di Syd Barrett
Matilda Mother Lyrics
There was a king who ruled the land
His majesty was in command
With silver eyes the scarlet eagle
Showers silver on the people
Oh mother, tell me more
Why’d’ya have to leave me there
Hanging in my infant air
Waiting?
You only have to read the lines
They’re scribbly black and everything (shines)
Across the stream with wooden shoes
With bells to tell the king the news
A thousand misty riders climb up
Higher once upon a time
Wandering and dreaming
The words have different meaning
Yes they did
For all the time spent in that room
The doll’s house, darkness, old perfume
And fairy stories held me high on
Clouds of sunlight floating by
Oh mother, tell me more
Tell me more
C’era un re che governava la terra
Sua maestà era al comando
Con occhi argentei l’aquila scarlatta
Inonda argento sul popolo
Oh, mamma, dimmi di più
Perché devi lasciarmi qui
Appendendo nella mia aria infantile
Aspettando
Devi solo leggere le linee
sono scarabocchiate nere e tutto risplende
Attraverso il torrente con scarpe di legno
Con campane che annunciano le novità al re
Un migliaio di nebbiosi cavalieri s’arrampicano
Più in alto, una volta
Vagabondando e sognando
Le parole hanno significati differenti
Sì, li hanno
Per tutto il tempo passato in quella stanza
La casa delle bambole, tenebre, vecchio profumo
E storie fatate mian tenuto sveglio
Nuvole di luce solare galleggiano attraverso
Oh, mamma, dimmi di più
Dimmi di più
Aaaaaaaah
Aaaaaaaah
Aaaaaaaah
Matilda Mother è una composizione di Syd Barrett ed è storicamente il primo brano che i Pink Floyd registrarono per The Piper at the Gates of Dawn, nella sessione inaugurale all’Abbey Road del 21 febbraio 1967. La seduta era fissata per le 23:00, orario insolito anche per gli standard dello studio. Peter Bown, ingegnere del suono, ricordò anni dopo lo choc all’apertura delle porte dello Studio Three: non aveva mai sentito nulla di simile e non sapeva come avrebbe fatto a registrarlo. La sessione si concluse alle 6 del mattino con sei take per fissare la base ritmica, che a quel punto aveva una durata di 3:55.
La genesi del testo ha una storia precisa. Barrett era un lettore di Hilaire Belloc, scrittore anglo-francese noto soprattutto per le Cautionary Tales for Children, raccolta di filastrocche morali per bambini. Una di queste, quella di Matilda che mente e muore bruciata, era stata letta a Syd da sua madre durante l’infanzia a Cambridge. Nella prima stesura della canzone, Barrett incorporò direttamente versi interi dal testo di Belloc, in particolare nel ritornello. La struttura metrica del testo originale si adattava perfettamente alla misura musicale, e nessuno nel gruppo aveva previsto problemi. Quando il manager Andrew King contattò i detentori dei diritti dell’opera di Belloc per ottenere l’autorizzazione, la risposta fu un rifiuto netto. Barrett fu costretto a riscrivere il testo, sostituendo i versi di Belloc con una narrazione originale che attinge all’immaginario della leggenda europea — un re, un’aquila scarlatta dagli occhi d’argento, mille cavalieri misteriosi — e che nei versi conclusivi richiama esplicitamente il mondo delle fiabe e dell’infanzia.
La struttura musicale si apre con l’organo di Rick Wright, sul quale Waters costruisce un’ottava al basso, seguito dagli arpeggi di chitarra di Barrett. L’insieme produce una sonorità quasi medievale coerente con il testo, che alcuni hanno indicato come possibile influenza su In the Court of the Crimson King dei King Crimson del 1969. Il ponte strumentale è introdotto da Barrett con onomatopee cantate e colpi sul microfono usati come effetto percussivo. Wright esegue un assolo d’organo dal sapore vagamente orientale, sostenuto dalla batteria di Mason — distante nel mix — dal basso di Waters e dalla chitarra di Barrett. Il brano si chiude con una coda di circa trenta secondi in cui il tempo passa da 4/4 a 3/4, Wright prende un secondo assolo d’organo e Waters lavora intensamente sul Rickenbacker. L’atmosfera finale richiama la conclusione di I Want to Tell You dei Beatles su Revolver. La conduzione vocale è divisa tra Wright, che canta le prime due strofe e i ritornelli in alternanza con Barrett, e Barrett stesso, che gestisce il ponte e l’ultima strofa.
La seconda sessione, il 23 febbraio, fu dedicata a mix mono con Norman Smith eccezionalmente al mixer, ma quei mix non vennero utilizzati. Il 7 giugno, oltre tre mesi dopo, il gruppo tornò sul brano per aggiungere le voci di accompagnamento. Come spiegò Peter Jenner, Smith si spostava in sala per suonare il pianoforte durante le prove delle armonie, seguendo il modello dei Beatles e dei Beach Boys. Il 29 giugno furono effettuati i tagli di montaggio, con Jeff Jarratt al lavoro per la prima volta sul brano. Il taglio a 1:58, quasi certamente pensato per accorciare la durata, è però tecnicamente problematico: le armonie alla fine del ponte non si raccordano correttamente con l’inizio dell’ultima strofa, e la dinamica risulta discontinua.
Matilda Mother ha ispirato il brano Fireworks dei Blue Öyster Cult, pubblicato nell’album Spectres del 1977. Nella compilation Masters of Rock del 1974 il titolo venne erroneamente stampato come Mathilda Mother, con la h.
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