Giugno 13, 2024

27 Gennaio 1977

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Festhalle, Francoforte

“E’ stata una serata senza incidenti. I 12000 che giovedì stipavano la Festhalle di Francoforte per la seconda sera di seguito avevano un fare amichevole: ai Floyd non piace il piglio aggressivo dello spettatore medio di Zep o Purple. Ma in un tipo di pubblico come quello, è inevitabile la presenza di qualche folle, come coloro che hanno lanciato lattine e bottiglie durante il primo set. Nel primo intervallo sono stati pregati di smetterla, perché stavano danneggiando le delicate apparecchiature. Ho visto un’altra bottiglia infrangersi sulle percussioni di Mason, dipinte in stile Hokusai; evidentemente era piena, visto che il volto di Mason era fradicio di schiuma. Intanto, all’ombra delle colonne degli amplificatori, una squadra di agenti in borghese, che non davano nell’occhio all’incirca come un panzer divison corrazzata, giacche a vento tutte uguali e capelli a spazzola, scattava fotografie della folla per beccare chi fumava spinelli. Proprio come i loro corrispettivi della Military Police americana, che si sparpagliavano tra la folla controllando i documenti delle malcapitate reclute uscite dal camp per una serata di musica e indagando se avessero con sé sostanze esotiche. La batteria di effetti speciali non ha contribuito a elevare il livello dello spettacolo. Nel bel mezzo di Pigs, in chiusura della prima parte, un gigantesco maiale gonfiabile, emerso da una nuvola di fumo, avrebbe dovuto volare al di sopra dell’impianto di amplificazione, passando a pochi centimetri dalla colonna delle casse per poi fare un giro completo della sala sopra la testa degli spettatori. Bè il signor maiale è passato sopra la colonna con successo, senza far cadere le trombe in cima, ma il problema è stato il fumo. Nelle prime tre serate la band non era riuscita ad ottenere abbastanza fumo dalle apposite macchine prese a noleggio, così a provato una bomba fumogena che ha funzionato fin troppo bene, riempiendo la sala di ondate di nuvole moleste che strozzavano la gola e rendevano a mala pena visibile il palco.” (Melody Maker)