Cymbaline

di Roger Waters

Cymbaline Lyrics

Cymbaline è una composizione di Roger Waters contenuta in More (1969), colonna sonora del film omonimo di Barbet Schroeder, e successivamente pubblicata nell’album ufficiale dello stesso anno. Tra i brani acustici del catalogo dei Pink Floyd, rappresenta uno dei risultati più compiuti del periodo, tanto sul piano melodico quanto su quello dell’arrangiamento.
Il titolo richiama Cymbeline, dramma tardo di Shakespeare del 1611, ma il legame con la fonte letteraria si esaurisce nell’evocazione di un immaginario oscuro e fantastico. Le liriche di Waters costruiscono un paesaggio da incubo — corvi in agguato, una farfalla dalle ali spezzate — mescolato a una vena di cinismo tagliente verso l’industria musicale: il manager e l’agente occupati al telefono a vendere fotografie colorate alle riviste. La canzone comparve nel concerto-concept The Man and the Journey con il titolo provvisorio “Nightmare”, collocata tra “Quicksilver/Sleep” e “Daybreak/Grantchester Meadows”.
Esistono due versioni distinte. Nella versione filmica, cantata da Waters, il secondo verso recita There’s peace in ’39; nella versione album, affidata a David Gilmour, il testo cambia in Will the tightrope reach the end? / Will the final couplet rhyme?, con un risultato vocalmente superiore. Gilmour articola il brano alternando una delicatezza controllata nelle strofe a slanci lirici nei ritornelli, con la voce trattata con riverbero pesante e raddoppiata — con un ritardo percettibile e probabilmente intenzionale tra le due tracce, udibile intorno a 2:05. Sono presenti anche passaggi in scat, tipici delle esecuzioni dal vivo del chitarrista.
La registrazione avvenne ai Pye Studios di Londra nel febbraio 1969, con Brian Humphries al banco. Gilmour apre il brano su chitarra classica — verosimilmente una Levin Classic 3 — con un accordo di Mi minore che stabilisce immediatamente il clima intimo e sospeso del pezzo. Waters suona il suo Rickenbacker 4001 collegato direttamente al mixer, con un accompagnamento ritmico e pulito che sostiene l’armonia senza sovrapporsi. Nick Mason gestisce la batteria Premier con precisione, affiancata da quello che suona come un set di congas, entrambi con riverbero lungo e presente.
Il contributo di Rick Wright è strutturalmente centrale. Il pianista costruisce un accompagnamento sincopato nelle strofe, poi aggiunge accordi all’organo Farfisa filtrato attraverso il Binson Echorec — il cui tremolo accentuato colora in modo caratteristico il suono — e nella parte finale introduce il Hammond M-102 in sovrapposizione al pianoforte. La coda, con chitarra e batteria scomparse, è quasi interamente affidata alle tastiere di Wright, che conferiscono al brano una qualità quasi mistica.
Nei primi quattro battute dell’intro si percepisce, ascoltando in cuffia, il suono lontanissimo di un penny whistle suonato da Lindy Mason, moglie di Nick: una presenza così tenue da far sospettare una traccia mal cancellata o intenzionalmente attenuata.
Il testo contiene un riferimento esplicito a Doctor Strange, il supereroe Marvel: è la seconda presenza del personaggio nell’universo Floyd, dopo la copertina di A Saucerful of Secrets. Nel 1970 gli Hawkwind ne realizzarono una cover, inclusa nell’edizione rimasterizzata del 1996 del loro album d’esordio. Dal vivo, il brano dava spesso origine a improvvisazioni estese: memorabile quella all’Abbazia di Royaumont, in Francia, il 15 giugno 1971.

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