di Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason
strumentale
Pow R. Toc H. è il primo brano strumentale di The Piper at the Gates of Dawn firmato collettivamente da Barrett, Waters, Wright e Mason. La natura improvvisata del pezzo riflette questa paternità condivisa: siamo lontani dall’universo poetico e fantastico che caratterizza i brani di Barrett, e più vicini allo spirito sperimentale di Interstellar Overdrive.
Il titolo ha generato diverse interpretazioni. Alcuni hanno letto nell’abbreviazione un gioco di parole — power touch o power toke, ottenuti rimuovendo alcune lettere. Un’altra ipotesi lo ricollega alla Talbot House, un club britannico fondato durante la Prima Guerra Mondiale dove ufficiali e soldati semplici erano trattati alla pari, che in seguito divenne un’organizzazione cristiana interconfessionale nota appunto come Toc H. Il manager Andrew King ha però ridimensionato qualsiasi lettura simbolica, sostenendo che il titolo fosse semplicemente onomatopeico, scelto per il suono delle parole più che per un significato preciso. Nel 1969, quando il brano venne incorporato nella suite The Man and the Journey, fu ribattezzato The Pink Jungle.
La registrazione si svolse il 21 marzo 1967 nello Studio Three dell’Abbey Road. La base fu completata in quattro take nel pomeriggio, tra le 14:30 e le 19:30. Dopo una pausa per la cena, il gruppo tornò in studio fino all’1:30 di notte per aggiungere le sovraincisioni di chitarra, timpani e organo. Le sessioni del 29 marzo e del 18 luglio furono dedicate ai mix mono e stereo.
Il brano si apre con una sequenza di onomatopee costruite attorno ai suoni poom chi chi, eseguite da Barrett battendo sul microfono per accentuare il primo tempo, con un raddoppio ottenuto tramite ADT. Waters gestisce i doi doi, Wright e Mason riempiono lo spazio con richiami e rumori vari. Si sente anche un suono percussivo che sembra prodotto battendo i denti con un’unghia o colpendo il palmo della mano. La sezione strumentale che segue è costruita su un accordo fisso di fa diesis: Barrett suona la sua chitarra acustica Harmony Sovereign H1260, Mason lavora prevalentemente sui tom, Waters al basso e Wright esegue un assolo pianistico in stile blues, quasi certamente su uno Steinway Model B.
A 1:45 la texture cambia con il ritorno delle vocalizzazioni e l’ingresso dei timpani orchestrali, suonati da un musicista professionista ingaggiato per la sessione. L’ingegnere del suono Peter Bown ricordava che il timpanista si trovò di fronte a richieste tecnicamente impegnative e del tutto inaspettate. I registri di sessione non documentano l’ingaggio di un musicista esterno, ma Peter Jenner ha confermato che la cosa non lo avrebbe sorpreso, ipotizzando che Mason avesse provato senza ottenere il suono desiderato. La parte successiva del brano prevede un organo il cui segnale stereo viene spostato rapidamente da destra a sinistra intorno a 2:20, un motivo arpeggiato di Barrett sulla Fender Esquire con il Binson Echorec a 3:07, un ritorno alle onomatopee iniziali e una conclusione caotica in cui urla e Echorec si intrecciano su rollate di tom.
Il 21 marzo 1967, mentre i Pink Floyd registravano Pow R. Toc H. nello Studio Tre, nel contiguo Studio Due i Beatles stavano lavorando al primo mix di Lovely Rita, uno dei brani di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Norman Smith portò i Floyd ad assistere alla sessione.
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