- In The Flesh?
- Featuring – Scorpions
- The Thin Ice
- Featuring – Roger Waters, Ute Lemper
- Another Brick In The Wall (Part 1)
- Featuring – Roger Waters; Sax – Garth Hudson
- The Happiest Days Of Our Lives
- Featuring – Jim Haas, Joe Chemay, John Joyce, Roger Waters, Stan Farber
- Another Brick In The Wall (Part 2)
- Featuring – Cyndi Lauper; Chitarra – Rick Di Fonzo, Snowy White; Tastiere – Peter Wood (2), Thomas Dolby
- Mother
- Featuring – Sinead O’Connor, The Band; Fisarmonica – Garth Hudson; Coro – Levon Helm, Rick Danko
- Goodbye Blue Sky
- Featuring – Joni Mitchell; Flauto – James Galway
- Empty Spaces
- Featuring – Bryan Adams, Roger Waters
- Young Lust
- Featuring – Bryan Adams
- One Of My Turns
- Featuring – Roger Waters
- Don’t Leave Me Now
- Featuring – Roger Waters
- Another Brick In The Wall (Part 3)
- Featuring – Roger Waters
- Goodbye Cruel World
- Featuring – Roger Waters
- Hey You
- Featuring – Paul Carrack
- There Anybody Out There?
- Featuring – The Rundfunk Orchestra, The Rundfunk Choir; Chitarra – Rick Di Fonzo, Snowy White
- Nobody Home
- Featuring – Roger Waters; Chitarra – Snowy White
- Vera
- Featuring – Roger Waters, The Rundfunk Orchestra, The Rundfunk Choir
- Bring The Boys Back Home
- Featuring – The Rundfunk Orchestra, The Rundfunk Choir, The Military Orchestra Of The Soviet Army
- Comfortably Numb
- Featuring – Roger Waters, The Band, Van Morrison; Chitarra – Rick Di Fonzo, Snowy White
- In The Flesh
- Featuring – Roger Waters, The Rundfunk Orchestra, The Rundfunk Choir, The Military Orchestra Of The Soviet Army, The Bleeding Hearts Band
- Run Like Hell
- Featuring – Roger Waters, The Rundfunk Orchestra, The Rundfunk Choir, The Military Orchestra Of The Soviet Army, The Bleeding Hearts Band
- Waiting For The Worms
- Featuring – Roger Waters, The Rundfunk Orchestra & Choir, The Rundfunk Choir, The Military Orchestra Of The Soviet Army, The Bleeding Hearts Band
- Stop
- Featuring – Roger Waters, The Rundfunk Orchestra, The Rundfunk Choir, The Military Orchestra Of The Soviet Army, The Bleeding Hearts Band
- The Trial
- Featuring – Rundfunk Orchestra, Rundfunk Choir; [Mother] – Marianne Faithfull; [The Judge] – Albert Finney; [The Prosecutor] – Tim Curry; [The Teacher] – Thomas Dolby; [The Wife] – Ute Lemper
- The Tide Is Turning
- Featuring – The Company
L’idea di Roger Waters nasce da un nome che oggi suona quasi dimenticato: Leonard Cheshire, pilota pluridecorato della RAF, filantropo e fondatore del Memorial Fund for Disaster Relief. Il progetto del fondo era semplice e un po’ spietato nella sua logica contabile, prevedendo cinque sterline per ogni vittima della Seconda guerra mondiale da destinare a un fondo permanente per le catastrofi naturali. Waters, che di quella guerra porta il lutto privato del padre morto ad Anzio, decide di mettere in scena il suo album più autobiografico per finanziarlo. Non si tratta di un concerto qualunque, bensì della prima rappresentazione di The Wall da solista, senza gli altri tre Pink Floyd, a nove anni di distanza dall’ultima volta in cui quell’opera era stata portata dal vivo.
Il luogo prescelto non è casuale, ma quasi obbligato. Il 9 novembre 1989 il Muro che per ventotto anni aveva tagliato Berlino in due era caduto e Potsdamer Platz, terra di nessuno fino a pochi mesi prima, offriva un potere simbolico che nessun palazzetto avrebbe potuto eguagliare. Mark Fisher e Jonathan Park, gli stessi designer che avevano progettato le scenografie dei tour dei Pink Floyd, costruiscono un nuovo muro lungo la ex linea di confine. La struttura, alta ventiquattro metri, viene pensata per crollare in diretta mondiale davanti a un pubblico stimato in 350.000 persone, moltissime delle quali accorse senza biglietto. La trasmissione del 21 luglio 1990 raggiunge 52 paesi, arrivando a registrare, secondo la consueta approssimazione dei grandi numeri televisivi, circa un miliardo di spettatori.
Costruire uno show capace di reggere una simile scala richiede un cast di ospiti che intervengano canzone per canzone, ed è qui che la macchina organizzativa comincia a incepparsi. La lista dei desideri di Waters comprende Eric Clapton, Bruce Springsteen e Peter Gabriel, ma nessuno dei tre si presenta. Rod Stewart e Joe Cocker danno inizialmente la loro disponibilità, salvo poi ritirarsi quando la data dello spettacolo slitta. Joni Mitchell e Bryan Adams dicono sì fin da subito, mentre altri artisti aspettano di vedere chi altro confermerà la presenza prima di esporsi. Il reclutamento di Paul Carrack passa per una telefonata che il cantante ricorda ancora con un misto di orgoglio ferito e divertimento: Waters gli fa il discorso sul concerto del secolo e poi gli domanda se per caso abbia il numero di Huey Lewis. Alla replica piccata di Carrack, che gli chiede direttamente «E io, Roger?», la risposta del bassista è secca: «Tu non sei abbastanza famoso». Waters lo chiamerà comunque una settimana prima dello show per affidargli Hey You, da eseguire rigorosamente da dietro il muro.
Non tutti i rapporti con gli ospiti si rivelano lineari. Sinéad O’Connor, che pure partecipa alla serata, lascia in Waters un ricordo tutt’altro che tenero; il musicista la definirà in seguito autoreferenziale, poco professionale, arrogante e spiacevole, soprattutto a causa di una proposta, mai accolta, di far riarrangiare un brano in chiave rap da Ice-T. Diversa è invece la soddisfazione per la banda militare sovietica, reclutata con vistose difficoltà dato che i soldati della Germania Est, terrorizzati dall’idea di rivelare l’ubicazione di una base a duecento metri di distanza, la tengono nascosta fino all’ultimo momento prima del gran finale. Nick Mason, rimasto fuori dal cast, liquida l’intera faccenda con la sua consueta ironia, commentando che gli unici a essere invitati, tra gli ex componenti della band, sono state le mogli.
Sul palco del 21 luglio sfilano Tim Curry, Albert Finney, Jerry Hall, Joni Mitchell, gli Scorpions, Cyndi Lauper, Bryan Adams, Van Morrison, Marianne Faithfull, Thomas Dolby, The Band e James Galway. La scaletta ricalca quasi esattamente quella dei concerti dei Pink Floyd del 1980-81, con un’unica eccezione pensata appositamente per l’occasione: Outside the Wall viene sostituita nel finale da The Tide Is Turning, cantata in coro da tutti gli artisti presenti, anche se il brano originale resterà comunque sui titoli di coda del video ufficiale per coerenza visiva. La scelta non è casuale, poiché questo pezzo, scritto per Radio K.A.O.S. nel 1987, porta in sottotitolo un riferimento diretto al Live Aid del 1985. Waters non partecipò a quel grande evento collettivo avendo rifiutato la proposta di Bob Geldof di ricostituire i Pink Floyd, ma si aggirò comunque dietro le quinte facendosi intervistare dalla BBC e respirando quell’aria di cambiamento che cinque anni dopo lo riporta a Berlino con lo stesso identico spirito. Nella scaletta compaiono anche due rarità assolute come What Shall We Do Now? e lo strumentale The Last Few Bricks, che troveranno una pubblicazione ufficiale solo un decennio più tardi. Joni Mitchell interpreta Goodbye Blue Sky regalando uno dei momenti più intensi e ricordati della serata, mentre gli elicotteri dell’esercito americano sorvolano la folla durante Another Brick in the Wall Part 2, in un crescendo teatrale che sfocia proprio nell’ingresso solenne della banda sovietica.
Alla fine, però, i conti economici e tecnici non tornano. La diretta televisiva si apre con una serie di problemi tecnici e interruzioni audio, poi corretti nelle successive versioni ufficiali, ma l’incidente lascia comunque il segno su una trasmissione che si pretendeva impeccabile. Sul fronte discografico, l’album live pubblicato a settembre non va oltre il ventisettesimo posto in Gran Bretagna e il cinquantaseiesimo negli Stati Uniti, segnando numeri modesti per un evento di tale portata. Soprattutto, al netto delle spese di produzione, inevitabilmente enormi per una scenografia di quella scala, il Memorial Fund for Disaster Relief incassa appena 100.000 sterline, una cifra che si scioglie nel nulla rispetto alle grandi ambizioni di partenza. Il fondo chiuderà i battenti alcuni anni dopo e tutti i diritti sulle vendite torneranno nelle mani di Roger Waters, fino ad arrivare al 2020, anno in cui è stata pubblicata la ristampa ufficiale in vinile trasparente in occasione del Record Store Day.