di Roger Waters
Let There Be More Light Lyrics
Far, far, far away, way
People heard him say, say
I will find a way, way
There will come a day, day
Something will be done
Then at last, the mighty ship
Descending on a point of flame
Made contact with the human race
At Mildenhall
Now, now, now
Is the time, time, time
To be, be, be aware
Carter’s father saw it there
And knew the road revealed to him
The living soul of Hereward the Wake
Oh, my, something in my eye, eye
Something in the sky, sky
Waiting there for me
The outer lock rolled slowly back
The service men were heard to sigh
For there revealed in glowing robes
Was Lucy in the sky
Oh, oh, did you ever know, know
Never ever will they
I can’t say
Summoning his cosmic powers
And glowing slightly from his clothes
His psychic emanations flowed
Lontano, lontano, lontano, molto lontano, strada
La gente lo sente dire, dire
Troverò una via, via
Verrà un giorno, giorno
Qualcosa sarà fatto
Allora infine la potente nave discenderà s’un punto di fuoco
Si metterà in contatto con la razza umana a Mildenhall
Ora, ora ora è l’ora, l’ora, l’ora
di essere,essere,essere a conoscenza
Il padre di Carter l’ha visto lì
E sa che Rhull gli ha rivelato
l’anima vivente di Hereward lo Sveglio
Oh mio, qualcosa nel mio occhio, occhio, occhio
Qualcosa nel cielo, cielo,
Che mi aspetta lì
La chiusura esterna si rotolò all’indietro lentamente
Si sentì l’uomo di servizio singhiozzare
Perchè lì, rivelata da abiti luminosi, c’era Lucy in cielo
Oh,oh, hai mai
No, no, mai nemmeno loro
Non potrò dire
Convocando i suoi poteri cosmici
e illuminandosi leggermente, dalle sue punte
Le sue emanazioni psichiche fluirono
Let There Be More Light è una composizione di Roger Waters che apre A Saucerful of Secrets (1968), secondo album dei Pink Floyd. È il primo brano del gruppo a segnare con chiarezza il cambio di direzione seguito all’uscita di Syd Barrett: Waters prende in mano la scrittura e porta il gruppo verso un immaginario fantascientifico lontano dall’universo fiabesco e psichedelico del predecessore.
Le fonti del testo sono molteplici e dichiarate. Waters ha raccontato in un’intervista al magazine ZigZag nel 1973 di essere un lettore assiduo di fantascienza, genere che apprezzava per la capacità di esplorare idee attraverso ambientazioni distanti dal presente. Nel brano compaiono riferimenti alla serie Barsoom di Edgar Rice Burroughs — il cui protagonista John Carter, soldato della Guerra Civile americana, viene trasportato su Marte e si innamora di una principessa marziana — e al ciclo dei Rull di A. E. van Vogt, specie vermiforme dotata di poteri tecnologici straordinari. Waters cita anche Hereward the Wake, figura dell’Inghilterra dell’XI secolo, e allude ad Childhood’s End di Arthur C. Clarke (1953) e al film The Day the Earth Stood Still (1951) di Robert Wise, entrambi costruiti sul tema dell’extraterrestre evoluto e pacifista che interviene per salvare o illuminare la Terra. L’idea centrale del testo è che siano gli alieni a poter portare luce e conoscenza al mondo. Nick Mason ha indicato anche una fonte più prosaica: Pip Carter, uno dei personaggi eccentrici della cerchia di Cambridge che lavorava occasionalmente come roadie per il gruppo. Waters inserisce anche un riferimento umoristico a Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles, con i versi in cui una figura in abiti fluenti appare ai militari nei pressi di Mildenhall, nel Suffolk, sede di una base della Royal Air Force.
La prima sessione si tenne il 18 gennaio 1968, poche settimane dopo l’arrivo di David Gilmour e in un momento in cui Barrett probabilmente non registrava più con il gruppo. Il brano, allora privo di titolo, fu registrato in un unico take tra le 14:30 e le 19:30, seguito da sovraincisioni di voce e chitarra. Il 25 marzo fu aggiunta una seconda traccia ritmica separata, denominata Rhythm Track, che include chitarra ritmica di Gilmour, organo di Wright, basso di Waters e batteria di Mason, registrati su un’unica traccia del nastro. Questa traccia entra nella seconda sezione del brano a partire da 1:16, ben udibile nel canale sinistro della versione stereo, e viene dissolvenza in apertura per mascherare il punto di inserimento, con il crescendo del piatto di Mason a fare da copertura. Il 1° aprile furono aggiunte le voci definitive, incluse le armonie di Gilmour e Wright e il bisbiglio di Waters nel primo verso dell’ultima sezione. Le sessioni successive, svolte nella Room 53 dell’Abbey Road, furono dedicate ai mix.
Il brano si articola in tre sezioni distinte. La prima è costruita su un riff energico a circa 100 bpm in cui Waters al Rickenbacker 4001 — probabilmente collegato al Selmer Treble-n-Bass 100 — è affiancato immediatamente da Mason sul piatto ride e da Wright all’organo Hammond M-102 con un suono ricco e rotante. Da 0:11 si sente uno strumento a percussione, probabilmente dei bonghi, arretrato nel mix. La seconda sezione, introdotta da un’apertura di piatto a 1:11, rallenta a circa 78 bpm e presenta un riff con un leggero sapore orientale su cui Wright canta con la voce raddoppiata senza ADT, dividendo le strofe con Gilmour, che interviene con un timbro più aggressivo e in un registro più alto. A 1:27 nella versione stereo si sente Wright nel canale destro essere inserito per errore con anticipo e subito interrotto.
La terza sezione, esclusivamente strumentale, inizia a 3:25 ed è il primo assolo su disco di David Gilmour con i Pink Floyd, registrato sulla Fender Telecaster bianca collegata quasi certamente all’amplificatore Selmer Truvoice Treble-n-Bass 50 di Barrett, con il Binson Echorec e un riverbero molto presente. Il suono e l’approccio di Gilmour sono già riconoscibili: meno tecnicismo, più attenzione alla qualità del tono e all’espressione. Intorno a 4:00 rientra la Rhythm Track e Gilmour esegue un secondo assolo più energico. I due assoli si sovrappongono senza interferire. Il brano termina bruscamente a 5:33 con l’interruzione meccanica del nastro. Negli ultimi secondi, da 5:17, si sente quello che sembra un vibrafono, quasi certamente suonato da Wright.
All’uscita dell’album il New Musical Express indicò Let There Be More Light come il miglior brano del disco. Fu pubblicata come singolo negli Stati Uniti e in Giappone, senza entrare in classifica, con Remember a Day sul lato B.
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