di Roger Waters
Cirrus Minor Lyrics
In a churchyard by a river
Lazing in the haze of midday
Laughing in the grasses and the graze
Yellow bird you are not long in
Singing and in flying on
Laughing and in leaving
Willow weeping in the water
Waving to the river daughters
Swaying in the ripples and the reeds
On a trip to Cirrus Minor
Saw a crater in the sun
A thousand miles of moonlight later
In un camposanto accanto a un fiume
Ciondolante nella foschia di mezzogiorno
Ridendo tra le erbe e le tombe
Uccello giallo, sei solo
Nel canto e nel volare
Nel ridere e nel partire
Il salice piange nell’acqua
Facendo segnali alle figlie del fiume
Oscillando negli increspamenti e nelle canne
Nel viaggio verso Cirrus Minor
Vidi un cratere nel sole
Mille miglia di chiari di luna successivi
Cirrus Minor è una composizione di Roger Waters che apre More (1969), terzo album dei Pink Floyd e prima colonna sonora del gruppo, scritta per il film omonimo del regista svizzero Barbet Schroeder. Il brano compare a circa tre quinti del film, durante una scena in cui il protagonista Stefan è sotto l’effetto di droghe, anche se nella versione cinematografica vengono cantati solo gli ultimi due versi.
Il titolo combina un termine latino — cirrus indica sia un ricciolo di capelli che le nuvole ad alta quota formate da filamenti bianchi, spesso paragonate a capelli d’angelo — con la suggestione di un pianeta ai confini dell’universo. Il testo descrive un uccello giallo che sonnecchia nella foschia di mezzogiorno in un cimitero vicino a un fiume, e un viaggio verso Cirrus Minor in cui il narratore vede un cratere nel sole. Waters attinge ancora una volta alla poesia cinese: la frase a thousand miles of moonlight proviene da un componimento di Li He, lo stesso poeta da cui aveva tratto versi per Set the Controls for the Heart of the Sun, tradotto da A. C. Graham nella raccolta Poems of the Late T’ang. Il brano fu incluso anche nella compilation Relics del 1971.
La registrazione si svolse ai Pye Studios di Londra nei primi giorni del febbraio 1969, con il gruppo per la prima volta autoprodotto e Brian Humphries all’ingegneria del suono. Il brano è in mi minore e si articola in tre sezioni distinte. La prima, della durata di quasi un minuto, è composta esclusivamente da canti di uccelli, quasi certamente tratti dalla libreria di effetti sonori della EMI e aggiunti in studio. Il riverbero varia di intensità nel corso del brano, accentuandosi in particolare durante la dissolvenza finale, fino a rendere il paesaggio sonoro irreale.
La sezione cantata inizia a 0:58 e dura circa 1:45. Gilmour suona la chitarra acustica, probabilmente la sua Levin LT 18, alternando accordi e arpeggi, e canta la voce solista in un registro basso rispetto alla sua estensione, raddoppiandola su una seconda traccia senza l’ausilio dell’ADT. Wright accompagna alla Farfisa organ. Il riverbero si fa più marcato nel quarto verso, in particolare sulle parole Cirrus Minor. Tra 2:30 e 2:40 sembra udibile una seconda chitarra acustica, probabilmente Waters. Il basso di Waters è presente ma arretrato nel mix.
La terza sezione è dominata dall’organo Hammond M-102 di Wright con il Rickenbacker di Waters, in una texture che richiama la sezione Celestial Voices di A Saucerful of Secrets. Wright aggiunge un secondo strumento a tastiera — Hammond o Farfisa — processato con l’Echorec, con un effetto psichedelico vicino al suono dei primi due album del gruppo. Il brano si chiude con il ritorno in primo piano dei canti di uccelli, sommersi di riverbero. Intorno a 0:55 si sente qualcuno — probabilmente Gilmour — contare 2, 3, 4 prima dell’attacco.
Nel 2007 il cantautore francese Étienne Daho pubblicò una cover del brano come disco bonus nell’edizione deluxe rimasterizzata del suo album L’Invitation.
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