Morto Nick Glennie-Smith, tastierista di Roger Waters dal 1986 al 1990

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Nick Glennie-Smith è morto il 16 agosto 2026 all’età di 74 anni, nella sua casa di Los Angeles, dopo un periodo di malattia. Nato a Londra il 3 ottobre 1951, il musicista aveva iniziato la carriera come tastierista nel gruppo prog-rock Wally a metà degli anni ’70, per poi affermarsi rapidamente come uno dei turnisti e programmatori di sintetizzatori più richiesti del Regno Unito, al fianco di nomi come Leo Sayer, Cliff Richard, Roger Daltrey e Paul McCartney. Ma è il suo legame con Roger Waters, coltivato tra il 1986 e il 1990, a renderlo una figura non marginale nella galassia post-Floyd.

Quando Waters lasciò la band a metà degli anni ’80, si trovò davanti a un problema tecnico non da poco: come riprodurre dal vivo la ricchezza timbrica delle tastiere che in origine erano appannaggio di Richard Wright. La risposta fu una struttura a doppio tastierista all’interno della Bleeding Heart Band affidata a Peter Wood, più legato al pianoforte e alle tastiere tradizionali, e a Glennie-Smith, specializzato in sintesi digitale e programmazione organistica. Il primo incontro tra i due avvenne sulla colonna sonora di When the Wind Blows (1986), il film d’animazione tratto dalla graphic novel di Raymond Briggs, per cui Waters compose l’intera seconda facciata dell’album: Glennie-Smith vi lavorò accanto a Matt Irving, Jay Stapley, Mel Collins, Clare Torry e Paul Carrack, con contributi particolarmente evidenti nel preludio strumentale “Towers of Faith” e nel brano di chiusura “Folded Flags”. L’anno seguente fu richiamato per alcune sovraincisioni alle tastiere su Radio K.A.O.S. (1987), il concept dedicato a Billy, il giovane gallese capace di captare le onde radio con la mente: il suo apporto si sente soprattutto in “The Powers That Be”, dove rafforza la pulsione funky-rock del pezzo.

Il punto più alto di questa collaborazione arrivò però il 21 luglio 1990, quando Glennie-Smith salì sul palco allestito a Potsdamer Platz per The Wall – Live in Berlin, la messa in scena monumentale con cui Waters celebrò la caduta del Muro davanti a centinaia di migliaia di spettatori e a un pubblico televisivo mondiale. Come tastierista e organista principale, condivise il reparto tastiere con Peter Wood, firmò l’assolo d’organo di “Another Brick in the Wall (Part 2)” e garantì la continuità delle trame sinfoniche originali in brani come “Hey You”, “Comfortably Numb” e “The Tide Is Turning”, interagendo sul palco con la East Berlin Radio Orchestra e con la Military Orchestra of the Soviet Army, un banco di prova che si sarebbe rivelato decisivo per la sua carriera successiva.

Le sue strade si incrociarono anche, indirettamente, con quelle di David Gilmour, sebbene mai all’interno dei Pink Floyd. Nel 1989 Glennie-Smith fondò con il produttore Vic Coppersmith-Heaven e il cantante Kenny Young i Gentlemen Without Weapons, collettivo dietro al singolo benefico “Spirit of the Forest” per la salvaguardia delle foreste pluviali: Glennie-Smith ne curò la produzione e l’arrangiamento, mentre Gilmour fu tra le voci coinvolte, insieme a Kate Bush, Joni Mitchell, Brian Wilson, Ringo Starr e Paul McCartney. Proprio McCartney fu un altro punto di contatto: Glennie-Smith suonò le tastiere in Press to Play (1986) e prese parte, insieme a Tim Renwick e Charlie Morgan, alle sessioni del 1987 con Phil Ramone da cui nacque “Back On My Feet” (B-side di “Once Upon a Long Ago”, poi ripescata nelle riedizioni di Flowers in the Dirt), lo stesso album per cui, nello stesso periodo, Gilmour incideva la chitarra solista di “We Got Married”.

L’esperienza accumulata al fianco di Waters, tra sintesi digitale, gestione di partiture complesse e cori sinfonici a Berlino, si rivelò il terreno ideale per il salto successivo: nei primi anni ’90 Glennie-Smith entrò nei Media Ventures di Hans Zimmer, diventandone per decenni compositore, direttore d’orchestra e braccio destro. A quella collaborazione si devono colonne sonore come The Rock (1996), The Man in the Iron Mask (1998), We Were Soldiers (2002) e Secretariat (2010), oltre alla direzione orchestrale per grandi serie cinematografiche come Pirates of the Caribbean e Transformers. Glennie-Smith lascia la moglie Jan, sposata da oltre trent’anni, e quattro figli, tra cui Seth, anch’egli montatore musicale e compositore.

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