Arnold Layne

di Syd Barrett

Arnold Layne Lyrics

Arnold Layne è il brano d’esordio di Syd Barrett come autore pubblicato, lato A del primo singolo dei Pink Floyd, uscito nel Regno Unito l’11 marzo 1967. La canzone nasce a Cambridge, quando Barrett viveva ancora con la madre, e prende forma da un’immagine concreta: nel giardino di Roger Waters, come in molte case della zona che ospitavano studentesse come inquiline, le corde del bucato erano costantemente cariche di biancheria intima femminile. Da quella “moonshine washing line”, rubata letteralmente al vocabolario familiare di Waters, Barrett costruisce il personaggio di Arnold Layne, un feticista che sottrae indumenti dai fili del bucato per indossarli e ammirarsi allo specchio, prima di essere scoperto e punito con un internamento la cui natura — carcere o manicomio — resta volutamente ambigua. Il tono resta sempre in equilibrio fra ironia e provocazione, senza scivolare nella volgarità, collocando il brano a metà strada fra “Dedicated Follower of Fashion” dei Kinks e “Pictures of Lily” degli Who.
La registrazione avviene il 29 gennaio 1967 ai Sound Techniques di Londra, in una sessione finanziata dall’agente Bryan Morrison e affidata a Joe Boyd, allora fresco dal primo album della Incredible String Band, con John Wood al missaggio insieme a Geoff Frost. Lo studio dispone di un registratore a quattro piste e di una consolle costruiti dallo stesso Frost, con quattro monitor Tannoy Red assegnati singolarmente alle piste, prassi comune per l’epoca. È Barrett ad aprire il brano, probabilmente con la sua Fender Esquire del ’62 — pur possedendo anche una Danelectro 3021 — alternando palm mute leggermente distorto a strimpellate e arpeggi, il tutto trattato con un Binson Echorec e un’eco di placca EMT. Waters lo accompagna con un suono di basso compatto sulla Rickenbacker 4001S, mentre Rick Wright stende gli accordi sul Farfisa Compact Duo che diventerà uno dei marchi sonori della prima fase del gruppo. Barrett suona probabilmente attraverso un amplificatore Selmer Truvoice Treble-n-Bass da 50 watt, mentre basso e organo vengono iniettati direttamente in consolle, una tecnica di DI ancora poco diffusa nel 1967. Nick Mason imposta un ritmo pop con la sua batteria Premier, rinello e piatti in evidenza, e al minuto 2:04 emerge anche una chitarra acustica, forse una Harmony Sovereign H1260, suonata da Barrett stesso, che raddoppia anche la propria voce nelle parti di coro.
Il ponte resta il punto più problematico della session: le armonie vocali, sospese fra i Kinks e i Beach Boys, e l’assolo d’organo di Wright richiedono diversi tentativi — circa otto secondo le annotazioni sul nastro originale riportate da David Parker — con il solo di Wright registrato separatamente e incollato al montaggio esattamente al minuto 1:31, riconoscibile da un tempo leggermente più rapido e da un suono di basso differente. Una seconda sessione, il 31 gennaio o il 1° febbraio, è dedicata al mix, oggi disponibile solo in versione mono. Nonostante il contenuto innocuo del testo, il brano viene bandito da Radio London e Radio Caroline, pur raggiungendo la ventesima posizione in classifica. Il gruppo gira due brevi film promozionali, uno sulla spiaggia di East Wittering e uno davanti alla chiesa di Saint Michael a Highgate. Tra le curiosità, l’influenza riconosciuta su “Now I’m Here” dei Queen e le numerose cover successive, dalla versione con David Bowie al Royal Albert Hall nel 2006 a quelle dei Boomtown Rats e di Étienne Daho.