di Syd Barrett
Jugband Blues Lyrics
It’s awfully considerate of you to think of me here
And I’m most obliged to you for making it clear
That I’m not here
And I never knew the moon could be so big
And I never knew the moon could be so blue
And I’m grateful that you threw away my old shoes
And brought me here instead dressed in red
And I’m wondering who could be writing this song
I don’t care if the sun don’t shine
And I don’t care if nothing is mine
And I don’t care if I’m nervous with you
I’ll do my loving in the winter
And the sea isn’t green
And I love the queen
And what exactly is a dream
And what exactly is a joke
E’ tremendo da parte vostra pensarmi qui
E sono abbastanza obbligato a spiegarvi
Che io non sono qui
E non ho mai saputo che la luna poteva essere così grande
E non ho mai saputo che la luna poteva essere così blu
E sono grato che abbiate buttato via le mie vecchie scarpe
E che mi abbiate portato qui invece vestito in rosso
E mi chiedo chi potrebbe stare scrivendo questa canzone
Non mi preoccupo se il sole non splende
E non mi importa se niente è mio
E non mi importa se sono nervoso con voi
Farò il mio amare nell’inverno
E il mare non è verde
E amo la regina
E cos’è esattamente un sogno?
E cos’è esattamente uno scherzo?
Jugband Blues è l’ultima canzone scritta e cantata da Syd Barrett come membro dei Pink Floyd, pubblicata come brano di chiusura di A Saucerful of Secrets (1968). È anche uno dei testi più espliciti mai scritti da Barrett: una cronaca lucida e amara della propria dissoluzione, sia psicologica che all’interno del gruppo.
Il primo verso stabilisce il tono con precisione chirurgica: Barrett ringrazia i compagni per averlo ancora considerato parte del gruppo, pur sapendo di non esserci più, né mentalmente né fisicamente. Nel secondo verso il distacco si fa più netto — qualcuno ha buttato via le sue scarpe vecchie, lui non sa più riconoscere la luna — e l’umorismo sardonico lascia spazio alla disincantata rassegnazione. Andrew King, co-manager del gruppo, definì anni dopo Jugband Blues la canzone di un uomo che sta completamente crollando, e confessò di aver sempre voluto farne un singolo. Tutti gli altri, incluso Norman Smith, erano contrari. Alla fine fu scelta Apples and Oranges. Barrett, Jenner e King rimasero in minoranza.
La registrazione si svolse ai De Lane Lea Studios di Londra nel mese di ottobre 1967, nelle stesse sessioni in cui furono incise Remember a Day di Wright e Vegetable Man di Barrett. Il 9, 10 e 11 ottobre furono probabilmente dedicati alla base ritmica e alle voci. Barrett non ha introduzione: entra direttamente con il primo verso, voce con un delay marcato, accompagnandosi sulla Levin LT 18 raddoppiata. Waters è al Rickenbacker 4001, Mason al kit Premier. Wright, apparentemente lontano dalle tastiere, suona probabilmente il flauto dolce udibile dall’inizio del brano. Come nella maggior parte delle canzoni di Barrett, la struttura è quella di un brano pop con armonie semplici, che incorpora però una sequenza di sperimentazione sonora.
A 0:39 entrano kazoo e nacchere in una sezione volutamente caotica, seguita dall’episodio più celebre del brano: la banda dell’Esercito della Salvezza. Smith raccontò come nacque quella sezione in un documentario del 2006: propose a Barrett di aggiungere un’orchestrazione, Barrett suggerì una banda dell’Esercito della Salvezza senza saper spiegare perché, e Smith reclutò con difficoltà tra dodici e quindici musicisti. Il giorno della registrazione, quasi certamente il 19 ottobre, Barrett arrivò in ritardo di mezz’ora. Quando Smith gli chiese cosa volesse che la banda suonasse, Barrett rispose di lasciarli fare quello che volevano, qualsiasi cosa. Smith protestò che nessuno saprebbe dove si trovava nella canzone, ma alla fine quella fu la soluzione adottata. Barrett lasciò lo studio, e Smith si trovò a dover realizzare le idee del compositore da solo. Da musicista esperto, il produttore scrisse degli accordi di riferimento per i musicisti e li fece registrare in modo strutturato. Sembra che fosse stata incisa anche una versione senza istruzioni, secondo le intenzioni originali di Barrett, ma fu quella arrangiata da Smith a finire sul disco. Barry Miles sostenne che Barrett, chiedendo alla banda di suonare liberamente, stava pensando alle sezioni orchestrali non scritte dei Beatles in A Day in the Life, che lo avevano molto colpito.
Dopo la banda, da 1:24 parte una sequenza allucinatoria introdotta da la la la scanditi fuori registro, su cui Barrett suona la Telecaster con Echorec e slide Zippo creando un’atmosfera irreale e perturbante. La banda torna e si scioglie in un finale caotico, con una somiglianza riconoscibile con l’introduzione di Atom Heart Mother (1970) tra 0:30 e 1:25. A 2:22 tutto si interrompe bruscamente, e la voce e la chitarra acustica di Barrett vengono dissolvenza in apertura per gli ultimi quattro versi che il musicista avrebbe cantato con i Pink Floyd, conclusi dalla domanda: And what exactly is a joke?
Un video promozionale fu girato alla fine del 1967 in data e luogo sconosciuti. Barrett appare con un’aria cupa e malinconica, circondato dai compagni altrettanto poco sorridenti, con Waters che soffia in una tuba e Wright in un trombone.
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