Le compilation rare dei Pink Floyd che non conosci

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Tutti conoscono Relics, A Collection of Great Dance Songs, Echoes, A Foot in the Door, sono le raccolte “volute” dai Pink Floyd, quelle che la band ha avallato e che hanno accompagnato generazioni di ascoltatori. Ma esiste un universo parallelo, meno celebrato e quasi ignorato dalla storiografia floydiana, fatto di compilation ufficiali uscite in mercati periferici, spesso per iniziativa delle etichette locali, e rimaste conosciute soltanto a una cerchia ristretta di collezionisti. Masters of Rock e Works sono i titoli che qualcuno cita ancora, ma la lista è molto più lunga. Ora, con l’arrivo di 8-Tracks, si aggiunge un nuovo capitolo alla storia delle compilation ed ecco una carrellata di raccolte che forse non tutti conoscono.

The Best of Pink Floyd (1970)

La prima raccolta ufficiale non voluta dalla band risale al 1970. Pubblicata in Danimarca, Israele e Olanda — e mai altrove — attingeva ai primi due album e ai singoli dell’era fondativa, con una copertina che ritraeva la formazione con Gilmour, fotografata nel 1968. Nel 1974 il contenuto sarebbe stato riproposto sotto il titolo Masters of Rock. Curiosità che i collezionisti conoscono bene: in tutte le edizioni, il titolo Matilda Mother appare erroneamente come Mathilda Mother sia in copertina che sull’etichetta, e Candy and a Currant Bun viene trascritto come Candy and a Current Bun. Errori sistematici, mai corretti, che si sarebbero trascinati nelle ristampe successive.

Masters of Rock (1974)

Ristampa europea di fatto del titolo precedente, Masters of Rock circolò anche negli Stati Uniti ma solo come importazione. In Germania uscì in due versioni distinte, Masters of Rock e Masters of Rock Vol. 1, mentre in Olanda e Svezia fu adottata una copertina alternativa in stile pop-art con i ritratti di Mason, Waters, Wright e Syd Barrett, realizzata da Hermann Baas. Gli errori tipografici si moltiplicano: oltre ai soliti Mathilda Mother e Current Bun, nelle edizioni con la copertina di Baas Richard Wright viene accreditato come “Rick Wright: Bass guitar & vocals”, un refuso che, per chi conosce la storia della band, ha quasi del grottesco.

 

Best of Pink Floyd (1983)

Nel 1983 l’etichetta ungherese Favorit ottenne dalla EMI i diritti per pubblicare un album dei Pink Floyd in Ungheria. Il progetto si complicò quando Waters inserì nel materiale riferimenti critici a Breznev: il governo comunista non era disposto a tollerare certi contenuti, e la soluzione fu un compromesso editoriale ibrido. Il risultato fu questa compilation, titolata Best of Pink Floyd con grafica propria, che attingeva al catalogo di A Collection of Great Dance Songs rielaborandolo per il mercato locale. I brani scelti: One of These Days, Money, Sheep, Shine On You Crazy Diamond, Wish You Were Here, Another Brick in the Wall (Part 2). Un documento singolare, in cui la politica ha letteralmente condizionato la tracklist.

Hits (1983)

Uscita esclusivamente in Brasile, questa raccolta è rimasta a lungo confusa come una variante di A Collection of Great Dance Songs, rispetto alla quale era però successiva di due anni e presentava una modifica al repertorio: The Gunner’s Dream al posto di uno dei brani originali. La copertina è inconfondibile: una fotografia in bianco e nero di una sessione promozionale di Michael Ochs del 1977, con i quattro componenti della band su sfondo bianco, il titolo Pink Floyd Hits in rosso sulla copertina e i titoli dei brani in obliquo a lato.

Works (1983)

Voluta dalla Capitol Records e distribuita esclusivamente negli Stati Uniti, Works è forse la più nota tra le compilation “non europee” dei Pink Floyd. La copertina, affidata a Ron Larson su direzione di Bill Burks, si ispira al poster del 1948 Nederland industrialiseert dell’artista olandese Wladimir Flem. La tracklist abbraccia un arco temporale ampio: da Arnold Layne e See Emily Play fino a Brain Damage ed Eclipse. Quest’ultimo brano riserva una sorpresa per gli ascoltatori più attenti: la versione su Works non proviene dal mix stereo originale di The Dark Side of the Moon, ma da quello quadrifonico, lo stesso mix utilizzato per la prima stampa CD americana della Capitol. Oltre alla particolare One of These Days, interpolata con Speak to Me, in Works è presente Embryo fino ad allora pubblicata solo in Picnic – A Breath of Fresh Air (sampler Harvest del 1970).

Best of Pink Floyd (1990)

Nel 1990 la Music Design Records Company (Dae Sung Records) pubblicò in Corea del Sud questa raccolta con cinque brani: Atom Heart Mother Suite, Money, One of These Days, Free Four e Obscured by Clouds, su etichetta Creato. Il tema delle stampe coreane è complesso: Discogs le cataloga spesso come “Unofficial Release”, ma la questione merita una distinzione più precisa. Le etichette coreane si dividevano in due categorie: quelle approvate dal governo, che, pur prive di licenza formale, operavano in un regime di tolleranza, e quelle effettivamente illegali, vietate alla vendita. In ogni caso, queste stampe godono di un significativo valore collezionistico e sono censite nelle principali discografie mondiali. Contiene alcuni errori nei crediti e nella back cover compare il sassofonista Scott Page.

The Very Best of Pink Floyd (1990)

Uscita il 30 ottobre del 1990, questa compilation coreana fu pubblicata dalla Asia Rec. Co. Ltd. su licenza YMC Company Tower Record, con l’approvazione formale del Ministero della Cultura e dell’Informazione coreano (Registration No. 12). Faceva parte di una serie intitolata The Very Best of… e raccoglieva: Money, Obscured by Clouds, One of These Days, Wish You Were Here, When You’re In sul lato A, Atom Heart Mother Suite sul lato B. Nei crediti di Money compaiono stranamente “B. Gordy Jr & J. Bradford”, e i titoli riportano errori vistosi: One of These Day e Autom Heart Mother Suite.

Greatest Hits (1991)

Altra stampa coreana, realizzata dalla Kumseong Records Co. con l’approvazione del K.E.C.P.P., l’ente governativo di censura. La raccolta conta nove brani distribuiti su due facciate: lato A con One of These Days, A Pillow of Winds, Wish You Were Here, Speak to Me, Breathe, On the Run; lato B con The Great Gig in the Sky, Money, Free Four. Un oggetto diventato raro e molto ricercato dai collezionisti.

Another Brick in the Wall II – Live (1992)

Ultima voce coreana di questo catalogo sommerso, questa raccolta appartiene alla serie Hee Jee Rock Live Series e contiene otto brani dal vivo: Shine On You Crazy Diamond (I), Sorrow, Time, The Great Gig in the Sky (erroneamente elencata come Any Colour You Like), Wish You Were Here, Money, Another Brick in the Wall (II), Comfortably Numb. Un’antologia live anche questa rara e ricercata.

Per questo articolo è stata necessario la consultazione del sito The Mr. Pinky Discography

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