Per non ammazzare un uomo il nuovo libro di Marco Masoni
C’è un libro pubblicato lo scorso 23 marzo che merita attenzione, e non solo per il capitolo dedicato ai Pink Floyd, anche se è proprio quel capitolo a cambiare il tono dell’intera opera. Si intitola Per non ammazzare un uomo (Aurea Nox, collana Harmonizer). lo ha scritto Marco Masoni, critico musicale pisano classe 1973, e porta una prefazione di Moni Ovadia e una postfazione di Emiliano Manfredonia. Il sottotitolo dice già tutto:Antologia di canzoni contro la guerra – Dall’Italia, dall’estero e dai Pink Floyd.I nostri non stanno nella categoria “estero”, stanno da soli.
Il volume raccoglie 176 schede (descrizione, analisi, contesto storico) su brani e dischi contro la guerra firmati da oltre cento artisti in un arco che va dall’Ottocento fino al 2026. De André, Battiato, Ruggeri, Dylan, Lennon: il libro costruisce una mappa emotiva e culturale del rifiuto della violenza, seguendo un ordine cronologico che segue anche l’evoluzione del pensiero antimilitarista nella musica popolare.
Masoni è una figura nota nell’ambiente della saggistica musicale italiana: ha già pubblicato L’alba dentro l’imbrunire – Viaggio nella spiritualità della musica italiana (Pacini, 2021), Lettere da sopra la pioggia – intrecci tra musica e letteratura nella canzone italiana (Pacini, 2022, con Fabrizio Bartelloni) e Fino a completa guarigione (Aurea Nox, 2024 su Franco Battiato). Ha inciso quattro album con la prog band Germinale e due da solista, e da anni porta in giro rassegne di divulgazione musicale dal vivo e online, insomma non è un nome improvvisato.
Il filo conduttore di tutto il libro è preciso: il nemico è umano quanto noi, la guerra viene costruita a tavolino da chi non la combatterà mai, la gloria è una menzogna e la patria uno strumento di manipolazione. L’eroe non è un eroe: è una vittima. È un’impostazione netta, senza mediazioni, che Masoni riprende da una frase di Battiato pronunciata durante un’intervista televisiva con Gianni Minà nel 1997 e che dà il titolo all’intero volume.
Poi arriva la sezione sui Pink Floyd, e qui il libro cambia registro. Masoni lo scrive lui stesso senza giri di parole: la “questione Pink Floyd” richiede una ricerca separata, quasi una missione a sé. Il motivo è semplice e difficile da contestare: nessun altro artista occidentale ha prodotto una quantità così consistente e coerente di opere contro la guerra. Soprattutto sotto la guida di Roger Waters.
Il punto di ingresso è biografico, e non potrebbe essere altrimenti. La morte del padre di Waters durante la Seconda guerra mondiale non è un dettaglio da nota a piè di pagina: è la chiave interpretativa di tutta la sua produzione artistica. Eric Fletcher Waters morì nel 1944 durante lo sbarco di Anzio. Da quel momento in poi, quella perdita attraversa tutto: i testi, gli album, la visione del mondo. Le canzoni dei Pink Floyd non parlano della guerra in senso generico o ideologico. Parlano di perdita, di trauma, di manipolazione, di memoria. Parlano di un sistema che trasforma gli individui in strumenti e poi li abbandona. Parlano di padri che non tornano e di figli che crescono dentro un’assenza.
In questa lettura, The Wall e The Final Cut smettono di essere soltanto opere musicali e diventano atti di accusa. Non contro un nemico identificabile, ma contro il meccanismo stesso della guerra. Niente eroismo, niente retorica: solo disillusione, rabbia e dolore. La sezione del libro si sviluppa attraverso una lunga sequenza di brani che vanno dagli anni Sessanta fino ai lavori più recenti, includendo le produzioni soliste di Waters e i contributi di Gilmour. È una traiettoria coerente, quasi ossessiva, nel suo rifiuto ed è proprio quella coerenza a renderla centrale nel ragionamento di Masoni.
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Per non ammazzare un uomo
Autore: Marco Masoni
Casa Editrice: Aurea Nox Collana Harmonizer
Anno: 2026
Prefazione: Moni Ovadia / Postfazione: Emiliano Manfredonia
ISBN: 979-12-82446-24-2

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