Oltre il muro del silenzio – Barrett e Wright nella classifica dei più ricchi defunti
Nel pantheon delle leggende del rock, poche storie sono complesse e stratificate come quella dei Pink Floyd. Eppure, anche i fan più devoti potrebbero essere colti di sorpresa dalla notizia che riscrive la classifica 2025 di Forbes delle celebrità defunte più pagate. A dominare le vette, superando icone come Elvis Presley e John Lennon, non sono le solite figure, ma due nostri compianti floydiani: Richard Wright e Syd Barrett.
La classifica annuale “Highest-Paid Dead Celebrities” di Forbes è molto più di un arido elenco di cifre; è un sismografo del valore culturale ed economico che un artista riesce a mantenere, e persino ad accrescere, oltre la propria esistenza. L’edizione del 2025 ribadisce un trend inattaccabile: i musicisti dominano questa esclusiva arena finanziaria. Su 13 posizioni, ben 10 sono occupate da icone della musica, che insieme hanno generato un impressionante totale di 541 milioni di dollari.
Per comprendere la portata straordinaria del risultato ottenuto da Richard Wright e Syd Barrett, basta osservare l’élite della classifica. Se il vertice resta dominato dall’incontrastato Michael Jackson, con i suoi 105 milioni di dollari, vero e proprio “paradigma per i guadagni postumi” secondo la stessa Forbes, l’ingresso dei due membri dei Pink Floyd direttamente sul podio testimonia la magnitudine eccezionale dell’accordo che ha reso possibile questo traguardo.
Il Re del Pop si conferma un’eccezione quasi irraggiungibile; eppure, l’impresa di Wright e Barrett è sbalorditiva. Con i loro 81 milioni di dollari di guadagni stimati ciascuno, i due musicisti si piazzano immediatamente dopo il Dr. Seuss (fermo a 85 milioni) e appena sopra The Notorious B.I.G. (che si attesta a 80 milioni). È proprio questa operazione finanziaria a meritare un’analisi più approfondita, poiché ha proiettato i nomi dei due ex membri della band in una posizione che ne sottolinea l’immensa e duratura rilevanza commerciale.
L’evento cruciale che ha catapultato i due co-fondatori della band ai vertici della classifica è la monumentale vendita del catalogo dei Pink Floyd. Si è trattato di un’operazione frutto di un processo durato anni, durante i quali la band ha sondato attentamente il mercato per i propri diritti.
Nell’industria musicale moderna, dove diritti editoriali (publishing rights) e registrazioni master sono diventati asset evergreen di prim’ordine, l’acquisizione del repertorio di una band di tale statura rappresenta una mossa strategica di portata storica. I contorni di questa transazione miliardaria sono stati definiti nell’autunno del 2024 quando la Sony ha concluso l’accordo per la cifra di 400 milioni di dollari.
I proventi di questa vendita sono stati divisi equamente tra i tre membri superstiti della band e le eredità dei compianti Wright e Barrett. Il significato di questa cifra è ancora più notevole se contestualizzato: secondo fonti interne citate da Forbes, la band aveva inizialmente cercato di ottenere fino a 600 milioni di dollari.
Il fatto che l’accordo si sia concluso a 400 milioni, pur in un mercato che si è “raffreddato” rispetto ai picchi pandemici, dimostra che i cataloghi legacy come quello dei Pink Floyd rappresentano una blue chip asset per l’industria. Il loro valore, infatti, trascende le mode del momento, posizionandosi come un porto sicuro per gli investitori.

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