Free Four

di Roger Waters

Free Four Lyrics

One, two, three, four
The memories of a man in his old age
Are the deeds of a man in his prime
You shuffle in gloom of the sickroom
And talk to yourself as you die
Life is a short, warm moment
And death is a long cold rest
You get your chance to try in the twinkling of an eye
Eighty years, with luck, or even less
So all aboard for the American tour
And maybe you’ll make it to the top
And mind how you go
And I can tell you ‘cause I know
You may find it hard to get off
And You are the angel of death
And I am the dead man’s son
he was buried like a mole in a fox hole
And everyone’s still on the run
And who is the master of fox hounds?
And who says the hunt has begun?
And who calls the tune in the courtroom?
And who beats the funeral drum?
The memories of a man in his old age
Are the deeds of a man in his prime
You shuffle in gloom of the sickroom
And talk to yourself till you die

Uno, due, tre, quattro
I ricordi di un uomo in vecchiaia
Sono le opere di un uomo giovane
Ti trascini nella penombra di un’infermeria
E parli a te stesso mentre muori
La vita è un breve, caldo momento
E la morte è un lungo, freddo rimanere
Hai la possibilità di provare in un batter di ciglia
Ottant’anni, con fortuna, o anche meno
Quindi, tutti a bordo per il tour americano
E forse scalerai la vetta
E curati di come vai
E te lo posso dire perchè lo so
Potresti trovare difficile scendere
E tu sei l’angelo della morte
E io sono il figlio del morto
Fu sepolto come una talpa nella tana di una volpe
E tutti quanti sono ancora in corsa
E chi è il maestro della caccia alla volpe?
E chi dice che la caccia è iniziata?
E chi comanda in tribunale?
E chi percuote il tamburo funebre?
I ricordi di un uomo in vecchiaia
Sono i semi di un uomo giovane
Ti trascini nella penombra di un’infermeria
E parli a te stesso finchè muori

Free Four è un brano di Roger Waters, pubblicato nel 1972 in Obscured by Clouds, seconda colonna sonora scritta dai Pink Floyd per un film di Barbet Schroeder, questa volta La Vallée. Il testo affronta temi ricorrenti nella scrittura di Waters: la vecchiaia, la morte, il ricordo. La voce narrante è quella di un anziano che rievoca il proprio passato con toni cupi — “you shuffle in the gloom of the sickroom and talk to yourself as you die”, “life is a short, warm moment, and death is a long, cold rest” — in un impianto lirico privo di qualsiasi consolazione. Dietro questa cornice si cela un riferimento autobiografico diretto: “I’m the dead man’s son, he was buried like a mole in a foxhole” allude al padre di Waters, ucciso nel 1944 durante l’operazione Shingle ad Anzio, tema che il bassista riprenderà più diffusamente in The Wall e The Final Cut.
Il terzo verso del brano esiste in due varianti: nel film La Vallée compare come un consiglio pratico rivolto al narratore, mentre nella versione dell’album Obscured by Clouds diventa un riferimento più esplicito alla condizione di musicista rock in tournée americana, con un finale quasi fatalistico sulla difficoltà di uscirne. Nel film la canzone accompagna la sequenza in cui il gruppo di viaggiatori, giunto ai piedi delle montagne, deve acquistare cavalli per proseguire la spedizione.
Il titolo gioca su un’ambiguità linguistica: quello che sembra un semplice conteggio d’apertura per stabilire il tempo — “one, two, free, four” — trasforma il “three” in “free”, aprendo la strada a una lettura come “four free ones”, i quattro liberi. Il riferimento potrebbe essere involontariamente profetico rispetto alla fama imminente che la band avrebbe raggiunto con The Dark Side of the Moon, e a quella condizione di alienazione reciproca tra Waters, Gilmour, Wright e Mason che sarebbe sfociata, anni dopo, nella trappola di The Wall.
Musicalmente il brano è una ballata acustica leggera e orecchiabile, in evidente contrasto con la cupezza del testo, costruita su due chitarre acustiche strimpellate — verosimilmente un Martin D-35, suonato sia da Waters sia da Gilmour, come testimoniano le foto di sessione — a cui si affianca il basso di Waters, leggermente arretrato nel missaggio. Waters canta la parte vocale principale raddoppiandola su una seconda traccia, con un timbro che ricorda quello di un commentatore radiofonico. Nick Mason suona una batteria semplice e pop, lontana dalle arabesche ritmiche di Ummagumma, rinforzata dai battimani dei compagni di band che creano un’atmosfera da festa di capodanno. Rick Wright interviene probabilmente al VCS3, con un timbro caratteristico su una nota di Sol udibile nell’introduzione. Gilmour firma gli assoli con la sua Black Strat, ancora una volta con distorsione Fuzz Face: fraseggio più duro del solito, uso del feedback e della leva del vibrato, in particolare al minuto 1:50. A 2:49 e 2:54 emergono brevi frammenti sonori che sembrano tracce mal cancellate o parti di assolo scartate, sopravvissute per errore nel missaggio finale; dietro ciascun assolo, inoltre, Gilmour suona una parte ritmica distorta.
Le registrazioni si sono svolte tra gli Strawberry Studios del Château d’Hérouville, in Val-d’Oise, dal 23 al 29 febbraio e dal 23 al 27 marzo 1972, e i Morgan Studios di Londra, dal 4 al 6 aprile 1972, con la produzione affidata direttamente ai Pink Floyd. “Free Four” ottenne una discreta programmazione radiofonica negli Stati Uniti e venne scelto come singolo unico estratto da Obscured by Clouds, con “Stay” come lato B negli USA, “The Gold It’s in The…” in Danimarca, Italia, Nuova Zelanda e Germania Ovest, e “Absolutely Curtains” come lato B in Giappone.
Nell’album di Roger Waters, The Dark Side Of The Moon Redux, vengono citate come incipit in Speak To Me le prime quattro strofe.

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