The Endless River

The Endless River

Tracklist di The Endless River

  • Things Left Unsaid
  • It’s What We Do
  • Ebb And Flow
  • Sum
  • Skins
  • Unsung
  • Anisina
  • The Lost Art Of Conversation
  • On Noodle Street
  • Night Light
  • Allons-y (1)
  • Autumn ’68
  • Allons-y (2)
  • Talkin’ Hawkin’
  • Calling
  • Eyes To Pearls
  • Surfacing
  • Louder Than Words

L’album

  • Data di uscita: 10 novembre 2014 (Regno Unito)
  • Etichetta: Parlophone Records Ltd.
  • Numero di catalogo: 825646215423
  • Produzione: David Gilmour, Phil Manzanera, Youth, Andy Jackson
  • Ingegnere del suono: Andy Jackson (assistito da Damon Iddins)
  • Studio di registrazione: Astoria (houseboat studio di David Gilmour); Medina Studio, tenuta di Gilmour nell’East Sussex
  • Periodo di registrazione: sessioni base 1993 (Division Bell), riprese e nuove parti novembre 2013 – inizio 2014
  • Artwork / Copertina: illustrazione “Sky” di Ahmed Emad Eldin
  • Classifiche: Regno Unito #1 (19 settimane) — Francia, Belgio, Canada, Paesi Bassi, Germania #1 — Stati Uniti #3 (certificato Gold)
  • Critica all’uscita: cinque stelle su Record Collector

Il contesto
The Endless River nasce da un fondo di circa venti ore di improvvisazioni registrate nel 1993 durante le sessioni di The Division Bell, in origine pensate come seconda metà ambient dell’album e soprannominate scherzosamente The Big Spliff dall’ingegnere del suono Andy Jackson. Il progetto prende forma dopo la morte di Rick Wright, il 15 settembre 2008, e viene concepito da David Gilmour come tributo al tastierista scomparso.
Genesi e paternità
Nell’agosto 2012 Gilmour contatta Phil Manzanera, già co-produttore del suo album solista On an Island, per riascoltare insieme ad Andy Jackson e Damon Iddins l’intero archivio delle session del 1993, registrato su supporti diversi (DAT, ventiquattro piste, mezzo pollice). Manzanera organizza il materiale in una struttura a quattro movimenti con una narrazione interna — dall’imbarco all’Astoria fino a un pianeta acustico — e nel dicembre 2012 presenta il lavoro a Gilmour e Nick Mason, che ne riconoscono il potenziale come album. Il produttore Youth, coinvolto nell’estate 2013, definisce il risultato dell’ascolto “assolutamente magico” e sorprendentemente vicino al suono classico dei Floyd fin dai primi secondi.
Registrazione e produzione
Le riprese principali si svolgono all’Astoria nel novembre 2013, con Nick Mason e David Gilmour insieme in studio per la prima volta in vent’anni. Gli overdub di batteria e chitarra vengono realizzati a Hove tra l’11 e il 13 novembre e nella settimana successiva; dal 20 novembre il gruppo riascolta i nastri all’Astoria e decide le nuove parti da incidere all’inizio del 2014. Il lavoro procede per stratificazioni successive di mix e registrazione, coordinato in Pro Tools (Avid Technology), con problemi ricorrenti di spazio per le tracce aggiuntive. Andy Jackson realizza sia un mix “in the box” sia un mix analogico sulla console Neve 88R; il confronto tra le due versioni porta alla scelta della resa analogica. L’Astoria dispone di un mixer Neve 88R a quarantotto canali, due registratori a nastro Studer A827, un Otari MTR-100 a ventiquattro piste e un sistema di archiviazione Quantum Scalar i80; per il riverbero vengono usate due piastre EMT, senza ricorso al digitale.
Gli strumenti
David Gilmour utilizza nuovamente la sua “Black Strat”, recuperata dopo un decennio di prestito all’Hard Rock Cafe, oltre a un Fender Telecaster Baritone realizzato su specifica di Phil Taylor, una Gretsch Duo Jet del 1950 con vibrato Bigsby e una lap steel Fender Deluxe. Nick Mason reincide gran parte delle proprie parti di batteria del 1993, integrando rototom, chimes e gong. Tra i musicisti aggiunti figurano Bob Ezrin e Guy Pratt al basso, Jon Carin e Anthony Moore alle tastiere, Durga McBroom, Louise Marshall e Sarah Brown ai cori, il quartetto d’archi elettronico Escala e Gilad Atzmon al sax tenore e clarinetto.
La copertina
L’artwork, intitolato “Sky”, è opera dell’artista egiziano autodidatta Ahmed Emad Eldin, allora diciottenne, scoperto da Aubrey Powell sulla piattaforma Behance. L’immagine raffigura di spalle un uomo che rema verso il tramonto su un mare di nuvole, senza il nome del gruppo né il titolo dell’album stampati in copertina. Storm Thorgerson, morto nell’aprile 2013, resta comunque accreditato tra i crediti artistici.
Ricezione e peso storico
The Endless River debutta al primo posto in Regno Unito, Francia, Belgio, Canada, Paesi Bassi e Germania, raggiungendo il terzo posto negli Stati Uniti con certificazione Gold. La critica si mostra più tiepida rispetto al successo commerciale, con l’eccezione delle cinque stelle assegnate da Record Collector. Roger Waters commenta la pubblicazione con distacco, ribadendo la propria estraneità al progetto dal 1985. L’album, composto quasi interamente da strumentali a eccezione di “Louder Than Words”, chiude ufficialmente la produzione discografica dei Pink Floyd.