David Bowie – When The Wind Blows
Hugh Cornwell – Facts And Figures
Genesis – The Brazilian
Squeeze – What Have They Done
Paul Hardcastle – The Shuffle
Roger Waters – The Russian Missile
Roger Waters – Towers Of Faith
Roger Waters – Hilda’s Dream
Roger Waters – The American Bomber
Roger Waters – The Anderson Shelter
Roger Waters – The British Submarine
Roger Waters – The Attack
Roger Waters – The Fallout
Roger Waters – Hilda’s Hair
Roger Waters – Folded Flags
Roger Waters (basso, chitarra acustica, voce in Towers Of Faith e Folded Flags), Jay Stapley (chitarra), John Gordon (basso), Matt Irving (tastiere, organo), Nick Glennie-Smith (piano, organo), John Lingwood (programmazione tastiere Linn), Freddie Krc (batteria, percussioni), Mel Collins (sassofono), Clare Torry (voce su Towers Of Faith), Paul Carrack (tastiere e voce in Folded Flags)
Un’opera anomala
When the Wind Blows (1986) rappresenta un progetto culturale unico nel suo genere, un’opera nata dalla convergenza di tre elementi artistici di eccezionale potenza: un graphic novel toccante, tecniche di animazione innovative e una colonna sonora iconica. Questi elementi si fondono per creare un’opera che trascende il suo tempo, fungendo da commento critico sulla Guerra Fredda, ma la colonna sonora sarà anche un momento cruciale nelle storia dei Pink Floyd. Il film, diretto da Jimmy T. Murakami e basato sull’omonimo lavoro di Raymond Briggs, si distingue per la sua capacità di affrontare un tema devastante come l’olocausto nucleare attraverso la prospettiva intima e ingenua di una coppia di anziani, trasformando una potenziale catastrofe globale in un dramma profondamente umano.
Il contesto storico della Guerra Fredda non è solo uno sfondo, ma il vero e proprio motore narrativo ed emotivo del film. La sua concezione e il suo impatto sono inestricabilmente legati all’ansia collettiva di un’epoca dominata dalla minaccia di un annientamento reciproco assicurato.
La minaccia nucleare e la risposta artistica
Per comprendere appieno When the Wind Blows, è indispensabile analizzare il contesto storico degli anni ’80 in cui è stato concepito. La crescente tensione della Guerra Fredda, esplicitamente richiamata nel film attraverso i riferimenti al conflitto sovietico-afghano, generò un’ansia diffusa riguardo a un potenziale scontro nucleare. Questo clima di paura e incertezza si rivelò un terreno fertile per opere artistiche che, come questa, cercavano di dare voce a un’angoscia collettiva.
La trama del film è una critica diretta e spietata alla disinformazione e alla falsa sicurezza promossa dalle autorità dell’epoca. La storia segue la coppia di anziani pensionati, Jim e Hilda Bloggs, che affrontano la prospettiva di un attacco nucleare con un’ingenuità disarmante. Seguono pedissequamente le istruzioni contenute nei pamphlet governativi “Protect and Survive” per costruire un rifugio antiatomico nella loro casa di campagna nel Sussex. Il loro tentativo, tanto meticoloso quanto futile, dimostra l’agghiacciante inadeguatezza delle misure ufficiali di fronte alla realtà di una guerra nucleare, smascherando la narrazione governativa come una pericolosa illusione.
Il messaggio anti-bellico del film è veicolato attraverso una potente ironia tragica. La fiducia incrollabile della coppia nella propria capacità di sopravvivere, basata sui ricordi della Seconda Guerra Mondiale, si scontra con la natura invisibile e inesorabile del nemico moderno: le radiazioni. La loro lenta e inevitabile fine, causata dall’avvelenamento da radiazioni mentre attendono soccorsi che non arriveranno mai, funge da monito universale. Il film si chiude con una chiosa definitiva e agghiacciante: un segnale in codice Morse che trasmette la sigla “MAD”, acronimo di Mutual Assured Destruction (Distruzione Reciproca Assicurata), la dottrina militare che definiva l’equilibrio del terrore della Guerra Fredda.
Questa angoscia collettiva, radicata nella disinformazione governativa, richiese un linguaggio visivo altrettanto ambiguo e disturbante, spingendo i realizzatori a un’innovativa e geniale fusione di tecniche produttive.
Un ibrido di animazione e realismo crudo
La scelta strategica della tecnica di animazione in When the Wind Blows non fu un mero vezzo estetico, ma un elemento fondamentale per amplificare il messaggio del film. La fusione di stili diversi crea un contrasto stridente tra l’innocenza quasi caricaturale dei personaggi e la brutalità tangibile dell’ambiente che li circonda, rendendo la tragedia ancora più palpabile e disturbante.
Il film impiega una tecnica mista che combina animazione tradizionale e stop-motion in modo magistrale. I personaggi di Jim e Hilda Bloggs sono realizzati con animazione disegnata a mano, conferendo loro un’aria calda e familiare che richiama lo stile di Raymond Briggs. La loro casa e gli oggetti al suo interno, invece, sono modelli reali animati in stop-motion. Questo approccio ibrido non solo radica la narrazione in una realtà claustrofobica e riconoscibile, ma sovverte genialmente la sua stessa fonte d’ispirazione: lo stile visivo è infatti basato su quello dei pamphlet “Protect and Survive”, utilizzando l’estetica della propaganda governativa per dimostrarne la vacuità e l’inganno.
Il profondo pathos del racconto è amplificato da un dettaglio biografico significativo. Come rivelato nel successivo graphic novel di Raymond Briggs, Ethel and Ernest, i personaggi di Jim e Hilda sono direttamente ispirati ai genitori dell’autore. Questa origine conferisce alla storia un ulteriore strato di autenticità e vulnerabilità, trasformando una parabola sulla guerra nucleare in un ritratto intimo e commovente di una generazione che affronta una fine che non può comprendere.
Un elemento altrettanto cruciale e stratificato della produzione, capace di definirne il tono emotivo, è stata la sua colonna sonora, un progetto complesso che ha coinvolto alcuni dei più grandi nomi della musica dell’epoca.
La colonna sonora
La colonna sonora di When the Wind Blows non è un semplice accompagnamento, ma un elemento narrativo a sé stante, che modella attivamente l’atmosfera del film. La musica definisce il tono emotivo della narrazione, alternando la title-track pop a cupe suite strumentali che riflettono il progressivo deterioramento fisico e psicologico dei protagonisti. Questa dualità sonora rispecchia perfettamente la spaccatura tra l’ottimismo iniziale di Jim e Hilda e la disperata realtà della loro situazione.
Inizialmente, la responsabilità dell’intera colonna sonora era stata offerta a David Bowie. La scelta era strategica: i produttori cercavano di replicare la fortunata collaborazione avuta con l’artista per l’adattamento di un’altra opera di Briggs, The Snowman. Tuttavia, si trovarono a dover adattare quella formula a un progetto radicalmente più cupo. A causa degli impegni per il suo album Never Let Me Down, Bowie dovette rinunciare al progetto completo, contribuendo però con l’iconica title-track “When the Wind Blows”, che apre il film e ne stabilisce il tono malinconico.
Per completare il progetto fu chiamato Roger Waters, che offrì un contributo monumentale. Il suo lavoro si concretizzò in una suite musicale di oltre 24 minuti che, nell’edizione originale in vinile, occupava l’intera seconda facciata del disco. Questa suite è composta da dieci tracce prevalentemente strumentali che accompagnano i momenti più drammatici del film, con due sole canzoni cantate a segnare i passaggi emotivi chiave: “Towers of Faith” e “Folded Flags”. Per questo lavoro, Waters si avvalse della sua nuova band, la Bleeding Heart Band, un ensemble di musicisti di altissimo livello che includeva figure chiave come il sassofonista Mel Collins, la storica vocalist di The Great Gig In The Sky Clare Torry e Paul Carrack alle tastiere e alla voce.
A completare il ricco panorama sonoro del film hanno contribuito altri artisti di rilievo come Genesis, Squeeze, Hugh Cornwell e Paul Hardcastle, rendendo la colonna sonora un vero e proprio spaccato della scena musicale britannica degli anni ’80.
Al di là del suo innegabile valore artistico, la colonna sonora composta da Roger Waters divenne inaspettatamente un elemento cruciale in una delle più aspre battaglie legali nella storia del rock.
Waters vs. Pink Floyd
Mentre lavorava a When the Wind Blows nel 1986, Roger Waters era impegnato in un’aspra disputa legale con David Gilmour e Nick Mason. La battaglia fu innescata quando Waters venne a sapere che i suoi ex compagni stavano aprendo un conto corrente per “Il nuovo progetto Pink Floyd”. Waters, in qualità di autore principale e forza creativa del gruppo, riteneva il nome “Pink Floyd” un marchio esaurito e non utilizzabile da altri senza il suo consenso.
Il progetto della colonna sonora divenne un punto di svolta inatteso nel contenzioso. Waters, ancora legato contrattualmente alla EMI, desiderava pubblicare l’album di When the Wind Blows con la Virgin Records. Questa situazione creò un’apertura che la EMI, su pressione della controparte, sfruttò abilmente per forzare la mano a Waters e porre fine alla disputa.
Il meccanismo di questa leva contrattuale è stato illustrato chiaramente da David Gilmour, che ricostruisce l’ultimatum posto a Waters dalla EMI:
La Virgin voleva pubblicare “When The Wind Blows”, così la Emi gli sottopose un pezzo di carta su cui c’era scritto, più o meno, “Se vuoi fare uscire questa colonna sonora con un’altra etichetta, lascia stare i Pink Floyd, oppure firma tutti i tuoi lavori col nome Pink Floyd”. Roger acconsentì, e sottoscrisse l’accordo.
Questo accordo concluse di fatto la battaglia legale. L’episodio dimostra non solo l’intreccio tra arte e affari, ma suggerisce anche come il tumulto personale e professionale di Waters in quel periodo abbia potuto informare il tono cupo e senza compromessi della sua musica per il film.
Risultati e impatto
La ricezione di When the Wind Blows evidenzia una netta discrepanza tra il successo di critica e i risultati commerciali, un divario indicativo della natura difficile e senza compromessi del progetto. Il suo approccio crudo e il suo finale desolante hanno affascinato la critica specializzata, ma hanno inevitabilmente faticato a trovare un vasto pubblico mainstream.
Il film ha ricevuto recensioni ampiamente positive, come testimonia il rating dell’88% sul sito aggregatore Rotten Tomatoes. Il critico Barry Lappin lo ha definito “Assolutamente brillante”, lodandone in particolare la sottigliezza e la potenza del messaggio, e ha sottolineato come le scene fossero “più che toccanti”. Questo plauso conferma la riuscita del film nel suo intento di essere un’opera potente e memorabile.
In netto contrasto con l’entusiasmo della critica, i risultati commerciali del film sono stati estremamente modesti. Il dato più emblematico è l’incasso registrato negli Stati Uniti, pari a soli $5,274.00. Questa cifra irrisoria dimostra la natura di prodotto di nicchia del film, un’opera d’autore troppo cupa e impegnativa per attrarre le masse, ma proprio per questo destinata a lasciare un’impronta duratura.
Il suo lascito culturale, tuttavia, va ben oltre i meri dati di incasso, consolidandosi nel tempo come un’opera di culto e un punto di riferimento nel cinema d’animazione per adulti.
When the Wind Blows non è semplicemente un film d’animazione, ma un complesso e stratificato progetto culturale che fonde in modo magistrale la narrazione toccante di Raymond Briggs, la visione registica di Jimmy Murakami e una colonna sonora storicamente significativa. L’analisi dei suoi componenti—dal contesto storico alla tecnica produttiva, passando per le complesse vicende legali legate alla sua musica—rivela un’opera coesa e potente, in cui ogni elemento è funzionale a un unico, devastante messaggio.
Il lascito duraturo di When the Wind Blows risiede nella sua continua rilevanza come monito contro l’orrore della guerra nucleare e l’arroganza del potere che la rende possibile. Il suo vero valore non sta nei risultati commerciali, ma nella sua straordinaria capacità di raccontare una tragedia universale attraverso la lente intima, commovente e profondamente umana di due persone comuni. È questa prospettiva a renderlo un’opera tanto specifica del suo tempo quanto eternamente attuale, un capolavoro silenzioso la cui eco risuona ancora oggi.
