica, i lavoratori e gli investitori della necessità di questa trasformazione economica, lo Stato commissionò una serie di materiali di propaganda e sensibilizzazione visiva, tra cui l’opera di Wladimir Flem.