Quando nel 1977 i Pink Floyd pubblicarono Animals, l’intenzione era quella di sferrare un attacco frontale, brutale e privo di sconti alla società britannica dell’epoca, allora schiacciata tra la crisi economica e i primi vagiti della rabbia punk. Roger Waters rispose all’accusa di essere un “dinosauro” confezionando il disco più politico, cupo e viscerale della band, destrutturando le classi sociali attraverso la lente orwelliana di cani, maiali e pecore. Questa narrazione spietata, tuttavia, non si esaurì tra i solchi del vinile o nelle mastodontiche scenografie industriali della Battersea Power Station. Il concept trovò infatti un’estensione editoriale e artistica straordinaria all’interno del canzoniere ufficiale dell’album, un oggetto che per qualunque altra band sarebbe stato un semplice manuale tecnico di accordi e spartiti, ma che nelle mani dei Floyd e dello studio Hipgnosis divenne un tassello fondamentale dell’opera.
Sfogliare quel libretto significa immergersi in un labirinto di cinismo e umorismo nero tipicamente britannico. L’inserimento di un idioma, di un motto o di un gioco di parole zoologico su ogni singola pagina non è affatto un riempitivo grafico casuale, bensì un espediente per mantenere il musicista costantemente immerso nell’universo concettuale del disco. Gran parte di queste espressioni attinge alla ricchissima tradizione dei modi di dire inglesi, usati per capovolgere il senso comune e caricarlo di un’ironia raggelante. Il contrasto è evidente quando si incontra l’esclamazione sull’impossibilità dei maiali volanti proprio mentre il maiale gonfiabile Algie dominava i cieli di Londra. C’è spazio per la ferocia politica dell’epoca, con insulti figli della controcultura del periodo, ma anche per freddi costrutti linguistici che descrivono l’arrampicata sociale dei cani o il torpore sottomesso delle pecore. Il canzoniere si configura così come un vero e proprio dizionario antropologico che si conclude, inevitabilmente, con la firma morale di George Orwell, a dimostrazione di come per la band persino l’editoria musicale dovesse trasformarsi in un atto di dissidenza artistica.
Pagina 2. “PIG TAILS” — Codini di maiale / Treccine — Un gioco visivo che unisce l’estremità dell’animale a una tipica acconciatura, introducendo subito l’immaginario dei Pigs.
Pagina 3. “PIGGY IN THE MIDDLE” — Maialino nel mezzo — Gioco infantile britannico (il nostro “torello”) e metafora usata per descrivere chi si trova intrappolato tra due fazioni senza avere alcuna voce in capitolo, specchio dell’impotenza dell’uomo comune.
Pagina 4. “DOGGY BAG” — Sacchetto per gli avanzi — Il classico contenitore per i resti del cibo al ristorante, che qui evoca le briciole e gli scarti di cui si accontentano i Dogs o la classe subalterna.
Pagina 5. “PIGGY BANK” — Salvadanaio — Il porcellino salvadanaio per eccellenza, simbolo immediato del denaro, dell’accumulo capitalista e dell’avarizia dei Pigs.
Pagina 6. “IF PIGS COULD FLY” — Se i maiali potessero volare — Modo di dire equivalente a “quando gli asini voleranno”. L’ironia è totale, dato che il maiale dei Pink Floyd volava letteralmente sopra Battersea.
Pagina 7. “PUPPY FAT” — Grasso infantile — La ciccia tipica dei bambini che scompare con la crescita; nel contesto, suggerisce la genesi biologica e l’infanzia dei futuri Dogs.
Pagina 8. “LIKE A LAMB TO THE SLAUGHTER” — Come un agnello al macello — Metafora biblica e popolare che descrive perfettamente il destino sottomesso e tragico della massa delle Sheep.
Pagina 9. “TAIL WAGGING THE DOG” — La coda che scodinzola al cane — Espressione d’oltremanica per indicare una situazione paradossale in cui una minoranza insignificante controlla o decide per l’intera organizzazione.
Pagina 10. “TOUGH AS MUTTON” — Duro come il montone — Riferimento a una carne vecchia e coriacea, usato per descrivere metaforicamente una persona ostinata, anziana e indurita dalla vita.
Pagina 11. “SAVE YOUR BACON” — Salvare la pelle — Letteralmente “salvare il proprio bacon”. Indica l’istinto primordiale di sopravvivenza ed egoismo tipico del sistema sociale criticato nel disco.
Pagina 12. “DOGGONE” — Maledetto / Accidenti — Una comune esclamazione dello slang americano che contiene la parola “cane”, usata per esprimere frustrazione.
Pagina 13. “HAMMING IT UP” — Strapazzare la recitazione / Fare il gigione — Deriva da ham (prosciutto) e indica il recitare in modo esagerato e teatrale, tipico della retorica falsa dei politici e dei Pigs.
Pagina 14. “LET HIM OFF THE LEASH” — Sciogliergli il guinzaglio — Dare totale libertà d’azione a qualcuno, in questo caso a un “cane” spietato pronto all’attacco aziendale o sociale.
Pagina 15. “ON THE LAM” — In fuga (dalla polizia) — Espressione gergale americana; la parola lam gioca per assonanza con lamb (agnello), evocando la fuga della preda dal predatore.
Pagina 16. “MEEK AS A LAMB” — Mansueto come un agnello — L’incarnazione assoluta del carattere debole, incapace di reagire e rassegnato che Waters attribuisce alle Sheep.
Pagina 17. “BARKING UP THE WRONG TREE” — Abbaiare all’albero sbagliato — Seguire una pista falsa o prendersela con la persona sbagliata, errore tipico dei Dogs accecati dalla rabbia.
Pagina 18. “DOG IN A MANGER” — Il cane nella mangiatoia — Deriva da una favola di Esopo ed indica chi non gode di un bene ma impedisce cinicamente agli altri di goderne.
Pagina 19. “MUTTON DRESSED AS A LAMB” — Montone vestito da agnello — Modo di dire britannico per ridicolizzare una persona anziana che si atteggia o si veste da giovane; un attacco all’ipocrisia delle apparenze.
Pagina 20. “THEY FOLLOW LIKE SHEEP” — Seguono come pecore — La definizione più pura e diretta del conformismo di massa descritto nella terza traccia dell’album.
Pagina 21. “TOP DOG” — Il capo supremo — Il cane dominante che siede al vertice della piramide sociale o della gerarchia aziendale dopo aver cannibalizzato i rivali.
Pagina 22. “MALE CHAUVINIST PIG” — Porco sciovinista maschio — Slang politico e femminista estremamente diffuso negli anni ’70 per identificare l’uomo reazionario e patriarcale.
Pagina 23. “DOGFISH” — Pescecane / Scorfano — Unione terminologica tra mondo marino e canino, che richiama l’idea di un predatore viscido.
Pagina 24. “DIDN’T HAVE A DOGS CHANCE” — Non avere una chance da cani — Non avere la minima e remota possibilità di successo o di salvezza all’interno del sistema capitalista.
Pagina 25. “COUNTING SHEEP” — Contare le pecore — L’atto tradizionale per prendere sonno, qui usato come metafora del torpore mentale e dell’ipnosi collettiva in cui versano le Sheep.
Pagina 26. “HIS BARK IS WORSE THAN HIS BITE” — Can che abbaia non morde — Espressione che minimizza la reale pericolosità di un aggressore, ridotto a pura facciata verbale.
Pagina 27. “DON’T POOL THE WOOL OVER MY EYES.” — Non tirarmi la lana sugli occhi — Storpiatura intenzionale del verbo pull in pool. Significa “non ingannarmi”, e la presenza della lana (wool) è un chiaro aggancio al tema delle pecore.
Pagina 28. “HOUND TO DEATH” — Perseguitare fino alla morte — Dare la caccia a qualcuno in modo spietato e ossessivo, proprio come farebbe una muta di segugi (hounds).
Pagina 29. “A WOLF IN SHEEPS CLOTHING” — Un lupo travestito da pecora — Il predatore sociale o il politico corrotto che si maschera da uomo comune e innocente per manipolare la massa.
Pagina 30. “DOG EATS DOG” — Cane mangia cane — La quintessenza dell’album: una competizione feroce, spietata e priva di morale in cui sopravvive solo chi distrugge il prossimo.
Pagina 31. “SICK AS A DOG” — Malato come un cane — Modo di dire comune per descrivere una condizione di profonda sofferenza fisica o di totale nausea esistenziale.
Pagina 32. “PORK PIE HAT” — Cappello a tortino di maiale — Celebre modello di cappello legato alla cultura jazz e mod, inserito per la presenza ironica della carne di maiale (pork) nel nome.
Pagina 33. “MIGHT AS WELL BE HUNG FOR A SHEEP AS A LAMB” — Tanto vale essere impiccati per una pecora che per un agnello — Antico proverbio inglese: se la punizione è la stessa, tanto vale commettere il reato più grande. Evoca la rivolta estrema delle pecore.
Pagina 34. “SONOFA BITCH” — Figlio di puttana — Letteralmente “figlio di una cagna” (bitch), l’insulto canino per antonomasia che unisce volgarità e concetto zoologico.
Pagina 35. “BATTERSEA DOG’S HOME” — Il canile di Battersea — Storico e reale rifugio londinese per animali abbandonati; un gioco di sponda geografico micidiale con la centrale elettrica della copertina.
Pagina 36. “HOGGING THE ACTION” — Monopolizzare l’azione / Arraffare tutto — Deriva da hog (maiale castrato) e descrive l’atteggiamento ingordo di chi vuole tutto per sé escludendo gli altri.
Pagina 37. “DOGGER BANK” — Dogger Bank — Una gigantesca secca situata nel Mare del Nord, inserita esclusivamente come gioco di parole geografico per via del prefisso Dog.
Pagina 38. “FASCIST PIG” — Porco fascista — L’insulto politico più pesante e frequente nei movimenti di protesta degli anni ’70, mirato ai Pigs autoritari.
Pagina 39. “DOG COLLAR” — Collare da cane / Colletto ecclesiastico — Nel gergo britannico indica sia il collare dell’animale sia l’abito dei preti, unendo i concetti di sottomissione e finta moralità religiosa.
Pagina 40. “IN THE DOG HOUSE” — In disgrazia — Letteralmente “nella cuccia del cane”. Significa essere nei guai neri con qualcuno o subire una punizione umiliante.
Pagina 41. “THE DOG STAR” — La Stella del Cane — Nome astronomico popolare di Sirio, la stella più brillante della costellazione del Cane Maggiore, piegato al concept zoologico.
Pagina 42. “HOG WASH” — Sciocchezze / Fesserie — Letteralmente l’acqua sporca usata per lavare i maiali o il loro pastone. Rappresenta le menzogne e la propaganda somministrata dai Pigs.
Pagina 43. “SHEEPISH” — Timido / Vergognoso — Aggettivo che descrive un atteggiamento sottomesso, impacciato e privo di spina dorsale, tipico della massa-pecora.
Pagina 44. “GONE TO THE DOGS” — Andato in rovina / Mandato in malora — Espressione che descrive il declino morale ed economico della Gran Bretagna degli anni ’70.
Pagina 45. “THE DOG WATCH” — Il turno di guardia del cane — Termine marinaro che indica i turni di guardia notturni più brevi ma estremamente faticosi e logoranti.
Pagina 46. “LET SLEEPING DOGS LIE” — Non svegliare il can che dorme — Evitare di sollevare problemi o provocare tensioni in una situazione apparentemente tranquilla.
Pagina 47. “PIGMY TRIBE” — Tribù pigmea — Gioco linguistico antropologico basato sulla presenza della radice Pig all’interno del nome etnico.
Pagina 48. “DYED IN THE WOOL” — Tinto nella lana — Persona irriducibile, incallita e ancorata ai propri pregiudizi (la lana viene tinta prima di essere filata, rendendo il colore indelebile).
Pagina 49. “MAN BITES DOG” — Uomo morde cane — Il classico aforisma del giornalismo anglosassone per indicare una notizia eccezionale e sensazionale, l’esatto opposto della normalità.
Pagina 50. “TO DOG SOMEONES FOOTSTEPS” — Inseguire qualcuno alle calcagna — Pedinare e braccare qualcuno in modo ossessivo e spietato, imitando il comportamento dei segugi da caccia.
Pagina 51. “DOGPADDLE” — Nuotare a cagnolino — Lo stile di nuoto più elementare e istintivo, privo di tecnica.
Pagina 52. “ISLE OF DOGS” — L’Isola dei Cani — Celebre quartiere ed ex zona portuale dell’East End di Londra, specchio perfetto dell’immaginario urbano e industriale dell’album.
Pagina 53. “RAINING CATS AND DOGS” — Piove a catinelle — Il modo di dire meteorologico più famoso della lingua inglese, inserito per la componente canina.
Pagina 54. “DOG SPELLS GOD BACKWARDS” — Dog si scrive come God al contrario — Un paradosso palindromo e linguistico amatissimo da Roger Waters, che gioca sul contrasto profano tra il cane e Dio.
Pagina 55. “RADIO HAM” — Radioamatore — Termine tecnico inglese che contiene la parola Ham (prosciutto), ironica infiltrazione dei Pigs nel mondo delle telecomunicazioni.
Pagina 56. “GOVERNMENT WATCHDOG” — Cane da guardia del governo — Organizzazione o ente statale istituito per controllare e vigilare sui cittadini; l’unione perfetta tra il potere dei Pigs e il controllo dei Dogs.
Pagina 57. “A DOGS LIFE” — Una vita da cani — Un’esistenza misera, fatta di stenti, sfruttamento e sottomissione alle regole del padrone.
Pagina 58. “HOUNDSTOOTH CHECK” — Motivo a dente di cane — Il nome inglese del tessuto geometrico Pied-de-poule, che evoca l’estetica dei denti del segugio (hound).
Pagina 59. “EVERY DOG HAS HIS DAY” — Per ogni cane arriva il suo giorno — Prima o poi tutti, anche i più miseri o spietati, hanno il loro temporaneo momento di gloria e trionfo.
Pagina 60. “GENERAL DOGS BODY” — Il factotum / L’ultimo arrivato — Persona a cui vengono affidati i lavori più umili, faticosi e ingrati all’interno di un’azienda.
Pagina 61. “HAIR OF THE DOG” — Il pelo del cane (che ti ha morso) — Antico rimedio tradizionale britannico che consiste nel bere alcolici al mattino per curare i postumi della sbornia della sera prima.
Pagina 62. “NEVER LOOK A GIFT DOG IN THE MOUTH” — A caval donato non si guarda in bocca — Il celebre proverbio modificato sostituendo il cavallo con il cane (gift dog), accentuando lo straniamento.
Pagina 63. “WITH HIS TAIL BETWEEN HIS LEGS” — Con la coda tra le gambe — L’immagine della sconfitta, della sottomissione e dell’umiliazione profonda, il destino che spetta ai Dogs quando invecchiano.
Pagina 64. “GIVE A DOG A BONE” — Dai un osso al cane — Accontentare qualcuno con una miseria o una concessione minima per metterlo a tacere ed evitare che protesti.
Pagina 65. “DOG EARED” — Con le orecchie da cane — Espressione usata per i libri le cui pagine hanno gli angoli piegati a triangolo; un meta-riferimento ironico inserito proprio dentro un libro.
Pagina 66. “GIVE A DOG A BAD NAME” — Dai a un cane un cattivo nome (e si tirerà addosso la colpa) — Proverbio sul pregiudizio: una volta che la società ti ha etichettato negativamente, verrai sempre incolpato di tutto.
Pagina 67. “PUPPY LOVE” — Amore giovanile / Cotta adolescenziale — Un sentimento ingenuo e pulito che stride violentemente con il cinismo spietato e l’atmosfera industrial dell’album.
Pagina 68. “DOG TIRED” — Stanco morto / Stanco come un cane — Lo stato di totale esaurimento fisico e mentale derivante dai ritmi della vita moderna.
Pagina 69. “PIG IN A POKE” — Comprare a scatola chiusa — Letteralmente “un maiale nel sacco”. Indica l’acquisto di qualcosa senza averlo prima visionato, cadendo spesso in una truffa commerciale.
Pagina 70. “PIG HEADED” — Testardo / Caparbio — Persona ostinata fino all’irrazionalità, connotata negativamente attraverso la testa del maiale.
Pagina 71. “YOU CAN’T TEACH AN OLD DOG NEW TRICKS” — Non si insegnano nuovi trucchi a un cane vecchio — L’impossibilità di modificare le abitudini radicate e la natura profonda degli individui quando ormai sono avanti con gli anni.
Pagina 72. “HOT DOG” — Hot dog — Il famosissimo panino con la salsiccia, il cui nome letterale (“cane caldo”) si sposa perfettamente con il campionario zoologico.
Pagina 73. “A SHEEP DOG” — Un cane da pastore — L’anello di congiunzione cruciale del concept: il cane che coopera con il padrone (i Pigs) per sottomettere e guidare la massa (le Sheep).
Pagina 74. “ROAD HOG” — Pirata della strada — Automobilista scorretto ed egoista che occupa l’intera carreggiata comportandosi, appunto, da maiale (hog).
Pagina 75. “PIG IRON” — Ghisa grezza — Termine della metallurgia pesante che evoca immediatamente le fabbriche, l’acciaio e l’estetica industriale della copertina di Animals.
Pagina 76. “A DOG IS A MANS BEST FRIEND” — Il cane è il migliore amico dell’uomo — Il cliché consolatorio della cultura popolare, totalmente ribaltato e smascherato dalla ferocia del brano Dogs.
Pagina 77. “MAKIN’ SHEEPS EYES” — Fare gli occhi di triglia / Sguardi languidi — Guardare qualcuno con languidezza amorosa ma anche con una sottomissione sciocca e rassegnata da pecora.
Pagina 78. “YOU CAN’T MAKE A SILK PURSE OUT OF A SOW’S EAR” — Non si può fare una borsa di seta dall’orecchio di una scrofa — Proverbio inglese: è impossibile creare qualcosa di raffinato e di valore partendo da una materia prima rozza e volgare.
Pagina 79. “PIG IGNORANT” — Ignorante come una capra (qui maiale) — Modo di dire britannico estremamente offensivo per descrivere una persona rozza, incivile e totalmente priva di educazione.
Pagina 80. “GOING THE WHOLE HOG” — Andare fino in fondo / Fare le cose in grande — Spingersi al limite massimo in un’azione, impegnandosi totalmente senza risparmiarsi.
Pagina 81. “SAUSAGE ROLL” — Rollé di salsiccia — Tipico cibo spazzatura della tradizione culinaria ed economica inglese, l’esito finale della carne dei Pigs.
Pagina 82. “MAKING A PIG OF YOURSELF” — Abbuffarsi / Comportarsi da ingordo — Agire spinti dall’avidità materiale e alimentare, tratto distintivo della classe dominante descritta nel disco.
Pagina 83. “CASTING PEARLS BEFORE SWINE” — Gettare perle ai porci — Celebre citazione biblica che indica il dare cose di immenso valore a persone che non hanno l’elevazione intellettuale o morale per comprenderle.
Pagina 84. “HAM FISTED” — Maldestro / Pasticcione — Letteralmente “con le mani di prosciutto” (ham). Descrive un’azione priva di delicatezza, grossolana e violenta.
Pagina 85. “BLACK SHEEP OF THE FAMILY” — La pecora nera della famiglia — L’emarginato, il ribelle, l’elemento disfunzionale che si distacca dal gregge e rifiuta di seguire le regole del gruppo.
Pagina 86. “DOG ENDS” — Mozconi di sigaretta — Nel gergo britannico indica i resti inutili, sporchi e ormai privi di valore di una sigaretta fumata.
Pagina 87. “ALL ANIMALS ARE EQUAL – BUT SOME ARE MORE EQUAL THAN OTHERS.” — Tutti gli animali sono uguali – ma alcuni sono più uguali degli altri — La massima definitiva tratta dall’ultimo capitolo de La fattoria degli animali di George Orwell. Il sigillo politico e letterario che chiude il libro e sintetizza l’intero corso concettuale dell’opera.