Giugno 13, 2024
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Siamo alla fine di questo 2023 ed oltre a tirare le somme di questo intenso anno floydiamo, gettiamo lo sguardo a quello che sarà il 2024, che molto probabilmente si annuncia ancora bello zeppo di musica nuova, vecchia e riarrangiata. Ci lasciamo alle spalle un anno che ha rivisto in tour Roger Waters culminando con la versione live di The Dark Side Of The Moon Redux a Londra, Nick Mason con alcune date in Italia toccando la suggestiva tappa a Pompei e una nuova saga della lite tra Gilmour e Waters, con in prima linea la Samson, di fatto la cosa più triste e infantile degli ultimi 40 anni floydiani.

Nick Mason

Partiamo dalle certezze ufficiali. Nick Mason ha annunciato proprio oggi 5 date in estate in Italia, da domani mattina in vendita i biglietti a questo link. Era nell’aria da ieri quando la Repubblica aveva dato la notizia di una data a Caserta e comunque si era capito qualcosa dalle ultime dichiarazioni rilasciate da Lee Harris che i Saucerful avrebbero continuato i concerti anche il prossimo anno e c’è anche da ipotizzare che ci sia un cambio nella scaletta. Nel poster pubblicato da D’Alessandro e Galli è scomparsa la scritta “The Echoes Tour” il che non dovrebbe far escludere la suite, ma che ci sia altro materiale diverso dalla prima ondata di Nick e compagni, per capirci quella del Live At Roundhouse. Proprio queste date potrebbero fare da rodaggio per una nuova scaletta ed un futuro album live. Inoltre c’è da ricordare anche il consueto appuntamento al Middlewick House Open Garden nei giorni 8 e 9 di Giugno.

Il poster digitale pubblicato sui canali social di D’Alessandro e Galli

Roger Waters

Dal lato Waters non abbiamo certezze definitive, anche se La Repubblica oggi ha dato la notizia di una sua data a Napoli in estate. La cosa non è scontata, ma la possibilità di rivedere in tour Roger Waters è molto probabile. Ormai dal tour di The Wall, Waters, fa la prima parte in versione indoor e la seconda in outdoor e, come con l’Us+Them Tour, non possiamo dire che la formula non sia redditizia. La piccola, ma intensa, sezione in Sud America ha fatto già vedere che lo show This Is Not A Drill è applicabile anche negli stadi, ovviamente tornando ad un palco “normale” e, con un cambio di abbigliamento, Roger ha risolto anche l’enorme sciocchezza sulla divisa di Pink. Staremo a vedere anche se il 2024 sarà l’anno dell’uscita della sua autobiografia, della quale ha anticipato tre parti in uno dei sui show al Palladium di Londra in occasione della versione live del Redux. Quasi come certezza possiamo affermare che uscirà il nuovo album “The Bar” e sempre parlando di ipotesi chissà se Waters non voglia replicare nei teatri il Redux, magari aggiungendo come prima parte tutto il nuovo album. Potrebbe essere un’addio piacevole e allo stesso tempo innovativo per come siamo abituati a vedere Roger, non più con il mitra, ma in giacca fucsia.

David Gilmour

Dopo la sezione ritmica, è arrivato il turno della parte chitarristica floydiana. Di David Gilmour sappiamo con certezza che il nuovo album è ormai vicino quanto meno all’annuncio della data di uscita. Il tutto viene documentato da Polly Samson tramite i suoi canali social, pubblicando foto ormai da parecchi mesi di David alla chitarra, al mixer, e ultimamente anche dei suoi nuovi collaboratori. Qui le certezze sono poche, ma quantomeno deducibili da vecchie dichiarazione. Come sappiamo da tempo un tour di Gilmour è previsto solo con l’uscita di un nuovo album, quindi questo può far pensare che c’è una possibilità concreta di vederlo on stage, e diamo pure per scontato che alcune date di questo ipotetico tour tocchino la nostra penisola. Nel nuovo disco di certo ci dovrebbe essere (con Gilmour è bene sempre usare il condizionale) la figlia Romany all’arpa seguendo “l’ondata” di Yes, I Have Ghosts. Alle tastiere siamo certi che il posto di Jon Carin, almeno per la parte in studio, è stato preso da Nitin Sawhney, “ultimo tastierista floydiano” che ha suonato in Hey Hey Rise Up. I due hanno collaborato insieme sul disco Pianola, Piano & Friends di Jools Holland dove nella canzone Blues For The End Of Time, Gilmour ha suonato basso e chitarra e a Nitin era affidata la produzione. Al basso (acustico) è apparso in una foto Tom Herbert, contrabbassista jazz, e alla batteria, anche qui documentato da alcune foto, Adam Betts anche lui preveniente dalla scena jazz londinese. In studio abbiamo visto anche il fido Phil Taylor. Per il momento non si hanno notizie di Manzanera, Pratt e Di Stanislao, anche se questa rimane sempre un’ipotesi, il nuovo disco, che riprende qualcosa di Rattle That Lock (pare che ci siano alcune outtakes dell’ultimo album), forse sarà un disco più acustico anche se David spesso è stato fotografato con al collo la black strat o la workmate . Insomma staremo a vedere e soprattutto ad ascoltare.

In conclusione…

Ovviamente non ci aspettiamo un incontro dei tre superstiti, come quello del 2011, ma chissà se non ci sia qualche data in cui Nick sarà ospite di Roger o di David, o magari ci sarà una comparsata di David sul palco dei Saucerful e speriamo che una di queste ipotesi accada in Italia. Insomma sognare non ci costa niente e il tempo ci darà delle risposte. Da aggiungere che il prossimo anno ricorre il 30° anniversario di The Division Bell e il 10° anniversario di The Endless River e non c’è da dimenticare che il 4 Settembre di questo anno, David Gilmour e Nick Mason hanno fondato la società Pink Floyd (2023) ltd. Non ci resta che aspettare.

I PINK FLOYD NEL 2024 by Francesco Madonia is licensed under CC BY-NC-ND 4.0

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