di David Gilmour
Pass the tequila, Manuel
(glug, snort)
Listen, gringo, laugh at my lisp and I kill you
I think
This Spanish music
It sets my soul on fire
Lovely seniorita
Your eyes are like stars
Your teeth are like pearls
Your ruby lips
Passami la tequila, Manuel
(glug, snort)
Ascolta, gringo, ridi della mia balbuzie e ti uccido
Penso
Questa musica spagnola
Infiamma la mia anima
Bella Seniorita
I vostri occhi sono come le stelle
I vostri denti sono come le perle
I vostri labbri vermigli
A Spanish Piece è una composizione di David Gilmour — la prima a recare il suo nome in solitaria nel catalogo dei Pink Floyd — inclusa nella colonna sonora di More (1969), film di Barbet Schroeder. Dura poco più di un minuto e ha una funzione narrativa precisa: accompagna la sequenza in cui Stefan, appena sbarcato a Ibiza, gira in cerca di Estelle e approda in un hotel della zona. La musica, nelle intenzioni, doveva provenire da una radio accesa in un bar spagnolo.
È Roger Waters a spiegare il brief ricevuto: la produzione chiedeva qualcosa che evocasse un contesto iberico, un suono di sottofondo, riconoscibile e stereotipato. Gilmour risponde costruendo un pastiche flamenco credibile, fondato sui gradi di E e F che sono l’ossatura ritmica del genere. L’effetto è quello di una cartolina musicale — consapevolmente artefatta, volutamente sopra le righe.
La versione in album aggiunge una componente comica e surreale: Gilmour parla con un accento messicano approssimativo, recitando battute come “Pass the tequila, Manuel” o “Listen, gringo, laugh at my lisp and I kill you”. L’incongruenza geografica è deliberata — siamo a Ibiza, Spagna, e lui ordina tequila con un accento da villain di spaghetti western. Nella versione usata nel film queste battute spariscono, e la traccia musicale risulta parzialmente differente, con un assolo di chitarra alternativo.
Sul piano strumentale, Gilmour costruisce la composizione su due chitarre sovraincise. La parte ritmica è affidata a una chitarra acustica con corde in metallo — probabilmente una Levin LT 18 — sulla quale esegue anche il golpe, la tecnica percussiva tipica del flamenco che consiste nel colpire la cassa armonica con le dita per segnare il tempo. Questa parte ritmica è quasi certamente registrata in overdub rispetto al solo. L’assolo centrale è invece suonato su una chitarra classica a corde di nylon, verosimilmente una Levin Classic 3, con abbondante riverbero e tremolo. Il fraseggio è convinto, i lick hanno una loro scioltezza, e l’intera esecuzione funziona come illusione stilistica riuscita. Gilmour non è Paco de Lucía, ma non è quello il punto: il pezzo esiste come simulacro del genere, non come sua pratica autentica.
La registrazione avvenne al Pye Studios di Londra nel febbraio del 1969, con Brian Humphries al mixer e la band accreditata come produttrice. È un lavoro rapido, funzionale, costruito per un film e non per il palco, ma ha quella qualità che distingue i lavori di servizio dei grandi musicisti: fa esattamente ciò che deve fare, senza sforzo apparente.
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