Their First Recordings

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  • Lucy Leave
  • Double O Bo
  • Remember Me
  • Walk With Me Sydney
  • Butterfly
  • I’m A King Bee

1965 e le radici R&B

La storia dei Pink Floyd affonda le sue radici in un territorio molto diverso da quello che l’immaginario collettivo associa alla band. Prima delle esplorazioni cosmiche, delle architetture sonore progressive e dei concerti monumentali, esisteva un gruppo rhythm ‘n’ blues che si muoveva nel vivace panorama musicale londinese di metà anni Sessanta, cercando la propria identità tra pub e piccoli concorsi.

Un’uscita inaspettata

Nel novembre 2015, la pubblicazione del doppio 45 giri “1965: Their First Recordings” ha rappresentato molto più di un semplice regalo per collezionisti. Questo rilascio, dettato da questioni legali legate al diritto d’autore europeo che richiedeva la pubblicazione entro cinquant’anni dalla registrazione, ha consegnato al pubblico un documento sonoro di straordinario valore. Ciò che poteva sembrare una mera formalità burocratica si è trasformato in un’occasione unica per riscoprire le origini autentiche della band, prima che il mito prendesse il sopravvento sulla realtà storica.

Il contesto: Londra 1964-1965

Nel biennio 1964-1965, il nome Tea Set o Pink Floyd non evocava ancora atmosfere psichedeliche. La formazione che si esibiva nei locali londinesi era un gruppo R&B determinato a emergere, partecipando anche a competizioni come il Beat Contest organizzato da Melody Maker. Questi giovani musicisti erano in piena fase di ricerca, e i brani contenuti in questa raccolta rappresentano il loro biglietto da visita, non il manifesto di un gruppo già affermato.
Le registrazioni furono realizzate grazie a un amico di Richard Wright, tecnico del suono presso i Regent Sounds Studios di Londra, lo stesso studio che aveva precedentemente ospitato (e rifiutato) i Beatles durante un’audizione. I dettagli su queste sessioni rimangono frammentari: Nick Mason nei suoi ricordi parla di quattro brani registrati intorno al Natale 1964, mentre una lettera di Syd Barrett menziona cinque tracce. Questa incertezza riflette perfettamente la natura fluida e informale di una band ancora in formazione.

Il ruolo di Bob Klose

Un elemento chiave di questo periodo è la presenza del chitarrista Bob Klose, la cui formazione blues emerge chiaramente, specialmente nell’assolo graffiante di “Lucy Leave” e nell’armonica di “I’m a King Bee”. La sua successiva uscita dal gruppo non fu una semplice sostituzione: rappresentò il momento in cui la band si liberò di un’impronta tradizionalista, permettendo a Syd Barrett di assumere un ruolo più centrale e aprendo la strada alla trasformazione verso territori sonori inesplorati.

I sei brani

Lucy Leave mostra un Syd Barrett dalla voce modulata e dalla pronuncia incisiva, che ricorda il modo di cantare di Mick Jagger. Il testo riflette una relazione tormentata, mentre l’assolo di chitarra blues appartiene a Klose.

Double O Bo è un omaggio creativo a Bo Diddley con riferimenti all’universo di James Bond. Barrett prende il tipico pattern ritmico di Diddley e lo arricchisce con cambi di accordi inusuali, mostrando già i primi segni della sua originalità compositiva.

Remember Me rappresenta un momento cruciale nella definizione della voce autoriale di Barrett. Il brano è stato persino riproposto nel 2024 dai Nick Mason’s Saucerful Of Secrets durante il Set the Controls Tour.

Walk With Me Sydney segna il debutto compositivo di Roger Waters per la band. Con un ritmo leggero e ironico, il brano presenta la voce di Juliette Gale, fidanzata di Richard Wright. La somiglianza con la successiva “Take Up Thy Stethoscope and Walk” rivela una continuità nella scrittura di Waters.

Butterfly è forse il brano che più chiaramente anticipa il futuro dei Pink Floyd. La sua architettura musicale contiene i semi di ciò che sarebbe venuto dopo, con collegamenti evidenti sia a “The Piper at the Gates of Dawn” che al materiale solista di Barrett, dove riff e melodie riappariranno in brani come “Love You” e “Maisie”.

I’m a King Bee, cover del classico di Slim Harpo, rappresenta il legame più esplicito con l’identità R&B della band. L’interpretazione vocale di Barrett si ispirava alla versione dei Rolling Stones del 1964, mentre l’assolo di armonica, secondo Klose, porta la sua firma personale.

L’importanza storica

Queste registrazioni non sono semplici reperti d’archivio, ma un tassello essenziale per comprendere l’evoluzione dei Pink Floyd. Confermano che nel 1965 la band era principalmente un gruppo R&B solido e competente, ben distante dalle sperimentazioni psichedeliche che l’avrebbero resa leggendaria negli anni successivi.
Nate dall’esigenza pratica di avere materiale promozionale per ottenere ingaggi, queste tracce catturano l’energia grezza e il potenziale di un gruppo sul punto di attraversare una metamorfosi radicale. Rappresentano il punto zero, la matrice originaria da cui si sarebbe sviluppata una delle avventure musicali più rivoluzionarie del Novecento, offrendo uno sguardo prezioso su ciò che i Pink Floyd erano prima di diventare ciò che il mondo avrebbe imparato a conoscere.