Il 3 luglio 2006, al Warner West End di Londra, i tre Pink Floyd tornano a sedersi fianco a fianco davanti a un pubblico per presentare qualcosa che, sulla carta, era già uscito undici anni prima. P·U·L·S·E in realtà non era mai stato davvero completo: quella sera, con Gilmour, Mason e Wright presenti insieme a Polly Samson e Storm Thorgerson, la premiere del doppio DVD segna il momento in cui il concerto diventa finalmente quello che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio.
Dopo la proiezione arriva la parte più preziosa della serata, una sessione di domande e risposte che la band concede raramente. Qualcuno chiede se rivedersi su quel palco, constatare quanto si fossero divertiti, avesse acceso il desiderio di tornare a suonare dal vivo. Richard Wright non lascia spazio ad ambiguità: risponde con un secco «Sì». Gilmour allarga il discorso a tutto l’anno appena trascorso: «Quest’anno siamo tornati tutti a esibirci. Tutti e quattro i membri del vecchio gruppo, della formazione classica, se vogliamo chiamarla così, siamo tornati a fare il nostro mestiere e lo stiamo facendo tutti. Per quanto mi riguarda è stato enormemente divertente. Il mio progetto, per il momento, è semplicemente continuare per la mia strada». È Wright a rilanciare, quasi in diretta, con una domanda che suona come un invito: «E credo che anche il mio progetto sia quello di andare avanti per la mia strada. E ogni volta che Dave vorrà che suoni con lui, sarò davvero felice di farlo. E tu, Dave, suonerai con me, vero?». Gilmour non si sottrae: «Certo!». A chiudere il siparietto ci pensa Mason, con la battuta che più di tutte fotografa il suo ruolo nella band: «Naturalmente io sono disponibile per tutti», parole accolte da risate e da un lungo applauso.
Il discorso scivola inevitabilmente sul Live 8, l’evento che l’anno prima aveva riportato la formazione storica sullo stesso palco per la prima volta dal 1981. Alla domanda se ritenessero che il concerto avesse raggiunto i propri obiettivi, Gilmour risponde con la cautela di chi sa che il giudizio arriverà più avanti: «La nostra esibizione è stata fantastica e ci siamo davvero divertiti. Possiamo solo sperare che sia servita a fare del bene; credo che sia ancora presto per dirlo con certezza, ma sono convinto che sia stato meglio farla che non farla». Mason è più articolato, e il suo intervento è probabilmente il momento più politico dell’intera Q&A: «Penso che abbia raggiunto alcuni degli obiettivi che si era prefissato», dice, per poi precisare cosa intende davvero: «Per quanto mi riguarda, l’aspetto più utile è stato che credo abbia spostato il dibattito oltre l’idea che i concerti rock, o i concerti rock di beneficenza, servano semplicemente a raccogliere aiuti alimentari». E ancora: «Credo che dopo quell’evento molte persone abbiano iniziato a porsi domande sulla politica del commercio mondiale e penso che questo sia estremamente importante. Inoltre, sapete, il lavoro non è finito. Credo che Bob Geldof sia particolarmente impegnato in questo momento per assicurarsi che le promesse e gli impegni presi vengano mantenuti». Chiude con un avvertimento che suona quasi come una minaccia bonaria: «Se non saranno rispettati, allora bisognerà far sentire la propria voce. Mi aspetto che tra qualche mese dovremo tornare tutti a Hyde Park se non faranno qualcosa».
Al netto dell’aneddotica, quello che il pubblico si porta a casa quel 3 luglio è un prodotto profondamente diverso dalla VHS che tutti conoscevano. Il trasferimento digitale in SD 4:3 ripulisce l’immagine, riduce il rumore video e ricalibra colore e contrasto; ma è sul fronte audio che il salto si sente davvero, con l’introduzione di un mix 5.1 surround in Dolby Digital e DTS supervisionato da James Guthrie, affiancato da una traccia stereo PCM a 48kHz/24-bit. Il filmato viene per la prima volta ri-editato, con nuove inquadrature e un montaggio più dinamico; il cambiamento più chiacchierato resta la sostituzione digitale della scritta “Enigma”, visibile sul palco durante Another Brick in the Wall, Part 2, con l’equazione “E=MC²”.
Ma è negli extra che questa edizione di P·U·L·S·E si trasforma in qualcosa di enciclopedico, un cofanetto pensato per chi vuole andare oltre il concerto in sé. Ci sono i quattro brani Bootlegging the Bootleggers (What Do You Want From Me?, On the Turning Away, Poles Apart, Marooned), la raccolta completa dei Video di Scena proiettati sul celebre “Mr. Screen” circolare, i videoclip ufficiali di Learning to Fly e Take It Back, il mini-documentario Say Goodbye to Life as We Know It con le interviste ai tecnici di palco, oltre a una galleria fotografica di backstage, mappe e itinerari del tour e il promo televisivo originale di P.U.L.S.E. del 1995. E poi c’è un pezzo di storia della musica che va oltre i Floyd: l’esibizione di Wish You Were Here alla Rock & Roll Hall of Fame del 1996, con Billy Corgan degli Smashing Pumpkins sul palco insieme alla band.
- Pulse One
Shine On You Crazy Diamond
Learning To Fly
High Hopes
Take It Back
Coming Back To Life
Sorrow
Keep Talking
Another Brick In The Wall (Part 2)
One Of These Days
Bootlegging The Bootleggers
What Do You Want From Me?
On The Turning Away
Poles Apart
Marooned
Screen Films
Shine On You Crazy Diamond
Learning To Fly (1987)
High Hopes
Videos
Learning To Fly
Take It Back
Tour Stuff
Maps
Itinerary
Stage Plans
Pulse TV Ad - Pulse Two
Speak To Me
Breathe In The Air
On The Run
Time
The Great Gig In The Sky
Money
Us And Them
Any Colour You Like
Brain Damage
Eclipse
Wish You Were Here
Comfortably Numb
Run Like Hell
Screen Films
Speak To Me (Graphic)
On The Run
Time
The Great Gig In The Sky (Wave)
Money (1987)
Us And Them (1987)
Brain Damage
Eclipse
Alternate Versions
Speak To Me (1987)
Speak To Me (1987) Time (Ian Eames)
The Great Gig In The Sky (Animation)
Money (Alien)
Us And Them (1994)
Say Goodbye To Life As We Know It
Photo Gallery
Wish You Were Here With Billy Corgan
Cover Art
Additional Credits