28 Luglio 1967

I Floyd danno il meglio di sé nel loro ambiente naturale

COLTI SUL FATTO

In una cacofonia di suoni eseguita sullo sfondo di proiezioni luminose multicolori, i Pink Floyd hanno dimostrato di essere il miglior gruppo psichedelico britannico davanti al pubblico “hip” dell’UFO Club di Tottenham Court Road, venerdì sera.
Nel corso di due potenti set hanno estratto dai loro strumenti praticamente ogni suono immaginabile, ma hanno ignorato i loro due singoli di successo. Hanno eseguito “Pow R. Toc H.” e un brano presentato per la prima volta intitolato “Reaction in G”, che, a loro dire, rappresentava una reazione al tour scozzese, durante il quale erano stati costretti a suonare “See Emily Play”.
Il bassista Roger Waters ha conferito al gruppo una notevole profondità sonora e il gioco di luci proiettato su di loro ha creato un’atmosfera di grande impatto.
Molti tra il pubblico hanno trovato la musica dei Floyd troppo intensa per restare seduti e, nei momenti più tranquilli dell’esibizione, il suono dei campanelli tintinnanti dei ballerini presenti in sala si è unito alla performance.
È evidente che i Floyd preferiscono esibirsi davanti a un pubblico come quello dell’UFO piuttosto che davanti a platee di provincia, e danno il meglio di sé in un’atmosfera che sentono più adatta alla loro musica.
Ad aprire la serata per i Pink Floyd sono stati i Fairport Convention, alla loro prima apparizione all’UFO. Nel secondo set hanno superato le difficoltà iniziali mostrate nel primo e hanno suonato con crescente sicurezza. In scaletta figuravano “Flower Lady” e “Plastic Fantastic Lover”, prima di chiudere con una versione di trenta minuti di “East, West”.
Fortemente influenzati dalla scena della West Coast americana, i Fairport Convention erano arricchiti dalla presenza di una talentuosa cantante, che suonava anche il flauto dolce. A giudicare dall’accoglienza ricevuta, sembrano destinati a ottenere un notevole successo.

ROGER SIMPSON, Melody Maker, 5 agosto 1967