Obscured By Clouds

Wordpress (1)
  • Obscured By Clouds
  • When You’re In
  • Burning Bridges
  • The Gold It’s In The …
  • Wot’s … Uh The Deal
  • Mudmen
  • Childhood’s End
  • Free Four
  • Stay
  • Absolutely Curtains

Obscured By Clouds non è semplicemente il settimo album dei Pink Floyd, ma rappresenta un crocevia cruciale nella loro evoluzione artistica. Collocato tra l’epica perfezione di Meddle e l’imminente rivoluzione globale di The Dark Side of the Moon, il disco nasce non da una pianificazione strategica di mercato, ma da una vibrante necessità pragmatica: una commissione cinematografica per il regista Barbet Schroeder. È il frutto di una “fuga controllata” dagli Abbey Road Studios, un progetto nato sotto la pressione dei tempi cinematografici che ha permesso alla band di operare con una libertà e una rapidità che sarebbero presto diventate un lusso impensabile. In queste sessioni, la band non si è limitata a fornire un commento sonoro, ma ha cristallizzato intuizioni che avrebbero definito il suono del rock degli anni ’70.

  • Data di uscita ufficiale: 2 giugno 1972 (UK); 17 giugno 1972 (Stati Uniti).
  • Etichetta discografica: Harvest Records / EMI.
  • Produttore: Pink Floyd.
  • Ingegnere del suono e Studi di registrazione:
    • Registrazione: Strawberry Studios (Château d’Hérouville, Francia), sessioni effettuate tra il 23-29 febbraio e il 23-27 marzo 1972. Tecnico di ripresa: Peter Watts (non accreditato ufficialmente).
    • Mixaggio: Morgan Sound Studios (Londra), 4-6 aprile 1972.
    • Apparati tecnici: Registratore a 16 tracce Scully 100 e console Difona a 16 canali (customizzata da Gérard Delassus) presso Hérouville; registratore 3M M56 e console Cadac 24×16 per il mixaggio ai Morgan Studios.
    • Staff tecnico: Dominique Blanc-Francard (responsabile del mix mono per il film); Andy Scott (assistente ingegnere).
    • Mixaggi: Furono realizzati due mix distinti: uno stereo a cura di Peter Watts per l’album e uno mono di Blanc-Francard per la pellicola.
  • Copertina e Design: Studio Hipgnosis. La copertina utilizza un fotogramma del film (un viaggiatore su un albero) deliberatamente sfocato e distorto nei colori tramite pellicola a infrarossi.
  • Piazzamenti in classifica:
    • Regno Unito: 6ª posizione (14 settimane in classifica).
    • Stati Uniti: 46ª posizione.
    • Europa: 1ª posizione in Francia; 3ª posizione nei Paesi Bassi e in Danimarca.

L’essenza dell’album

Obscured By Clouds funge da fondamentale “distrazione creativa”. Mentre la band era già immersa nella pre-produzione di Dark Side, la chiamata di Schroeder per il film La Vallée offrì l’occasione per una sperimentazione senza filtri. Lo Château d’Hérouville, soprannominato “Honky Château” e già residenza di Chopin e Van Gogh, divenne un incubatore sonoro dove il gruppo poteva testare soluzioni poi divenute iconiche. Qui, la band operava in uno stato di grazia collaborativa che lo stesso Schroeder avrebbe poi ricordato definendo Roger Waters come il “genio del gruppo”, la cui personalità spiccava nettamente sugli altri.
L’impatto dei temi trattati — il viaggio esistenziale, la rottura con la società borghese e l’ineluttabilità della morte — eleva il disco oltre lo status di colonna sonora. È un’opera organica e matura che riflette l’ultima vera collaborazione paritaria tra i quattro membri. Brani come Free Four non sono solo canzoni rock dal ritmo incalzante, ma i “semi” di quello che sarebbe diventato The Wall, con Waters che affronta per la prima volta in modo esplicito la perdita del padre in guerra e il cinismo dell’industria discografica.
Dal punto di vista puramente timbrico, l’album è un trionfo di tessiture sintetiche. La title-track si apre con un tappeto sonoro ipnotico basato su un singolo accordo di La minore, dominato dai sintetizzatori EMS VCS3 che emettono onde pulsanti. Su questo tappeto, la chitarra slide di Gilmour, distorta con il Fuzz Face e arricchita dall’uso del bottleneck, taglia l’aria con un’aggressività blues del tutto nuova.
Non mancano le intuizioni ritmiche: in questo periodo, Nick Mason sperimenta l’uso di prototipi di percussioni elettroniche che anticipano di un decennio l’estetica degli anni ’80. L’atmosfera in studio, tuttavia, restava goliardica: titoli come When You’re In e Wot’s… Uh The Deal derivano direttamente dai tormentoni di Chris Adamson, storico roadie della band, a testimonianza di un clima ancora libero dalle tensioni che avrebbero poi frammentato il gruppo.
Il titolo e la copertina riflettono la trama del film: la ricerca di un paradiso perduto in una valle della Nuova Guinea avvolta dalla nebbia, una “macchia bianca” sulle mappe. Interessante è il retroscena legato all’artwork di Hipgnosis: Barbet Schroeder dichiarò che i Pink Floyd vollero deliberatamente “sabotare” l’impatto commerciale della copertina, sfocando l’immagine fino a renderla irriconoscibile. Questo per evitare che il progetto cinematografico entrasse in competizione diretta con i loro “lavori seri”, quasi a voler proteggere l’aura di The Dark Side of the Moon.
In conclusione, nonostante sia stato prodotto in appena due settimane di lavoro febbrile, Obscured By Clouds resta una testimonianza fertile e disarmante. È il documento di una band all’apice della propria intesa umana e tecnica, capace di trasformare un obbligo contrattuale in un’opera sincera, un “anello mancante” che ancora oggi brilla per calore analogico e intuizioni profetiche. È il suono di un gruppo che, prima di essere oscurato dalle nuvole della celebrità mondiale, splendeva di una luce collettiva irripetibile.