di Syd Barrett
Apples And Oranges Lyrics
Got a flip-top pack of cigarettes in her pocket
Feeling good at the top
Shopping in sharp shoes
Walking in the sunshine town feeling very cool
But the butchers and the bakers in the supermarket stores
Getting everything she wants from the supermarket stores
Apples and oranges
Apples and oranges
Cornering neatly she trips up sweetly
To meet the people
She’s on time again
And then
I catch her by the eye then I stop and have to think
What a funny thing to do ‘cause I’m feeling very pink
Apples and oranges
Apples and oranges
I love she
She loves me
See you
See you
See you
Thought you might like to know
I’m the lorry driver man
She’s on the run
Down by the river side
Feeding ducks in the afternoon tide (quack quack)
Apples and oranges
Apples and oranges
Apples and oranges
Ha in tasca un pacchetto di sigarette con apertura a scatto
Si sente bene, al massimo della forma
Fa shopping con scarpe eleganti
Cammina nella città illuminata dal sole sentendosi davvero alla moda
Ma i macellai e i fornai nei supermercati
Le danno tutto ciò che desidera nei supermercati
Mele e arance
Mele e arance
Svoltando con grazia inciampa dolcemente
Per incontrare la gente
È di nuovo puntuale
E poi
Incrocio il suo sguardo e mi fermo a pensare
Che cosa strana da fare, perché mi sento tutto rosso in viso
Mele e arance
Mele e arance
Io amo lei
Lei ama me
Ci vediamo
Ci vediamo
Ci vediamo
Pensavo ti avrebbe fatto piacere saperlo
Sono l’uomo che guida il camion
Lei è in fuga
Giù lungo la riva del fiume
Dà da mangiare alle anatre con la marea del pomeriggio (qua qua)
Mele e arance
Mele e arance
Mele e arance
Apples and Oranges è una composizione di Syd Barrett pubblicata come singolo il 18 novembre 1967, abbinata sul lato B a Paint Box, ultima registrazione di Barrett con i Pink Floyd prima dell’estromissione definitiva dal gruppo. Il pezzo nasce sotto pressione: dopo il successo di The Piper at the Gates of Dawn, salito fino al numero 6 delle classifiche britanniche, la EMI chiede a gran voce un nuovo singolo da piazzare sul mercato natalizio e da utilizzare per lanciare la prima tournée americana della band, prevista per il novembre 1967. È Peter Jenner, manager e intermediario tra la casa discografica e il gruppo, a sollecitare direttamente Barrett perché scriva un brano adatto.
Il testo gioca sul doppio senso dell’espressione inglese “comparing apples and oranges”, normalmente usata per indicare un confronto impossibile tra cose troppo diverse, ma qui presa alla lettera: il narratore, conducente di un furgone per la consegna di frutta, osserva una ragazza che fa shopping con scarpe eleganti e se ne innamora. Barrett stesso ha raccontato la genesi come episodio autobiografico, riferendosi a una ragazza vista camminare per Richmond; secondo il biografo Julian Palacios il brano sarebbe nato dopo una passeggiata a Barnes Common con la fidanzata dell’epoca, Lindsay Corner, luogo che insieme ai Terrace Gardens fa da sfondo reale alla vicenda raccontata in canzone.
Le sessioni si svolgono ai Abbey Road Studios di Londra il 26 e 27 ottobre 1967, in Studio Two, sotto la produzione di Norman Smith e con Ken Scott al mixer come sound engineer (con Jeff Jarrett, non confermato con certezza, in veste di assistente). La seconda giornata si protrae per oltre dodici ore consecutive, dalle 19 alle 7:45 del mattino seguente, segno della fretta con cui la EMI vuole il prodotto finito. Barrett apre il brano alla chitarra ritmica, sovrapponendo una seconda chitarra trattata con pedale wah-wah e un breve delay generato dal suo Binson Echorec; gli accordi richiamano l’armonia di Sgt. Pepper’s dei Beatles, ma l’arrangiamento della prima strofa risulta poco leggibile sul piano armonico, complice un mix in cui il wah-wah satura lo spazio sonoro senza un adeguato supporto melodico (sebbene sembri presente anche un pianoforte acustico). La sezione ritmica è insolita: la batteria di Nick Mason resta arretrata nel mix, mentre il basso di Roger Waters disegna una walking bass piuttosto ambiziosa; il tamburello, privo di riverbero, risulta innaturalmente presente.
Il ritornello cambia registro, più arioso e immediato, valorizzato dalle armonie vocali di Barrett, Waters e Wright, con quest’ultimo che aggiunge un tocco luminoso al piano elettrico (o forse vibrafono, il dato resta incerto). Il ponte, che parte all’1:17, è il punto debole del brano: esecuzione incerta, arrangiamento poco convincente, un piatto ride di Mason giudicato superfluo e armonie vocali che non riescono a decollare, salvato solo dall’intervento di Wright, probabilmente all’organo Hammond M-102. Nel ritornello successivo, dall’1:50, il gruppo punta a un’atmosfera natalizia con voci angeliche e controcanto immerso nel riverbero, dominato da una voce molto acuta (forse ancora Wright) al limite della rottura. Il brano si chiude con un effetto Larsen prodotto dalla Fender Esquire di Barrett, autore di un lavoro chitarristico giudicato superiore alla media nonostante le condizioni difficili. Lo stesso Barrett, intervistato dal Melody Maker il 9 dicembre 1967, definì il pezzo “diverso da tutto quello che avevamo fatto prima […] una canzone felice, con un tocco di Natale”.
Un mix stereo realizzato il 14 novembre 1967 rende meglio giustizia al materiale rispetto al mix originale, penalizzato dalla fretta produttiva: Waters stesso avrebbe poi dichiarato che il brano era buono ma “rovinato dalla produzione”. Il videoclip promozionale, girato a Bruxelles il 18 o 19 febbraio 1968 in mezzo a casse di mele, segna inoltre l’assenza di Barrett: la parte vocale viene mimata da Roger Waters, sorridente davanti alla telecamera in quella che è già, di fatto, la fine dell’era Barrett nei Pink Floyd.