Il primo momento in cui la nostra coscienza viene stimolata, diciamo pure accesa, è intorno alla diciottesima settimana di gravidanza, quando, come per magia, iniziamo ad ascoltare il battito cardiaco di nostra madre (dite la verità avete pensato a Speak To Me!). E’ il suono che accende il cervello la prima volta nella nostra evoluzione, ed il suono ci accompagnerà per tutta la vita ed in tutte le emozioni. La musica diventa il tema, anche inconsciamente, principale del nostro cervello. La musica, sia a livello individuale che collettivo, ci altera le emozioni, ci aiuta nelle prestazioni, ci rilassa, ci fa dormire. La musica attiva varie regioni del nostro cervello e integra molti circuiti all’interno di esso, ciò significa quindi che la musica può avere un impatto davvero ricco e profondo sulla nostra mente e anche sul nostro umore.
“Il progetto Brainstorms era principalmente un’idea per celebrare il contributo di mio padre all’album The Dark Side Of The Moon nell’anno dell’anniversario. In realtà è stata una conversazione che ho avuto con Richard Warp, della Pollen Music Group, sul tipo di tecnologia con cui stavano lavorando nella musica e attraverso quelle conversazioni, abbiamo iniziato a immaginare vari modi in cui avremmo potuto collegare la musica alle immagini in questo modo”. Così ha dichiarato Gala Wright sulla genesi di questo progetto che ha avuto la sua prima fase ad ottobre del 2023 quando 125 persone (tra cui Guy Pratt, Nitin Sawhney, Imogen Heap e William Orbit) sono stati sottoposti ad un ascolto immersivo, presso lo studio Dolby Labs Soho di Londra, del brano The Great Gig In The Sky.
Ogni persona ha compilato un piccolo questionario dove ha dovuto indicare l’età, la familiarità con la canzone e il livello di competenza musicale per poter ascoltare in dolby atmos la canzone indossando la cuffia Epoc X che ha raccolto i dati cerebrali dell’ascoltatore: l’eccitazione, l’interesse, il rilassamento e lo stress. Queste quattro metriche sono state poi analizzate per determinare la mappatura sui parametri della visualizzazione da creare, infatti inizialmente il progetto Brainstorms era stato concepito per visualizzare in un’unica esperienza i dati cerebrali aggregati della raccolta eseguita ad Ottobre 2023 e l’unico luogo consono a Londra per poter realizzare questa esperienza è la galleria Frameless, una galleria che ha ideato un posto innovativo, interattivo e immersivo tra musica e arte veramente all’avanguardia.
Ed è proprio con gli esperti di Frameless che Gala Wright ha suggerito di estendere il tema “Great Gigs In The Sky” per incorporare ulteriori esperienze. Così sono nate quattro gallerie immersive, nonché un evento di acquisizione di dati cerebrali dal vivo che mostrerebbe il processo di raccolta e visualizzazione dei dati cerebrali in risposta alla musica in un modo diretto e intuitivo per gli ospiti, anche se quest’ultimo riservato solo agli ingressi VIP.
Per una coincidenza partivo proprio per Londra il 7 Giugno, data della première dell’evento alla Frameless, e non potevo perdere di certo l’occasione di partecipare. Ho subito avvisato i miei amici che mi ospitavano a Londra che hanno aderito alla mia richiesta molto volentieri data la loro esperienza già avuta alla Frameless per altri eventi molto interessanti e avvolgenti. Arrivati intorno alle 19.40 siamo entrati dentro la galleria accolti gentilmente dal personale Frameless e dopo una breve scalinata siamo arrivati in un atrio dove a destra c’erano le quattro gallerie tematiche e a sinistra il bar e la sala Live Brain Data Recording dove venivano raccolti i dati cerebrali. La cosa allucinante è che la prima persona che mi sono trovato davanti è stata David Gilmour. Sì, ad una distanza inferiore al metro, ci siamo scambiati un sorriso ed io sono rimasto completamente imbambolato dal suo sguardo magnetico. Il tempo di fare una battuta sull’incontro con i miei amici e mi passa accanto Polly Samson. I coniugi si danno la mano e si avviano verso l’uscita. Sono rimasto credo un paio di minuti in una sorta di ipnosi fermo come un palo in mezzo a questo atrio. Arrivato al momento di entrare nella prima galleria mi accorgo che a pochi metri da me c’è Gala Wright con Guy Pratt. Insomma una partenza con il botto che mi ha scatenato molte emozioni interiori. Finita questa premessa le descrizioni seguenti delle quattro gallerie sono in ordine random dato che sono quattro viaggi sensoriali diversi e non collegati.
Murmur
Per la galleria Murmur sono stati raccolti i dati dell’attività cerebrale di Imogen Heap e di sua figlia mentre ascoltano la canzone Cumulus (2009), proprio della cantautrice britannica. Sono rappresentati due stormi di uccelli che si intrecciano in una danza intricata, a volte abbracciandosi nei loro movimenti, altre volte giocando a nascondino nel cielo, risuonando sempre in un mormorio al ritmo della musica. Il tutto rappresentato in tutte le quattro pareti della galleria, sgombra e avvolta dal suono. Durante il brano, arrangiato per l’occasione da Richard Warp della Pollen Music Group, il sole tramonta e gli stormi cercano un posto dove sistemarsi per la notte.
Sol
La galleria Sol è la più piccola delle quattro e all’interno di essa ci sono situate delle pareti di tela trasparente dove vengono proiettate le immagini derivate dalla connessione tra i motori primordiali della creazione: il sole e la mente umana. Proprio come il sole illumina e si armonizza con i pianeti intorno a lui, noi cerchiamo di illuminare la nostra esperienza e quella di coloro che si trovano intorno a noi attraverso il potere del pensiero creativo. Qui i dati sono stati raccolti direttamente sul team creativo del Brainstorms durante l’ascolto di Sol, canzone scritta da da JJ Wiesler, Richard Warp e Scott Stafford, interpretata dalle vocalist Samantha Grant e Megan Slankard. Queste due forze, il sole e la mente umana, convergono e si riflettono l’una sull’altra con riverenza e stupore in momenti epici come durante un’eclisse e l’energia elettrica grezza, proveniente dal cervello, alimenta l’attività solare durante i brillamenti e le esplosioni.
Cloud
Nella galleria Cloud la cosa si fa ancora più interessante. Il soffitto, le quattro colonne e parte del pavimento sono rivestiti da specchi e il tema delle nuvole viene rappresentato dai dati raccolti in streaming nell’adiacente galleria Live Brain Data Recording, quasi in tempo reale, mentre tre ospiti ascoltano tutto l’album The Dark Side Of The Moon in versione dolby atmos. Se siamo abituati, talvolta, ad ascoltare la musica ad occhi chiusi, in questa galleria è letteralmente impossibile. Forse per spiegare l’aggettivo avvolgente bisognerebbe assistere a questa esperienza. Quando gli ospiti del Brainstorms trovano maggiore interesse nell’ascolto le nuvole si gonfiano all’interno della galleria Cloud, mentre quando all’interno delle nuvole ci sono dei bagliori è il momento dell’eccitazione da parte degli ascoltatori. Il rilassamento della mente delle tre “cavie” invece viene rappresentato con un diradamento delle nuvole nella galleria. Stare nello spazio, ascoltare le canzoni e osservare il paesaggio nuvoloso che reagisce al cervello testimonia l’impronta distintiva che la musica lascia in ognuno di noi.
Aurora
L’ultima galleria, ma non sicuramente per bellezza, è Aurora, la più grande delle quattro ed ha solo tre panche al centro della stanza. Qui vengono rappresentati i dati cerebrali raccolti ad Ottobre, con il solo ascolto della canzone The Great Gig In The Sky, in una aurora boreale. Secondo Gala Wright la scelta di questo brano si sposa perfettamente: “non ci sono testi, che potrebbero incoraggiare risposte specifiche, ed è un brano emotivo: molte persone proveranno quelli che comunemente chiamiamo ‘brividi’, dando una risposta fisiologica” inoltre ha aggiunto in una dichiarazione che “mio padre ne sarebbe stato assolutamente affascinato: era molto interessato al potere della musica e al suo collegamento con le immagini”. Nella stanza viene riprodotto un mix creato appositamente per l’evento tratto dalle sessioni multitraccia originali del 1973 con una musica aggiuntiva di JJ Wiesler.
Credo che sia oggettivamente indescrivibile la bellezza di questa esperienza. E’ totalmente impressionante la sensazione che si ha in circa 15 minuti durante tutta la durata del mix creato. Echi lontani e sussurri che arrivano da ogni parte della galleria alimentano il bagliore della luna, ma il momento topico è l’esplosione dell’aurora boreale con gli accordi di Richard Wright al piano e il canto di Clare Torry. Al termine della canzone il cielo diventa tutto stellato e si può percepire nell’aria l’odore di dopamina rilasciato dai presenti nella galleria.
Esperienza totale.